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Parma

Un appartamento a Sanremo per il Comune

23 febbraio 2015, 06:00

Un appartamento a Sanremo per il Comune

Beppe Facchini

Di immobili di proprietà del Comune di Parma se ne contano a centinaia sparsi un po' in tutto il territorio cittadino. E si tratta di edifici e locali gestiti direttamente da piazza Garibaldi oppure affidati alle sue società partecipate o ad Acer. La vera sorpresa, però, dando un'occhiata all'elenco dei fabbricati posseduti dall'ente, è rappresentata dall'indirizzo che non ti aspetti: Condominio Camelia, via La Marmora 161, Sanremo. Già, perché nella città dei fiori il demanio parmigiano è rappresentato da un appartamento situato in un palazzo non poco distante dal mare (come indica Googlemaps) e gestito da anni da una società di Imperia che si occupa di amministrazioni condominiali, la Baggioli Snc. Una società che qualche giorno fa, come di consueto, ha fatto sapere all'amministrazione che bisogna pagare la prima tranche annuale per servizi come pulizia delle scale o degli spazi in comune con altri condomini in terra ligure: 283,15 euro.

Certo, non si tratta di una cifra esorbitante, ecco perché la vera domanda è un'altra: come mai il Comune di Parma possiede un locale nella città del festival più noto d'Italia? La risposta è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Nel 1973 l'intero patrimonio dell'ex Vittorio Emanuele II, storico orfanotrofio di via Raimondi, raso al suolo a suon di esplosivo nel 2008 dall'esperto Danilo Coppe, è passato dalla Cassa di Risparmio al Comune di Parma. Nel lontano 1878, infatti, l'istituto di credito decise di realizzare in via Imbriani un orfanotrofio gestito prima delle suore Orsoline e poi dalle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Col passare dei decenni la struttura, mentre continuava ad accogliere ed educare migliaia di bambini anche tramite l'Opera Nazionale Orfani di Guerra, ha ricevuto diverse donazioni in denaro e di immobili, compresa quella di uno locale proprio a Sanremo. Nel 1960 l'orfanotrofio (nel frattempo denominato «Istituto Vittorio Emanuele II») si è poi traferito nella nuova sede vicino via Carmignani, nell'aria che oggi ospita il Polo Sanitario del quartiere Montanara, finché nel 1973, come detto, la Cassa di Risparmio non decide di donare il suo intero patrimonio al Municipio, contestualmente alla trasformazione dell'istituto in centro comunale di rieducazione neuromotoria e di servizi sociali per spastici. E così, ecco che «incluso nel prezzo» ci finisce anche un appartamento sanremese dal valore all'incirca di 55 mila euro e con affittuaria, fino a poco tempo fa, una signora anziana recentemente deceduta. Stando così le cose, il futuro dello stabile appare perciò segnato: si andrà verso la sua alienazione, anche se - spiegano dal Comune - è prima necessario verificare come procedere, in quanto si tratta di un locale soggetto, con molta probabilità, a vincoli che ne prevedono la vendita destinata ad usi sociali.

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