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Frane: disagi e famiglie evacuate

27 febbraio 2015, 06:00

Frane: disagi e famiglie evacuate

CALESTANO

Una grossa frana rischia di isolare Calestano. Un movimento franoso sta infatti interessando circa 200 metri della provinciale 15 di Calestano al km 18 + 200, in località Pioppone, a sud di Marzolara, su cui il Servizio viabilità della Provincia ha istituito un senso unico alternato con semaforo. Il dissesto ha interessato la fognatura delle acque nere, il gasdotto del Comune di Calestano e la linea elettrica Enel; potenzialmente interessata anche una rete idropotabile in pressione del Comune di Calestano.

Sul posto sono accorsi nel pomeriggio il consigliere delegato Serpagli, i tecnici della Provincia di Parma e del Servizio tecnico di bacino. Sono presenti infatti punti in cui il Baganza erode il versante. «Il pericolo concreto - si legge in una nota della Provincia - è che il capoluogo di Calestano possa essere isolato».

La Provincia, in questa prima fase, ha come obiettivo di garantire, pur con viabilità ridotta provvisoria, l'accesso al capoluogo: la strada è già stata allargata a monte per favorire il transito a senso unico alternato.

La viabilità è compromessa e il rischio è che le scuole di Calestano restino isolate: «la percorrenza è difficoltosa per il collegamento con Parma per quanto riguarda le utenze private, studenti e industrie. Se nei prossimi giorni non si riuscisse a tenere aperta la Sp 15 - continua la nota della Provincia -, potrebbero esservi disagi anche per il servizio pubblico di pullman Smtp e per le ambulanze».

La Provincia ha già attivato la Protezione civile per garantire una sorveglianza 24 ore su 24 e per l'installazione di una torre-faro. I lavori per garantire l'accessibilità al capoluogo di Calestano sono già iniziati in giornata. I costi di questo primo intervento ammontano a circa 80 mila euro.

A Scorza il bosco scivola a valle:
cinque famiglie evacuate

BERCETO

Valentino Straser

Sassi che rotolavano dal versante, scricchiolii delle piante e poi il tonfo. Una vasta porzione di bosco è scivolata a valle distruggendo un pollaio, tranciando i cavi della linea telefonica, interrompendo la fornitura di energia e elettrica e idrica. È l'amaro commento delle cinque famiglie svegliate di soprassalto all'alba e che non hanno chiuso occhio tutta la notte per seguire gli eventi. Impossibile dormire altrove, ha sussurrato la proprietaria di una casa evacuata, che ha rinunciato a un alloggio provvisorio pur di non lasciare la sua casa, frutto di sacrifici di una vita. I detriti rocciosi e lo sfasciume vegetale hanno inghiottito il tratto di strada che unisce la provinciale di Fondovalle Taro a località Scorza e si sono fermati a meno di dieci metri dall'abitazione.

L'antica frana, a memoria d'uomo, non aveva dato segni di riattivazione. Il dissesto franoso si incunea in una stretta valle dai fianchi rocciosi e per secoli è rimasto quiescente, ha commentato un geologo. I collegamenti della linea elettrica sono stati ripristinati in tarda mattinata, verso le 11.40 di ieri. Le famiglie evacuate sono cinque a cui si deve aggiungere un ristorante situato nei pressi dove è stato rimosso, a titolo di sicurezza, il «bombolone» del gpl.

L'emergenza è scattata poco dopo il distacco della frana, i primi a giungere sul posto sono stati i carabinieri di Berceto per il sopralluogo di rito e per assistere le famiglie nelle fasi di sgombero. A «cascata» il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, in trasferta a Bologna, che ha seguito le fasi della vicenda, il vice sindaco Ciriaco Consigli che si è sincerato dei danni, i tecnici dell'ex Genio Civile Gabriele Rubini, Michela Diena, Claudio Malaguti e Giovanni Truffelli. Maurizio Mainetti, direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile dell'Emilia-Romagna è rimasto in contatto telefonico con il sindaco Lucchi per gli interventi, proseguiti nella notte con l'uso di una torre-faro.

Nel primo pomeriggio sono iniziati gli interventi con due escavatori della ditta Grenti di Solignano e altri due messi a disposizione da AB Global. I mezzi meccanici hanno provveduto a rimuovere i detriti e gli alberi dalla strada, mentre gli operatori di AB Global, con la supervisione di Ovidio Scaffardi del Consorzio della Bonifica Parmense, hanno drenato un ristagno d'acqua nei pressi della zona di distacco della frana. La strada che unisce la Fondovalle alla frazione di Scorza, situata a qualche centinaia di metri dalla Stazione di Valmozzola, è chiusa al traffico e, per raggiungere le proprie abitazioni, gli abitanti dovranno seguire, a piedi, un collegamento alternativo.

Nella frazione di Scorza risiedono anche due bambini di età scolare che domani dovranno raggiungere la strada di Fondovalle per raggiungere le sedi scolastiche. «Il maresciallo dei Carabinieri, Damiano Novetti - spiega Luigi Lucchi - mi ha avvertito alle 8, questa mattina, del movimento franoso in località Scorza di Berceto, lato sinistra Taro, in quel cuneo di territorio che si inserisce tra il Comune di Valmozzola e Solignano dirimpetto alla torre di Pietramogolana. Tra gli abitanti di Scorza c'è apprensione, paura ma anche voglia di farcela. Come sindaco debbo dare merito ai Carabinieri, alla Regione, Provincia, Servizio Tecnico di Bacino, Consorzio di Bonifica, Enel, Telecom, Ferrovie, Montagna 2000, Volontari della Protezione civile e i volontari del posto, Prefettura e tecnici del Comune di essere, con la massima disponibilità, al mio fianco nel tentativo di evitare danni maggiori alle persone e alle cose».

Il maltempo si «mangia»

la strada per Tiorre

Il maltempo si è «mangiato» la strada per Tiorre, dietro le colline di Torrechiara. Il Comune di Langhirano ha chiuso la strada e vietato il transito dei veicoli, per una situazione di oggettivo pericolo: «A seguito delle ultime precipitazioni, - si legge nell'ordinanza: - lungo la strada Comunale di Tiorre, si è venuto a creare uno smottamento che mette a rischio la pubblica incolumità». Tiorre è un piccolo abitato, immerso nella campagna. Da una parte è collegato con Felino, attraverso San Michele Tiorre, e dall'altro con Arola e Torrechiara, con una strada non asfaltata. Proprio quest'ultima è stata rovinata dalla frana. In un punto è ceduta la carreggiata, e ci sono stati smottamenti anche nei terreni e campi agricoli. Il municipio di Langhirano ha ordinato la chiusura dal 18 febbraio fino a quando saranno finiti i lavori di ripristino. Questo abitato dà storicamente il nome a San Michele Tiorre, anche se si trova nel municipio di Langhirano.

«Ora il casaro deve fare il giro dall'altra parte, e passare da Pilastro. C'é un disagio per tutti quelli che lavorano e vanno a Parma, e anche per i cinque studenti che vi abitano» spiegano Massimo e Valerio Sillari, agricoltori del posto.

«La strada è comunque una brutta strada, che non è asfaltata» continuano. Qui di auto se ne vedono poche, durante il giorno. E.G.

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