Archivio bozze

Intervista

Tavecchio alla Gazzetta: «Il Parma finirà il campionato»

23 febbraio 2015, 06:00

Tavecchio alla Gazzetta: «Il Parma finirà il campionato»

Paolo Emilio Pacciani

Il Parma deve portare i libri in tribunale oggi stesso, oppure sarà troppo tardi per salvare anche la serie B. Non usa mezzi termini il presidente della Figc Carlo Tavecchio, intervenuto ieri sera alla Domenica Sportiva sul caso-Parma.

«Se il Parma oggi non ha giocato - ha detto Tavecchio - non è perchè non c'erano i soldi per gli steward o per l'elettricità, ma perché i giocatori non sarebbero sceso in campo. E' stata una mia decisione quella di rinviare il match con l'Udinese».

Poi sottolinea l'urgenza che riguarda la situazione della società crociata. «Se si vuole salvare la società, domani stesso si devono portare i libri in tribunale e chiedere immediatamente il fallimento. Solo così il giudice potrà nominare un curatore e affidare un esercizio provvisorio per poi aggiudicare all'asta la società. Il tribunale ha fissato per il 19 marzo l'udienza ma sarà già troppo tardi! Bisogna assolutamente accelerare i tempi, ma se Manenti non porta i libri in tribuna non si può fare l'accertamento».

Quanto alla possibilità di salvare il titolo sportivo e giocare l'anno prossimo in serie B, Tavecchio è tutt'altro che ottimista: «Non basta che il Parma fallisca e vada poi all'asta - spiega il presidente - bisogna anche che ci sia qualcuno che sia disposto ad investire un bel po' di soldi. Innanzitutto deve pagare il debito sportivo, cioè tutti gli stipendi ai tesserati Figc ma anche i debiti nei confronti delle squadre di federazione straniera, se ce ne sono. Insomma, bisogna che si faccia in fretta e che si trovi qualcuno che sia disposto ad investire seriamente in questa società».

Ma il Parma finirà il campionato? E come farà se non ci sono i soldi? «Il Parma giocherà fino alla fine, perché è interesse di tutti che sia così. Bisogna che le altre diciannove squadre di serie A mettano mano alla mutualità e diano una mano ai crociati per andare in campo. Altrimenti sarebbe molto peggio per tutti. Il danno di un campionato mozzato sarebbe maggiore. Ma anche il Comune è interessato a che il Parma finisca regolarmente il campionato».

Quanto ai famosi soldi del “paracadute” per chi retrocede in serie B, Tavecchio ha smorzato gli entusiasmi: «Purtroppo vi devo dire che quei soldi sono stati già tutti spesi anticipatamente».

Nel pomeriggio Tavecchio aveva risposto ad alcune domande che la Gazzetta di Parma gli aveva inviato.

Quali conseguenze ci sarebbero a tutti i livelli nel caso in cui il Parma non fosse in grado di proseguire il campionato, si chiedono i tifosi. «Dal punto di vista sportivo, se il ritiro intervenisse nel girone di ritorno, tutte le restanti gare sarebbero considerate perse a tavolino. Ma stiamo lavorando affinché ciò non avvenga. Di sicuro, grazie alla grande professionalità dei calciatori del Parma il campionato non è stato falsato come può testimoniare il risultato maturato contro la Roma».

Per quanto riguarda le responsabilità che hanno portato a questo clamoroso fallimento Tavecchio non si vuole sbilanciare: «Le responsabilità sulla gestione di una Spa andranno appurate dalla magistratura. Di sicuro, non è nel mio stile nascondermi e ritengo che, nonostante nel caso della mancata ammissione in Europa League i controlli siano stati premonitori ed efficaci, chiunque sia parte del sistema ha una piccola responsabilità, fosse anche morale, in tutto quello che è successo».

La gente è convinta che Figc e Lega avevano la possibilità di intervenire prima per evitare questo sfacelo, ma Tavecchi nega che sia così: «Con gli strumenti a disposizione sicuramente no, i controlli sono stati attivati ed il Parma ha subìto e continuerà a subire sanzioni. Eppure poco dopo la mia elezione abbiamo varato norme molto più restrittive. Peccato che quando abbiamo introdotto il Financial Fair Play nel sistema delle Licenze Nazionali, il limite delle rose a 25 calciatori over 21 e l'obbligo di saldare i debiti scaduti anche con le società estere, dai media sia stato dato poco risalto a queste importanti decisioni».

Un'altra domanda che tutti si fanno è: come è possibile che società con 1.000 euro di capitale sociale come la Dastraso di Taci o un personaggio come Manenti, già protagonista in passato di episodi analoghi, possano acquistare una squadra di serie A?

«Se ciò avviene nel rispetto delle norme del codice civile è possibile, ma siamo già al lavoro, con la Lega di Serie A in prima fila, per studiare l'introduzione di un sistema di vaglio preventivo dei requisiti delle nuove proprietà dei club».

In caso di fallimento, a questo punto inevitabile, la speranza dei tifosi è che si possa ripetere un caso-Bari. «La procedura sarà studiata dai legali insieme al Tribunale, nel caso si arrivi ad un esercizio provvisorio ciò che mi auguro è che il Parma riesca a trovare un acquirente credibile nel più breve tempo possibile».

A Tavecchio abbiamo anche chiesto un messaggio ai tifosi. «Abbiamo attivato un tavolo permanente con tutti i principali attori del sistema calcistico e politico al fine di salvaguardare la tradizione sportiva del club crociato, la storia del Parma è patrimonio di tutto il calcio italiano, oltre che della città e dei suoi tifosi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA