Archivio bozze

strajè

Vita nuova in Argentina

21 giugno 2015, 07:00

Vita nuova in Argentina

MAR DEL PLATA

Si chiama Alberto, come il nonno e il papà. «Ma a Zibello tutti mi chiamano Emilio, il mio secondo nome, per distinguermi da loro».

Alberto Becchi, 58 anni, ingegnere, è l'attuale presidente della Federazione Argentina delle Associazioni Emiliano - Romagnole e membro della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, oltre che presidente dell'associazione ProTer. Vive a Mar del Plata con la sua bella famiglia, la moglie Maria Cristina e i 4 figli: Giovanni Mamuel, Facundo, Pietro Martino e Mariano Alberto.

Emilio, come lo conoscono qui «a casa», ha una piccola azienda che si occupa di esportazione di miele, dove lavora con uno dei figli. Ma una buona parte del suo tempo lo dedica ai compiti istituzionali che gli derivano da tutte le cariche che ricopre come referente degli emiliano-romagnoli a Mar del Plata. L'ultimo dei progettiche sta portando avanti è rivolto ai giovani in collaborazione con l'Università. Porterà a «Casa Italia» nuove opportunità di formazione per chi vuole costruirsi un futuro e intanto gettare un ponte verso l'Italia.

La storia della sua famiglia in Argentina comincia oltre cento anni fa. Il nonno Alberto, partito da Zibello, arrivò in Argentina il 23 gennaio del 1913. Era accompagnato da sua moglie, Pierina Alessandra Soldi Grisoli, sua madre Chiara Bianchi ed i suoi tre fratelli, Riccardo, Giovanni e Alfredo.

Alle spalle tanti ricordi: la famiglia, gli amici, ma anche una situazione di povertá estrema che era stata la causa che li aveva spinti a lasciare tutto e ad intraprendere una strada sconosciuta. In Argentina li aspettava la cugina gemella di Pierina, Pia Soldi Robuschi, che era partita un anno prima e che aveva scritto alla famiglia affinchè venissero a “farsi l’America”.

Mar del Plata all’epoca era una cittadina giovane, era stata fondata da soli 39 anni e contava poco meni di 10.000 abitanti. Oggi, 100 anni dopo, sono quasi 700.000 le persone che vivono lì.

Alberto lavorava come muratore e con molti sforzi riuscì a comprarsi un taxi: ottenne la licenza Numero 2 della città. «Ogni volta che veniva a Mar del Plata il presidente Alvear - racconta Emilio - era lui uno dei tassisti che lo portava in giro e al suo domicilio in città». Pierina, invece, faceva la custode all’interno di alcune case durante la stagione invernale, faceva la cuoca, mentre nella stagione estiva faceva la governante in un hotel. «Mia nonna Pierina, dopo la morte del fratello, aveva inviato denaro e aiutato i suoi genitori rimasti a Zibello dal 1913 fino alla loro morte, avvenuta nel 1952. Con il nonno ricordavano sempre con emozione l´”altra vita”, quella di Zibello».

La vita matrimoniale dei Grisoli-Becchi procedette serena, allietata dalla nascita di tre figli: Hayde Clara, Marina ed Alberto Oscar. Quando Alberto morì, lasciando Pierina vedova, la figlia Hayde Clara le offrì un viaggio in Italia. Era il 1950 quando Pierina ritornò a Zibello. Che grande felicità fu per lei poter riabbracciare dopo 40 anni i genitori, ancora in vita, le sue sorelle e persino ritrovarsi con un fidanzato dell’adolescenza, ancora celibe, il quale le chiese di sposarla.

Pierina ritornò in Argentina, in quel periodo pensò molte volte alla possibilità di tornare al suo paese, ne parlò con il figlio Alberto che stava per sposarsi con Edith. Lui le disse che appoggiava la sua scelta, ma alla fine Pierina decise di continuare la sua vita in Argentina con i figli e i nipoti. Pierina morì nel 1989, a 94 anni: non riuscì a sopportare la morte improvvisa dell’adorato figlio Alberto.

Con la morte della donna, il contatto tra la famiglia di Mar del Plata e la famiglia originaria di Zibello andò perso. Ma solamente fino al 2001, quando Alberto Emilio, figlio del defunto Alberto Oscar e nipote di nonno Alberto, venne in Italia e si mise alla ricerca dei parenti.

«Riuscii a contattare mia cugina Simona e la madre di lei, la zia Angioletta. Ricordo che non parlavo una parola d’italiano e che l’appuntamento era alla stazione ferroviaria di Bologna. L’accordo era che mia cugina sarebbe venuta con un ombrello verde in modo da poterla riconoscere. Non riesco a descrivere l’emozione di questo incontro».

Tra italiani e argentini, la famiglia Becchi conta quasi duecento persone, tutti discendenti di Alberto e Pierina. Molti di loro sono professionisti, persone occupate in attività pubbliche e politiche.. «E’ anche il mio caso, essendo molto impegnato con la collettività italiana di Mar del Plata e, in particolare, con l´Emilia-Romagna».

Da quel momento, riallacciato il legame, le due famiglie non hanno smesso di stare in contatto, accorciando con l’affetto le distanze tra Mar del Plata e Zibello.

Ma intanto Alberto Emilio continua a darsi da fare per tener vivo il legame fra l'Argentina e la sua terra d'origine, l'Emilia Romagna.

Di recente è nata a Mar del Plata l’associazione Terra - Tracce dell’Emilia-Romagna nella Repubblica Argentina – su iniziativa della nuova generazione dell’emigrazione, e in particolare del consultore Marcelo Carrara, di origini piacentine, e appunto di Emilio Becchi come presidente dell'associazione Proter (la rete dei professionisti dell’Emilia-Romagna in Argentina). Il sodalizio ha già avviato diverse attività orientate a far conoscere l’Emilia-Romagna, anche con iniziative da svolgere con coetanei in Italia, articolandole con quelle programmate nella città balneare argentina e possibilmente in tutto il Paese sudamericano.

Nostro scopo è rafforzare il ponte tra l’Emilia Romagna, l’Argentina e la nostra città di Mar del Plata, portando sempre in alto le bandiere che ci rappresentano".

Nonostante i suoi numerosi impegni, Alberto Emilio riesce a trovare ogni tanto il tempo per tornare «a bere un buon bicchiere di lambrusco con gli amici a Zibello». Dove si rilassa e per qualche giorno è semplicemente Emilio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA