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Il caso

L'arbitro richiama il giocatore. Lui lo prende a calci

05 aprile 2015, 07:00

L'arbitro richiama il giocatore. Lui lo prende a calci

Vittorio Rotolo

Il calciatore che perde la testa e, dopo essere stato redarguito, colpisce l’arbitro con un calcio: la gara sospesa, l’intervento dei carabinieri e il direttore di gara in ospedale, con una prognosi di cinque giorni. È ancora una volta un increscioso episodio di violenza a turbare quella che avrebbe dovuto essere, solo ed esclusivamente, una piacevole serata di sport su uno dei tanti campi di calcio presenti nella nostra provincia.

Teatro della vicenda il campo sportivo di Palanzano dove, venerdì sera, era in programma l’anticipo della ventunesima giornata del campionato di Terza Categoria tra la formazione di casa ed il Team Carignano. È il 10’ della ripresa quando, sul risultato di 1-1, accade l’impensabile.

Secondo quanto ricostruito un giocatore della formazione ospite, Antonio Vulcano, avrebbe sferrato un calcio alla schiena del giovane direttore di gara, il 22enne parmigiano Felice Rossi, pare dopo un richiamo dello stesso arbitro nei suoi confronti in seguito ad un’azione di gioco. Rossi è finito così a terra: soccorso dai sanitari, dopo essersi rialzato, ancora dolorante, ha dichiarato sospesa la partita. Negli spogliatoi dell’impianto di Palanzano sono subito arrivati i carabinieri, che hanno raccolto le versioni e le testimonianze dei presenti. L’arbitro Rossi è stato poi accompagnato in ospedale: il referto dei medici parla di una prognosi di cinque giorni.

La vicenda ha destato scalpore negli ambienti del calcio dilettantistico locale. Nessuno riesce a darsi una spiegazione per quanto accaduto. Fino al momento del fattaccio, la partita era stata corretta e gli animi in campo abbastanza tranquilli, considerato pure che Palanzano e Team Carignano non avevano neppure particolari esigenze di far punti per la classifica. Nel campionato di Terza Categoria non ci sono retrocessioni e la lotta promozione è comunque un discorso che non riguarda nessuna delle due formazioni.

Sull’episodio è intervenuto Gian Luca Agnetti, dirigente del Team Carignano. «Come società è evidente che prendiamo le distanze dal gesto compiuto dal nostro calciatore, nei cui confronti adotteremo i provvedimenti opportuni – ha spiegato Agnetti -; chiediamo scusa a tutti, in primo luogo al direttore di gara, il signor Rossi, cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Siamo profondamente rammaricati. La nostra società calcistica, a Carignano, esprime un patrimonio di 500 tesserati, la maggior parte giovani, cercando di veicolare fra gli stessi i valori più nobili ed autentici dello sport: la lealtà, il rispetto per l’avversario, la correttezza. Questo – ha ribadito Agnetti – vorrei sottolinearlo perché il gesto, grave ed inqualificabile, di un giocatore della squadra di Terza Categoria, non deve in alcun modo vanificare la meritoria opera che il Team Carignano, attraverso i suoi dirigenti ed i suoi tecnici, porta quotidianamente avanti. Sono anche sorpreso perché Antonio Vulcano lo conosco come un ragazzo serio e tranquillo: non so proprio cosa sia potuto passargli per la testa, in quel momento».

Facile immaginare che la vicenda abbia strascichi giudiziari. Per i prossimi giorni, intanto, c’è attesa per le decisioni del Giudice sportivo, chiamato ad esprimersi sulla base del referto presentato dal direttore di gara. Il giocatore rischia una lunga squalifica, fino ad un massimo di cinque anni.

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