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CALESTANO

Provinciale in tilt: abitanti esasperati

14 giugno 2015, 07:00

Provinciale in tilt: abitanti esasperati

Antonio Rinaldi

Le notizie degli ultimi giorni, sui tempi difficili che si prospettano per la percorribilità della Sp 15 Calestano Berceto, stanno sconfortando non poco gli abitanti dell'Alta Val Baganza, e ancor di più i gestori delle numerose attività commerciali.

In seguito agli ultimi accertamenti effettuati dalla Provincia la situazione di alcuni punti è apparsa ancora più grave di quanto si pensasse per l'instabilità dei versanti e della sede stradale.

Le due principali attività del paese, l'osteria di Ravarano e il caseificio sociale Ravarano risentono pesantemente della situazione.

Damiano Delfante gestisce il caseificio, vive lì con la moglie
Renata Mattei e hanno quattro figli. Quando si parla della situazione della strada è un fiume in piena.

«Faccio un esempio: per la prima volta dopo tanti anni un'azienda del comune di Calestano, la nostra, ha aderito a Fattorie Aperte: tante richieste d'interesse, ma poi vista la situazione della strada, quasi tutti hanno rinunciato a venirci a visitare e praticamente abbiamo visto gente solo nella prima domenica, quando c'era la gara di mtb e un tour organizzato.

«Nel 2010, quando abbiamo aperto, mai più avrei pensato che tanta gente potesse venir fin qui a prender dei prodotti, e invece lavoravamo bene e la gente veniva da Parma e anche da più lontano… poi l'anno scorso sono stati apposti i cartelli di chiusura della strada, e la gente ha iniziato a non venire più. Ci sono rimaste 3-4 attività tra Calestano e Berceto, fare così significa condannare tutti alla chiusura, obbligare tutti a trasferirsi a valle. I clienti ci lasciano, i fornitori ci applicano dei sovrapprezzi per consegnare le merci passando da una strada formalmente chiusa».

«Per andare a prendere il latte quando la Sp15 è chiusa, dobbiamo fare strade secondarie, passare da Vigolone, allungare la percorrenza di 2 ore ogni giorno, con relativo aggravio di carburante e usura mezzi visto che è pure una strada malmessa».

«Anche dal punto di vista della normale vita familiare la situazione è complicata: abbiamo 4 bambini e in queste condizioni si fanno difficili anche i collegamenti con il paese, persino lo scuolabus a volte fa fatica a venire qui; e quando nella strada vengono effettuaTi dei lavori, per quello che potrebbe esser fatto in 2 giorni con una bella squadra di uomini e mezzi, ce ne vogliono sempre almeno 15 perché ci son sempre pochissime persone al lavoro».

«Siamo totalmente scoraggiati, non vediamo come si possa andare avanti in queste condizioni».

GLI INTERVENTI DELLA PROVINCIA

La Sp 15 è una strada con una particolare serie di problemi - spiegano i tecnici della Provincia - probabilmente i più gravi di tutta la viabilità provinciale: ruscellamenti, cadute massi, frane piccole e frane storiche come quella del Monte Cervellino e di Casa Selvatica, e opere stradali (ponti e murature) vecchie e con scarsa manutenzione.

Su questo difficile quadro tecnico si innestano risvolti sociali potenzialmente altrettanto pesanti, se si pensa che un blocco di questa strada causerebbe un vero e proprio taglio della valle, con alcune frazioni raggiungibili solo tramite difficoltose strade alternative.

Per ridurre questo rischio la Provincia ha provveduto a effettuare nei mesi scorsi interventi di somma urgenza, ponendosi come priorità assoluta quella di non lasciare isolato Calestano: 287 mila euro sono stati spesi in località Gallignana-Pioppone e al bivio con Ronzano, dove metà della carreggiata era scivolata verso il Baganza.

Scongiurato questo rischio, si sta intervenendo ora anche nei pressi del Castello di Ravarano dove c'era un problema simile, qui sta partendo ora l'ultima fase dei lavori disposti sempre dalla Provincia con procedura di somma urgenza, per garantire la piena transitabilità, che consentirà, tra l'altro, al Servizio tecnico di bacino di procedere con l'intervento sulla scarpata creata dal torrente Arso che minaccia la provinciale nei pressi del bivio per il caseificio sociale.

Oltre a questi che sono i punti più critici, sono stati individuati dalla Provincia altri 25 punti con problematiche idrogeologiche tra Calestano e Berceto, più alcuni punti in cui si segnalano problemi alle strutture stradali, fra le quali spicca soprattutto il ponte di Armorano su cui, al momento, vige un divieto di transito per non residenti, e comunque per tutti i mezzi di larghezza superiore a 2,30 m e 35 quintali di carico.

La perizia, commissionata per valutare i costi per la messa in sicurezza del ponte, parla di circa 800 mila euro, cifra del tutto al di fuori delle possibilità delle casse attuali dell'ente di Piazzale della Pace, che si sta però adoperando per cercare in Regione i finanziamenti necessari per non tagliare a metà la valle.

DISAGI ANCHE A CHIASTRE

Anche nella piccola frazione di Chiastre si avverte il peso dei disagi causati dalla provinciale che porta da Calestano a Berceto, specialmente per la piccola attività di Annalisa e Rosy, che gestiscono ormai da 2 anni la baita di Chiastre.

«Questa prospettiva di nuovi problemi alla strada sono l'ennesima tegola - dicono - non ci voleva, già negli ultimi mesi abbiamo avuto seri disagi, e in autunno con la piena è saltata la passerella/ponte tibetano sul sentiero degli scalpellini accanto ai Salti del Diavolo, che attirava davvero tanta gente: famiglie per il picnic domenicale ed escursionisti a piedi e in bicicletta. Abbiamo investito tanto di noi in questa attività: il lavoro al bar in baita, ma anche una piccola azienda agricola specializzata nella produzione di frutti di bosco: lamponi, mirtilli e ribes, coltivati in maniera completamente biologica, e ora stiamo anche iniziando a rimetter in ordine una vecchia casa di campagna; in 2 anni praticamente non abbiamo fatto una settimana di ferie».

«Questa situazione rischia di compromettere seriamente la nostra attività proprio ora che iniziavamo a prenderci le misure, e proprio alla vigilia dell'estate: la nostra stagione di punta in cui organizziamo eventi e feste e abbiamo il massimo del passaggio».

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