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In cella il «Mandela delle Maldive»

23 febbraio 2015, 06:00

In cella il «Mandela delle Maldive»

Finisce in galera il «Mandela delle Maldive», Mohamed Nasheed, ex presidente dell'arcipelago di sogno e attuale leader dell'opposizione. L'accusa è di terrorismo e giunge qualche settimana dopo che un alleato chiave dell'attuale presidente, Yameen Abdul Gayyoom, ha disertato la coalizione di governo per allinearsi proprio con il partito di Nasheed, lanciando una serie di accuse contro Gayyoom per costringerlo a dimettersi. La notizia dell'arresto, mostrato alla televisione, ha immediatamente fatto scendere in strada i sostenitori di Nasheed che si sono scontrati con la polizia facendo temere un ritorno all'instabilità politica che ha caratterizzato gli ultimi anni di questo paradiso delle vacanze. L'accusa contro Nasheed è legata a una vicenda del 2012, quando durante la sua presidenza fece arrestare un alto magistrato tenuto poi in carcere senza un'accusa e nonostante la Corte suprema avesse ordinato di liberarlo. Proprio in seguito alle proteste di piazza scoppiate allora, Nasheed fu costretto alle dimissioni nel febbraio di quell'anno in quello che fu definito «un golpe di velluto». Ieri il ministro Mohamed Shareef ha detto che le leggi anti-terrorismo citate nei confronti di Nasheed si riferiscono non solo ad atti di violenza pianificata, ma anche ad «atti contro lo Stato» e nel mandato si precisa che è stato arrestato per eliminare qualsiasi «possibilità di fuga prima del processo». L'ex capo di Stato era già stato arrestato in passato per le stesse accuse: una volta nell'ottobre del 2012 e ancora nel 2013, qualche mese prima delle elezioni presidenziali alle quali decise di ripresentarsi. Il politico ora si trova in una prigione sull'isola di Dhoonidhoo. Noto come il «Mandela delle Maldive» per il suo impegno politico, Nasheed si è fatto conoscere a livello internazionale anche per le sue iniziative a favore dell'ambiente. Famose le foto che lo ritraggono con i suoi ministri in riunioni di governo subacquee per denunciare i rischi che il riscaldamento globale e l'innalzarsi del livello dei mari pongono alle piccole isole. Fu il primo presidente eletto direttamente, dopo la riforma costituzionale, e governò dal novembre 2008 fino al febbraio 2012. Costretto alle dimissioni, nel 2013 Nasheed ritentò la scalata alla presidenza, ma perse le elezioni contro Yameen Abdul Gayyoom, cognato di Maumoon Abdul Gayyoom, ex presidente e dominatore indiscusso della nazione prima di lui per 30 anni.

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