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Compiano

Benedette le acque del Taro

06 luglio 2015, 07:00

Benedette le acque del Taro

Giorgio Camisa

Centinaia di fedeli della montagna hanno sfidato i 33 gradi per partecipare alla commemorazione del 385esimo anniversario della benedizione delle acque del Taro. Tale avvenimento legato all'infierire della peste del 1630, narrata dal Manzoni ne «I promessi sposi», è stato seguito con lo stesso spirito e la stessa devozione degli anni passati. In quella terribile occasione, in cui ogni giorno morivano numerosi appestati, la gente di Isola e di Compiano ebbe un'idea geniale: il 2 luglio, a Isola, giorno della festa della Visitazione, dopo la celebrazione della messa nelle due chiese parrocchiali, decise di portarsi al Taro, con le statue della Madonna e di San Rocco, venerato come protettore degli appestati, per benedire le acque con cui lavare le piaghe della peste.

«Il miracolo atteso avvenne, nessuno nei due paesi morì più, a eccezione di due francesi che erano di passaggio a Isola, ha spiegato monsignor Domenico Ponzini, dignitario ecclesiastico della diocesi di Piacenza-Bobbio originario di Isola, storico e propulsore della cerimonia. Da allora, la prima domenica di luglio, con ammirevole fedeltà, si ripete il rito, a cui partecipano sempre più numerosi i pellegrini che a mezzogiorno si danno appuntamento sulle due sponde dal Taro».

I fedeli di due comunità, dopo la messa delle 10,30, celebrata nelle due chiese parrocchiali, sono scesi in processione verso le rive del Taro. Quelli di Isola hanno raggiunto la sponda destra e quelli di Compiano la sinistra. L'appuntamento clou è avvenuto mentre le campane dei due paesi annunciavano il mezzogiorno. I celebranti, monsignor Ponzini sulla sponda di Isola e don Duilio Schiavetta dalla parte di Compiano, hanno benedetto il Taro e i fedeli, che si sono bagnati nel fiume, portando spesso l'acqua ai loro cari e agli ammalati. La cerimonia si è conclusa con la distribuzione dei panini benedetti distribuiti a mano dal priore della Confraternita di San Rocco Ermanno Scagliola.

La cerimonia ha riservato una piacevole notizia: Emilio Lusardi (Milietto) di Santa Maria del Taro e Luigi Gandi di Bedonia classe 1913 si sono ritrovati sulle sponde del fiume accompagnati dai familiari. Per entrambi è stato un piccolo record: quello di aver partecipato ininterrottamente alla secolare celebrazione da 95 anni.

Emilio nato a Santa Maria del Taro il 26 marzo e Luigi nato a Borgotaro l'8 aprile dello stesso anno sono stati bagnati ancora in fasce in queste acque dai loro genitori e hanno manifestato la loro fede e la volontà di ritrovarsi anche il prossimo anno.

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