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IL SOGNO CONTINUA

Giovanissimi: Parma in finale

27 giugno 2015, 07:00

Marco Bernardini

Il Parma non muore mai. In un caldo pomeriggio di fine giugno, i Giovanissimi Nazionali decidono di aggiungere un altro capitolo, tra i più belli in assoluto, alla storia centenaria del club che a breve giungerà al capolinea non certo per colpa loro. Non ci sono più aggettivi adatti per definire la straordinaria banda guidata alla perfezione da Maurizio Neri che in semifinale va sotto e riesce a ribaltare il risultato al cospetto del Milan, una delle favorite della vigilia, regalandosi la finalissima scudetto di domani alle 17 con l'Inter a Chianciano Terme. Gli stessi nerazzurri che nel penultimo atto della Nike Cup interruppero ai rigori la cavalcata dei nostri ragazzi intenzionati ora a prendersi la rivincita più sentita e voluta. A San Quirico d'Orcia, subito al pronti-via, il Parma sfiora il vantaggio: Calegari supera Plizzari in uscita, salva tutto Torchio per il Milan già in affanno che, però, replica al 6' con la girata in area di Vigolo, di gran lunga l'elemento più temuto, a lato di un soffio.

L'apparente equilibrio al “Mangiavacchi” è spezzato al quarto d'ora esatto dall'incornata vincente di Bellodi, sugli sviluppi di un corner battuto da Negri, che non lascia scampo ad Adorni e per la prima volta durante la Final Eight costringe i ducali all'inseguimento. Una reazione veemente affidata al talentuoso Gyabuaa che semina il panico nella retroguardia rossonera prima di esser stoppato dal coraggioso intervento di Plizzari. Il numero 10, classe 2001, si prende letteralmente la squadra sulle spalle e, se al 28' il suo tiro al volo dalla distanza centra in pieno il palo, un minuto più tardi non fallisce il bersaglio in mischia da pochi passi rimettendo i conti in parità e confermandosi capocannoniere delle finali a quota quattro reti, quasi la metà del bottino totale. Nel minuto di recupero della prima frazione, brividi lungo la schiena della folta rappresentanza di tifosi del Parma ma Murati, servito da Kyeremateng, spara clamorosamente alle stelle davanti al portiere. Poi al rientro dagli spogliatoi i crociati riprendono a dettare legge e trovano i frutti del predominio al 9' grazie ad Adorante che, dopo vari tentativi a vuoto e tanta sfortuna, sceglie il momento più opportuno per sbloccarsi spingendo in fondo al sacco un perfetto assist dello scatenato Calegari, bravissimo a rubare palla a Campeol e lanciarsi in una fantastica progressione di quasi 50 metri. Rimonta completata, anzi sulle ali dell'entusiasmo si prova a calare il tris ai danni di un Milan tramortito che deve ringraziare l'estremo difensore Plizzari, impegnato severamente da Romeo e dal redivivo Adorante. Che al 22', a testimonianza di una sfida ormai a senso unico, maledice la traversa contro cui vede infrangersi la sua rovesciata d'altri tempi impedendogli di festeggiare la personale doppietta ed una prodezza da leggenda. Nel finale i prevedibili assalti confusi del Milan, sale persino Plizzari, si infrangono sulla volontà di riscrivere la storia da parte del Parma: la favola è già pronta, manca soltanto il lieto fine.

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