Archivio bozze

Viabilità

Pista ciclabile e proteste

04 agosto 2015, 07:01

Pista ciclabile e proteste

Beppe Facchini

«Una bella fregatura». Appena inaugurata la nuova pista ciclabile che collega via Bramante al campus universitario, per qualcuno è già tempo per i primi mal di pancia.

Lunga 2,1 chilometri e resa possibile grazie ad un fondamentale finanziamento della Regione Emilia Romagna, che ha contribuito con poco più del 60% agli 800 mila euro totali per la realizzazione di un’opera ritenuta a Bologna meritevole fin dal 2013 nell’ambito di interventi a favore della mobilità sostenibile (i lavori sono partiti a settembre 2014, ma, causa alluvione, sono stati temporaneamente sospesi, per poi giungere al termine nelle scorse settimane), la nuova infrastruttura a qualche residente della zona proprio non va giù.

E lo si è capito già ieri mattina al termine del giro di prova su due ruote effettuato dal sindaco Federico Pizzarotti, dall’assessore alla Viabilità Gabriele Folli, dal presidente di Fiab-Bicinsieme Andrea Mozzarelli e da alcuni rappresentati di Università e Smtp (poco prima, per la Regione, c’era anche il consigliere Massimo Iotti): un esponente del consiglio del quartiere Montanara fa notare che nessuno è stato avvertito dell’inaugurazione da quelle parti e che per diversi residenti avere dei posti in meno in via Bramante per parcheggiare l’auto è un evidente motivo di disagio.

Già, perché poco più avanti l’area verde della stessa strada (per un tratto comunque attraversata dalla pista) si è dovuto fare spazio al percorso ciclabile, sacrificando quello per il posteggio delle quattro ruote. E per qualcuno, appunto, si tratta di «una gran bella fregatura. Parliamoci chiaro -si sfoga ad esempio un residente mentre porta a spasso il suo fido -: secondo me da questa pista, a zig-zag, non ci passerà nessuno, non è abbastanza illuminata e ci creerà problemi pure per il posto auto. Sto pensando davvero di andare in Comune e lasciare le chiavi della mia macchina, tanto ora sarà difficile usarla visto che non saprò più dove metterla quando torno a casa. Poi, però, mi dovranno mettere a disposizione un mezzo pubblico per raggiungere il mio posto di lavoro, in via Cremonese. Altrimenti come faccio?»

E non è l’unico a chiederselo. «Questa amministrazione parla tanto di condivisione ma alla fine decide sempre da sola» fanno invece notare due signore sulla cinquantina, mentre una giovane mamma, dopo aver girato in lungo e in largo alla ricerca di un parcheggio, sbotta, pur mantenendo il sorriso: «Finalmente ci sono riuscita! Sono stata fuori Parma per un po’ di tempo e appena tornata mi ritrovo senza il solito posto auto. Mi sa che dovrò suggerire ai miei genitori di cambiare casa: se adesso, ogni volta che devo venire a trovarli, c’è da girare così tanto…».

Non tutti i residenti, però, sembrano pronti a battagliare per questa sorta di «spending review» del parcheggio. «Meglio una pista ciclabile in più» fa ad esempio notare una signora su due ruote, anche se sembrano davvero in pochi a pensarla così.

«Questo tratto si raccorda con gli altri già esistenti e consente migliori collegamenti con un polo importante e frequentato come quello del campus -ha comunque sottolineato Folli, visibilmente soddisfatto-, in attesa del nuovo Ponte della Navetta e, contestualmente, del nuovo collegamento ciclopedonale fino al Ponte dei Carrettieri, per il quale abbiamo già stanziato dei fondi».