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Goliardia o vandalismo?

12 aprile 2015, 07:00

Goliardia o vandalismo?

Chiara Pozzati

Il passo dalla goliardia al vandalismo è breve. E al Rondani arriva la polizia per sedare il “corteo-assalto” delle matricole. E' successo venerdì mattina, un giorno di baldoria studentesca, con la tradizionale quantità di scherzi, provocazioni, bevute, e mangiate per le strade cittadine. Mentre alcuni goliardi hanno sfoggiato feluca e mantelli come distintivi della propria identità di studente universitario, e sono stati ricevuti dal sindaco, un piccolo gruppo ha esagerato con la bravata. Oltre un centinaio di adolescenti scalmanati, armati di manici di scopa e capitanati da tre, forse quattro matricole, ha letteralmente assediato l'istituto per Geometri di viale Maria Luigia.

La “mandria-impazzita” – così è stata definita da alcuni testimoni che hanno segnalato l'accaduto al giornale- si è riversata contro le porte rimaste rigorosamente blindate per l'occasione. A poco è valso il sistema di vigilanza fai da te messo in campo dalla scuola, è bastata una finestra sul retro rimasta aperta per fiondarsi nei corridoi. Nonostante la pazienza dei bidelli, che hanno picchettato le porte e fatto entrare esclusivamente gli studenti della scuola alle otto, il pertugio è stato preso d'assalto e la calca umana si è riversata all'interno del Rondani, aprendo tutte le porte coi maniglioni antipanico. Non solo, stando a diverse testimonianze, si sono registrati diversi danneggiamenti. Per ricondurre alla calma gli animi si è reso necessario l'intervento della polizia, chiamata direttamente dalla scuola, e la “pantera” della Questura è approdata in viale Maria Luigia poco dopo.

Tra i “ragazzi liberati” dalle matricole, che già avevano fiutato il pericolo, è però scattato il fuggi-fuggi e nessuno è stato fermato. In compenso è stata sporta la denuncia contro ignoti – doverosa vista anche l'interruzione del pubblico servizio – e le telecamere della zona potrebbero aver inquadrato i furbetti che hanno passato il segno. Sulla vicenda il Rondani preferisce non sbilanciarsi: Giovanna Longagnani, la vicepreside, garbata ma ferma, allarga il campo. «Credo che oggi occorra interrogarsi sul valore di certi input che vengono forniti ai ragazzi – chiosa -. Adolescenti che spesso non si rendono conto del significato e delle reali conseguenze di certi gesti». E aggiunge: «Come istituto stigmatizziamo i comportamenti di questo genere, che ben poco hanno a che fare con la goliardia». Anche perché i danni - già sistemati dai tecnici della Provincia che subito si sono presentati nell'istituto – ci sono stati. In questo caso il consueto blitz festoso degli universitari, che molti liceali attendono fino all'ultimo, poteva sfociare in qualcosa di veramente grave.

«Voglio pensare che le poche matricole presenti non si siano nemmeno rese conto di quel che hanno innescato – aggiunge un altro testimone che, in tanti anni, assicura di non aver mai assistito a un episodio del genere -, perché in caso contrario sarebbe peggio ancora. Certo è che all'università ci si aspetta un senso di responsabilità maggiore dagli studenti, specialmente nei riguardi di quelli più giovani e, a volte, più incoscienti».

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