Archivio bozze

Banche

Sospetto di usura: bloccato pignoramento

07 aprile 2015, 07:02

Sospetto di usura: bloccato pignoramento

Georgia Azzali

C'è il sospetto d'usura su quei tassi applicati dalla banca. E la procedura di esecuzione immobiliare viene bloccata dal pm Dal Monte. Sospiro di sollievo per un imprenditore edile che non riusciva a far fronte al pagamento di 115.000 euro di mutuo per un appartamento nella zona della stazione venduto alcuni anni fa ma su cui gravava ancora l'ipoteca. Uno dei primi casi a Parma in cui è il sostituto procuratore ad agire concedendo la sospensione, dopo le modifiche introdotte nel 2012 alla legge antiusura. Nell'ottobre dello scorso anno lo stesso pm aveva dato il via, per la prima volta nella nostra città, alla medesima procedura bloccando il pignoramento di un'azienda agricola che aveva contratto un mutuo da 103.000 euro con una banca.

Diverso l'istituto di credito, in questo nuovo caso. Ma identica la via seguita. «Siamo di fronte, però, a una vicenda un po' più complessa, perché l'imprenditore edile aveva venduto la casa per circa 140.000 euro a un privato, lasciando l'ipoteca ma impegnandosi ad estinguerla in quattro anni - spiega Sandro Milani, l'avvocato che ha presentato l'istanza di sospensione -. Allo stesso tempo, come garanzia, aveva stipulato con l'acquirente un preliminare d'acquisto su un altro appartamento».

Poi, però, la crisi ha cominciato a picchiare duro. Sempre più difficile costruire e, soprattutto, vendere immobili. Così, quei 115.000 euro di mutuo diventano un peso insostenibile. Partono i solleciti, poi la banca va al contrattacco. L'atto di precetto, però, viene recapitato al nuovo proprietario, che a sua volta chiama in causa l'imprenditore edile, visto che all'atto di vendita quest'ultimo si era impegnato ad estinguere l'ipoteca.

Troppo alti, però, secondo l'impresario, gli interessi su quel mutuo. Tanto da spingerlo a denunciare l'istituto di credito. Una querela che porta la procura ad aprire un fascicolo a carico di ignoti per usura. Ma nel frattempo la banca va avanti per la sua strada. Si arriva all'esecuzione immobiliare. E l'appartamento finisce anche all'asta. Il rischio che sia venduto è altissimo, visto che viene battuto a una cifra super concorrenziale: 60.000 euro. Per due volte, però, l'incanto va deserto.

Una fortuna per l'imprenditore. Solo pochi giorni fa, infatti, è arrivata la decisione del pm che ha bloccato l'esecuzione immobiliare, perché il procedimento penale è ancora pendente e dall'eventuale vendita dell'appartamento potrebbe derivare un grave pregiudizio per il debitore.

La procedura rimarrà bloccata per 300 giorni. Uno stop a tempo, dunque, come prevede la legge 44 del 1999 che riunisce la norme concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime di usura ed estorsione. Se poi l'indagine penale dovesse accertare che l'ipotesi di usura nei confronti della banca è infondata o comunque non sostenibile, la sospensione potrebbe essere revocato. In questi dieci mesi, tuttavia, si potrebbe anche arrivare a una transazione sulla somma da pagare.

L'imprenditore, comunque, si è già fatto avanti da tempo contro l'istituto di credito anche sul piano civile: il giudice ha disposto una consulenza tecnica d'ufficio per valutare la correttezza dei tassi applicati dalla banca. Una perizia che dovrebbe essere depositata entro l'estate. E che potrebbe avere un grande peso anche sul procedimento penale. «Sono sempre di più le persone in gravi difficoltà economiche che non riescono a far fronte a debiti contratti con le banche e si rivolgono a studi legali, ma - sottolinea Milani - per arrivare alla sospensione dell'esecuzione immobiliare servono dei presupposti precisi, come appunto una valutazione prognostica di usura». Così come è necessario muoversi con rapidità, per evitare che il bene venga venduto a un prezzo stracciato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA