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Polemica

Il vescovo: no agli spettacoli in piazza Duomo

23 maggio 2015, 07:02

Il vescovo: no agli spettacoli in piazza Duomo

Luca Molinari

«Piazza Duomo va custodita, non va svenduta come qualsiasi luogo di ritrovo». E’ quanto scrive il vescovo nell’editoriale dal titolo «L’anima di una città», pubblicato sul settimanale diocesano «Vita Nuova». L’intervento di monsignor Solmi arriva a distanza di pochi giorni dallo scoppio della polemica sulla scelta di ospitare in piazza Duomo la rassegna estiva di musica e spettacoli «Parma and Stars» (in programma lungo tutto il mese di luglio). Nei giorni scorsi avevano espresso tutta la loro contrarietà a questa decisione il Capitolo della Basilica Cattedrale (ossia il gruppo di sacerdoti che si occupa di garantire le funzioni del Duomo), rappresentato dal presidente monsignor Domenico Magri, la Fabbriceria del Duomo e il circolo culturale Il Borgo. Ieri il vescovo ha ribadito l’importanza di preservare piazza Duomo.

«L’erosione dell’umano (più veloce del ritiro dei ghiacciai) attenta anche qui e si fa outing – afferma monsignor Solmi - Ci si mette in piazza per esibizionismo, per spettacolo, per penuria di comprensione, addirittura per commercio. Migliaia di persone non sensibili si abbeverano, sbafano quanto doveva rimanere riposto nel profondo dell’anima, condiviso con pochi o se mai offerto a condizioni precise perché tutti ne possano godere i significati autentici».

Così è anche per una città, per Parma, «se crediamo (e lo crediamo!) che abbia ancora un cuore, un’anima – aggiunge il vescovo - Piazza Duomo è questa sua profondità, che attira al bello e invita a sostare. Ha il potere di meravigliare chi viene tra i borghi e si trova tra il Duomo, il Battistero, il Vescovado, il palazzo dove c’è la Caritas e lo spicchio del Seminario che si incunea».

Secondo monsignor Solmi tutto questo «Vale per credenti e non credenti, per italiani e stranieri, che vengono, guardano, studiano, a volte (lo dico con vergogna) nell’incuria e maleducazione di chi sta malamente sui gradini del Battistero, lasciando lì poi i segni di quel bivacco».

Piazza Duomo «va così custodita, come il cuore e l’anima – sottolinea monsignor Solmi - condivisa come uno scrigno prezioso che i parmigiani scelgono di offrire a chi lo desidera». «Non va svenduta come qualsiasi luogo di ritrovo – prosegue - caso mai perché “suggestiva”, più comoda da riempire di altri. Non è solo questione di sicurezza, di rispetto di delicati monumenti (vedi i pinnacoli del Battistero), di non ostacolare l’accesso a luoghi comunque pubblici. E’ questione di anima e di amore di una città che già sta patendo molte, troppe, situazioni dolorose. Chi si è alzato a parlare per tutelarla non è latore di una arrabbiatura che poi “gli passa”, ma si muove per la difesa (Parma significa scudo) e lo sviluppo di una città, che non si rassegna ad essere in caduta libera, ma vuole – con l’anima – mantenere la sua dignità, la sua identità per essere casa di tutti e a tutti garantire bene – essere».