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Divorzi e separazioni in Comune: in sei mesi più di 100

20 giugno 2015, 07:00

Chiara Pozzati

L’amore è eterno, finché dura. In sei mesi sono 109 le coppie parmigiane «felicemente scoppiate» tra separazione e divorzi lampo.

Senza contare che l’agenda del Comune è fitta: sono 55 gli appuntamenti fissati in calendario da oggi a fine luglio. Addio a carte bollate, udienze in tribunale trascinate per anni e spese a non finire.

Dopo l’entrata in vigore della nuove legge, era quasi tutto pronto e il 14 dicembre già si poteva fissare l’appuntamento per dirsi addio felici e contenti. Il mese clou è stato marzo, in cui le coppie che si sono dette addio sono arrivate a quota 33, fra divorzi e separazioni. Più di una al giorno. Ma andiamo con ordine. A lasciarsi per prime sono state quattro coppie a dicembre (due hanno chiesto il divorzio, altre due la separazione).

A gennaio altri quattro atti (sempre due e due) sono stati ratificati dall’ufficio di stato civile del Comune di Parma. Febbraio, invece, conta 14 separazioni e sedici divorzi, aprile altre sei separazioni e 8 divorzi, maggio 16 separazioni e 8 divorzi.

La sensazione è netta: a volte i matrimoni «rotti» non si riaggiustano e imboccare la via più semplice (ed economica) fa gola. I racconti sono ricorrenti: si tratta di una strada che viene intrapresa da molti. Giovani professionisti, meno giovani e con altri matrimoni naufragati sulle spalle, grandi amori finiti (tutto sommato) bene. A volte dirsi addio da buoni amici può succedere. E lo testimonia il boom di richieste ricevute dal Comune in questi primi mesi.

E il prezzo fisso per dirsi addio, uguale in tutta Italia, è di 16 euro a coppia. Da noi, così come nel resto di Emilia, Toscana, Sicilia (giusto per citarne alcuni) i nuovi uffici per lo «scioglimento del matrimonio» sono attivi da metà dicembre e lavorano a spron battuto. Insomma separarsi con «amore» e in fretta e furia è un’idea che piace a tanti. La nostra città, almeno fino al 2011, aveva mantenuto una percentuale di «coppie scoppiate» relativamente bassa.

Si parla di 55,5 ogni 10 mila famiglie, il tutto contro una media nazionale del 57,9. Ad averlo reso noto era stato il «Sole 24 ore», con l’elaborazione delle rilevazioni Istat 2011 relative alle 106 province italiane. Una statistica che comunque non teneva conto dell’aumento di separazioni registrato a Parma nel 2012: 152 contro le 130 dell’anno prima, e con una tendenza all’ulteriore aumento nei primi mesi del 2013.