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Trasloco in giugno

Il Rasori si trasferisce

15 maggio 2015, 07:03

Il Rasori si trasferisce

Patrizia Ginepri

E' una svolta epocale per lo storico padiglione Rasori. Dal 22 al 24 giugno verrà trasferito nelle ali sud ed est del nuovo ospedale. Il cambiamento non sarà solo logistico, ma porterà a un'ottimizzazione delle funzioni, nell'ambito di un sistema sanitario provinciale che va verso un'integrazione sempre maggiore sul territorio. A parlarne a Radio Parma è stato il direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria Massimo Fabi.

«Il padiglione - premette - non corrisponde più agli standard alberghieri. Concluso l'intervento nell'ala sud che ha sostanzialmente completato la costruzione del nuovo ospedale di Parma, possiamo trasferire la pneumologia, che storicamente ha rappresentato proprio la competenza distintiva del Rasori». ll trasloco riguarderà le funzioni che sono collocate al primo piano, ovvero le degenze della clinica pneumologica e dell'unità operativa di pneumologia, più gli ambulatori a piano terra di fisiopatologia respiratoria e di day hospital.

«Troveranno collocazione al quinto piano dell'ala est a fianco della nuova ala sud, dove si trasferiranno le altre funzioni pneumologiche - spiega Fabi - le due aree avranno facilità di accesso. Per la degenza della clinica pneumologica e dell'unità operativa di pneumologia saranno disponibili 22 posti letto di cui 2, e questa è una novità, saranno riservati a patologie degenerative croniche come la Sla, mentre altri 4 a pazienti affetti da fibrosi cistica, con ambienti dedicati e una maggiore personalizzazione dei percorsi».

L'unità di terapia intensiva respiratoria e il servizio di endoscopia toracica, che si trovano al secondo piano del Rasori, troveranno il loro spazio al terzo piano dell'ala sud, in stretto collegamento appunto con la degenza.

«Il trasferimento è stato ridefinito rispetto al piano originale - precisa Fabi - con un percorso di partecipazione dei professionisti alla collocazione migliorativa e ideale rispetto alle singole funzioni. Nelle due settimane che precederanno il trasloco vi sarà un rallentamento dell'attività dell'unità di terapia intensiva respiratoria e i pazienti che necessiteranno di questa forma assistenziale avanzata saranno trasferiti nelle terapie intensive. Il 25 giugno tutto sarà di nuovo operativo».

«E una svolta epocale nella storia della pneumologia di Parma - commenta Angelo Casalini, direttore della struttura complessa di pneumologia ed endoscopia toracica -. Abbiamo aspettato tanto, ma ora siamo entusiasti, perché il trasferimento è frutto di scelte condivise, che hanno portato alla soluzione più idonea. In particolare, i due settori trainanti della pneumologia, ovvero l'endoscopia toracica e l'unità di terapia intensiva respiratoria, verranno collocati al meglio e valorizzati».

A questo punto, quale sarà il destino del padiglione Rasori? «Rientra tra le alienazioni patrimoniali dell'azienda ospedaliera universitaria di Parma - risponde Fabi - un'opportunità per poter ricavare risorse per ulteriori interventi di miglioramento e adeguamento».

Nefrologia Nel mese prossimo è previsto un altro trasferimento importante: nei giorni 3-4-5 giugno, le funzioni di nefrologia e della clinica immunologica lasceranno il padiglione 27, perché anche la vecchia e storica sede non è più adeguata.

«L'unità operativa di nefrologia e le 22 poltrone di dialisi troveranno collocazione al piano terra dell'ala sud - conferma Fabi - insieme agli ambulatori nefrologici, a quelli della clinica immunologica e all'attività di day hospital integrato. Al primo piano vi saranno 6 posti letto per i pazienti acuti, 5 per le persone che hanno eseguito il trapianto o che sono in attesa e, infine, 26 posti letto per la degenza nefrologica».

Cardiologia «I cambiamenti logistici si completeranno a settembre con l'integrazione delle due unità operative di cardiologia al sesto piano della torre delle medicine - spiega Fabi -. Questo permetterà di collocare sullo stesso livello le due cardiologie più il day hospital cardiologico. E' un passo importante nell'ottica di migliorare l'integrazione tra i professionisti, nonché la fruizione per pazienti e familiari».

Ospedale del bambino «E' una scuola che ha avuto ottimi maestri - tiene a sottolineare il direttore dell'azienda ospedaliera universitaria - professionisti eccellenti che hanno lasciato ottimi allievi e la continuità è garantita. Ci sono figure interne all'azienda ospedaliera universitaria con esperienza sia nell'ambito adulto che del bambino, ma occorre cercare anche nuovi talenti giovani e stiamo attivando procedure per acquisire competenze in questo settore specifico. Più in generale, stiamo ragionando come sistema sanitario integrato provinciale, insieme ad Elena Saccenti che guida l'Ausl abbiamo avviato progetti per una operatività immediata.

Ad esempio, il polo unico di neurologia, sul quale stanno lavorando entrambe le aziende (ospedaliera e Usl ndr) è una realtà pronta a decollare». Non solo. «L'integrazione è in atto anche in oncologia, con la rete di cure palliative più ricca di tutta l,'emilia Romagna. Ora abbiamo cinque milioni che la Regione mette a disposizione per un restyling ineludibile: il day hospital oncologico».

Percorsi diagnostico-terapeutici L'anno scorso l'ospedale ha ridotto i dipartimenti da 11 a 5. «Ora bisogna costruire i percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali - conclude Fabi - che pongano al centro il paziente. Ne abbiamo individuato una decina, tra le patologie più frequenti. E' una modalità essenziale per una medicina moderna, che deve essere in rete sul territorio. E questo è soprattutto un cambiamento culturale: la collaborazione stretta di medici di medicina generale, specialisti, ospedalieri, per la continuità dei percorsi.

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