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Il presidente: «Lavoro per salvare il Parma»

24 febbraio 2015, 06:00

Il presidente: «Lavoro per salvare il Parma»

Giampietro Manenti è ricomparso, almeno via etere, e ieri ha rilasciato dichiarazioni sia a ParmaToday che a Radio Parma nel corso della trasmissione «Palla in Tribuna».

Se tutti, a cominciare dal presidente della Figc Carlo Tavecchio, gli fanno pressioni affinché porti al più presto i libri in tribunale e chieda il fallimento della società, per poter dare una chance ad eventuali compratori seri che possano salvare il titolo sportivo e far ripartire il Parma dalla serie B, lui fa spallucce e dice che no, ad andare in tribunale non ci pensa nemmeno. Almeno in tempi brevi.

«Qua tutti parlano meno io - afferma Manenti -. La situazione è quella che sapete tutti,  se ci sono da portare i  libri in Tribunale li portiamo. Tutto dipende da quello che  esce  dalla due  diligence. Imminente il  fallimento?  Non credo proprio,  io sono il proprietario e ora vi  divertite voi, poi  parlerò  io  a tempo debito.  La due  diligence  finirà domani e presto  avrete notizie. Ora lasciatemi lavorare perché qua non c'è tempo  da perdere. Per quanto riguarda le  somme, stiamo lavorando, cerchiamo di  sbloccarle  il prima possibile, anche se non penso sia solo una questione di soldi».

  «Io non scappo e non sono mai scappato - continua Manenti -. Domani incontrerò il sindaco, lo confermo, ma non mollo la società anzi sto lavorando per il club anche in questo momento».

 Sulle forti pressioni che riceve dalle istituzioni per portare i libri in Tribunale il patron spiega che «in realtà stiamo lavorando per il contrario, voglio proseguire il mio lavoro per la società».

Si era sparsa voce che dopo aver rilevato anche l'altro 50% delle quote del Mapi Grup Manenti abbia chiesto alla Raiffesen Banka austriaca un prestito di circa 16 milioni, che gli sarebbe stato rifiutato, ma il presidente nega questi contatti con le banche. «Non c'è nulla di vero, stiamo preparando il nostro piano da presentare in procura. E' difficile capire cosa sta succedendo». Per quanto riguarda le tensioni di liquidità Manenti non esita a ribadire che «è almeno dal 26 di novembre che il Parma ha questi problemi».  Anche se non si era amai arrivati a chiudere lo stadio per mancanza di soldi. Ma anche su questo Manenti non è d'accordo: «Noi abbiamo scritto al prefetto nel pomeriggio di venerdì, alle cinque e mezza, che si poteva giocare a porte aperte. Era già da mercoledì che lo si diceva, non credo ci siano dei veggenti qui». In realtà la Prefettura ha smentito clamorosamente ieri sera Manenti con un comunicato nel quale si precisa che il Parma non ha mai presentato un piano di impiego degli stewards.

Insomma, anche ieri Manenti ha continuato imperterrito per la sua strada, seguendo la tattica del rimandare continuamente al giorno dopo. E' da quando ha rilevato il Parma che ogni giorno, scientificamente, promette che quello successivo farà arrivare i soldi che sistemeranno tutto. Salvo essere puntualmente smentito dai fatti. Anche ai giocatori ha continuato a promettere mirabolanti iniezioni di liquidità: un giorno 50 milioni, un altro addirittura 100 milioni. Ma nessuno da Manenti ha mai visto un solo centesimo.

r.sp.

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