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Lutto

Il Bodoni piange la prof Sciacco

18 marzo 2015, 06:05

Lorenzo Sartorio

Due occhi che parlavano. Due occhi, specchio di un’anima bella, capaci di scrutare sentimenti fatti di gioie, ma anche di tanti affanni e altrettante sofferenze. Alessandra Sciacco, stimata e conosciuta insegnante, è mancata prematuramente nei giorni scorsi all’età di 50 anni. Parmigiana, si era laureata in Lettere presso il nostro Ateneo. Aveva la vocazione dell’insegnante, Alessandra, ereditata dal padre Luigi, novantenne, maestro elementare, in seguito direttore didattico. Neo laureata, dopo aver lavorato per un periodo di tempo alle Poste, sentì forte il richiamo della cattedra e quindi abbandonò l’impiego sicuro per fare ciò per cui era naturalmente portata: l’insegnamento. Prima di passare di ruolo al «Bodoni», dove insegnava italiano e storia, ricoprì l’incarico di insegnante di sostegno in diversi istituti superiori di Fidenza, Salso e Parma. Donna colta (era la nipote dell’attore teatrale Francesco Maria Sciacco morto nel luglio dello scorso anno), intelligente, molto sensibile che aveva dentro sé il dono delle fierezza e del coraggio, Alessandra, non solo fu un’ottima insegnante amata e stimata dai suoi allievi e dai colleghi nonché da tutti i presidi dei vari istituti in cui insegnò, ma coltivava pure molti interessi. Ad esempio, il canto, fu una delle sue più grandi passioni. Infatti, dopo avere cantato in un coro diretto dal maestro Leonardo Morini, cantò nel coro del «Bodoni» che ieri ha voluto accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Un altro grande amore di Alessandra Sciacco era l’«aikido», quell’antica arte marziale di cui era divenuta «cintura nera» unitamente al compagno Gianni. E fu proprio Alessandra una delle fondatrici dell’«Aiki Juku Dojo» che ha sede in borgo San Giuseppe dove si insegna questa tecnica ideata da Morihei Ueshiba il quale, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, trasformò la lotta degli antichi samurai in «uno strumento per armonizzare il mondo e farne un’unica famiglia». Alessandra Sciacco sentiva un forte richiamo per le problematiche sociali ed era interessata a tutto ciò che, sotto questo aspetto specifico, si svolgeva nella nostra città. Carattere molto socievole, donna grintosa, ma allo stesso tempo dolce e sensibile, amava molto la compagnia infatti era adorata dai tanti amici che, alla notizia della sua scomparsa, si sono affettuosamente stretti attorno alla famiglia: al compagno Gianni, agli anziani genitori Luigi ed Irma, alla sorella Federica ed ai nipoti Riccardo, Guglielmo e Mavi.