Archivio bozze

Iniziativa

Giovani giornaliste sulla Via della Seta

14 marzo 2015, 06:00

Giovani giornaliste sulla Via della Seta

Margherita Portelli

Raccontare un paese (anzi, dodici) parlando con le persone: «Umanamente e con lentezza». Senz'altro vanno controcorrente, Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi, 28enni giornaliste parmigiane che, dopo tre anni passati in Egitto, a maggio partiranno da Venezia per ripercorrere un tratto dell'antica Via della Seta.

Attraverseranno una dozzina di stati in tre mesi e mezzo, senza mai prendere un volo, e, al termine del loro lungo itinerario, giungeranno a Samarcanda.

Tornate a Parma da poche settimane, le ragazze sono nel pieno del fermento organizzativo per definire i dettagli della nuova avventura professionale, che le porterà - insieme a una collega veneziana, Eleonora Vio - ad assaporare le culture e le storie di paesi come Albania, Kosovo, Turchia, Kurdistan, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan.

In Egitto, dopo aver lavorato per il quotidiano online www.hoqook.com, di cui hanno curato la versione inglese per circa un anno, nel 2013 Giulia e Costanza avevano messo in piedi Zeer News (www.zeernews.com), un gruppo di freelance, un collettivo di professionisti dell'informazione la cui ricchezza era proprio la pluralità dei punti di vista e delle competenze.

Con loro, infatti, c'erano altri quattro giornalisti, fra italiani, spagnoli e americani. «Negli ultimi tempi, però, ci siamo rese conto di come l'Egitto non fosse più il paese in cui sviluppare e far crescere qualcosa di strutturato - sottolineano Giulia e Costanza, amiche di vecchia data e colleghe nonostante i percorsi differenti -. Nel 2012 si respirava aria di speranza e cambiamento, oggi il clima è di repressione e paura. L'informazione è unica, quella che il governo vuole, e ultimamente ci ritrovavamo sempre al limite dell'autocensura. L'interesse da parte della stampa nazionale ed internazionale, poi, era calato».

In tre anni Giulia e Costanza hanno pubblicato servizi e reportage su alcune delle più importanti testate italiane ed internazionali.

Le ragazze sono tornate a Parma solo per una «tappa logistica», ma già da mesi hanno in mente l'ambizioso progetto che a breve si concretizzerà.

«Con Eleonora e un'altra ragazza, Tanja Jovetic, abbiamo fondato un'associazione culturale, il collettivo di giornalisti indipendenti Nawart Press, il cui primo progetto sarà, appunto, “The Railway Diaries”, un viaggio compiuto da tre donne lungo la Via della Seta – continuano le due parmigiane - . Racconteremo attraverso il nostro sito, www.nawartpress.com, e con i servizi che venderemo ai media nazionali ed esteri, il volto dei luoghi che attraverseremo».

Il progetto si avvale della collaborazione di tanti amici e sostenitori che credono fortemente nel valore dell'iniziativa (ad esempio il sito parmigiano di «pronto soccorso letterario» www.118libri.com, che darà spazio e arricchirà di spunti letterari i contenuti di “The Railway Diaries”).

È chiaro, però, che per essere sostenibile anche economicamente, il progetto ha bisogno di fondi di partenza. Proprio per questa ragione, domani alle 19, al Ratafià di via Oradour, «The Railway Diaries» sarà presentato al pubblico e si darà il via alla campagna di crowdfunding, così da garantire la possibilità di partecipare, con un contributo, a chiunque creda nella validità del progetto e ne condivida l'idea. Parlare con le persone, dicevamo: dar volto e voce a chi volto e voce non ha, per far sì che lo scambio culturale possa arricchire anziché dividere. Allontanarsi dal convulso circuito dell'informazione mainstream e tornare, con delicatezza, all'approfondimento e al racconto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA