Archivio bozze

Il ricordo di Teatro Due

«Ronconi, un pilastro»

23 febbraio 2015, 06:00

«Ronconi, un pilastro»

Mariacristina Maggi

«Luca Ronconi è stato un pilastro del nostro teatro: un pilastro su cui costruire». E' con la tristezza nel cuore che il direttore artistico della Fondazione Teatro Due Paola Donati parla della scomparsa del grande regista e suo caro amico: «Tante sono state le nostre collaborazioni a partire dagli anni ‘90 e mi ritengo fortunata dello stretto rapporto di amicizia e stima che abbiamo avuto negli anni... E' difficile con le sole parole descrivere un uomo con una dinamica e un'energia intellettuale così straordinarie; tante sarebbero le cose da raccontare, ma c'è un'immagine viva nella mia mente: durante le prove al Teatro Farnese di ‘Peccato che fosse puttana' di John Ford (2003) il teatro era disponibile solo al pomeriggio per rispettare gli orari del museo e una mattina videro un signore seduto sui gradini che mangiava ciliegie tra i turisti: era Luca. Per lui il teatro era un luogo in cui vivere, in cui respirare, ascoltare lo spazio. Non era solo un grande regista con una capacità unica di analisi del testo drammaturgico, ma anche un didatta generoso che amava molto i giovani e da loro attingeva (come in «Strano interludio» con Massimo Popolizio), sempre capace di ‘spingere oltre', oltre le mode, le convenzioni, senza mai accettare compromessi: un uomo coraggioso fino al suo ultimo giorno».

Sincera commozione anche per il regista Walter Le Moli che ricorda il compagno di grandi battaglie Luca Ronconi: «Un vero soldato: l'unico capace di assecondare, realizzare la follia cambiando la struttura del pensiero teatrale: come Wagner fece con la musica. In Francia esisterebbe già un'accademia con il suo nome». Numerosi i progetti realizzati dai due registi a partire dal 97/98 con «Il lutto si addice ad Elettra» di O'Neal con Elisabetta Pozzi e Mariangela Melato, mesi di prove al Teatro Due e un confronto intellettuale, umano che è cresciuto nel tempo tanto da raccoglierne i frutti con lo spettacolo al Farnese: ancora vivo e presente nella memoria dei fortunati spettatori; poi ancora il trittico greco («Prometeo» di Eschilo, «Le Baccanti» di Euripide e «Le Rane» di Aristofane) per Siracusa, i cinque allestimenti del ‘Progetto Domani' in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, il coraggioso «Fahrenheit 451» di Ray Bradbury durante la fiera del Libro 2006-07 fino alla laurea honoris causa dell'Università IUAV di Venezia che nel 2012 Le Moli (in qualità di direttore del corso di laurea specialistica in scienze e tecniche del teatro) consegnà con orgoglio all'amico Luca Ronconi: «un amico che non barava, capace di metterci il sangue».

«E' stato un maestro non solo per la prosa ma anche per l'opera: le sue regie hanno avuto riscontri internazionali», ha poi sottolineato il presidente della Fondazione Teatro Due Carlo Majer che nel 1992, quando allora dirigeva il Teatro Regio di Torino, portò in scena con successo «La dannazione di Faust» di Berlioz; da allora la storia del melodramma si è arricchita con altri successi tra cui «L'affare Makropulos» di Janá?ek, «Un viaggio a Reims» di Rossini al Festival di Pesaro e altri riusciti allestimenti. «Luca era particolarmente bravo con le drammaturgie incomplete e riusciva a creare magie indescrivibili: è il regista più barocco che abbiamo avuto e con lui si perde una dimensione di spettacolarità inimitabile», ha detto infine Majer, ricordando con nostalgia le lunghe cene con il maestro Ronconi: divertente, geniale e ancora capace di emozionarsi come un bambino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA