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Profughi

21 nuovi arrivi

24 settembre 2015, 07:02

21 nuovi arrivi

Beppe Facchini

Nuovi arrivi al centro di accoglienza di Baganzola.

Lunedì sera, all’ex scuola di Castelnuovo, sono infatti giunti altri 21 profughi di diversa nazionalità: la maggior parte proviene dal Pakistan, ma ci sono anche senegalesi, nigeriani e una coppia arrivata dal Mali.

Il loro “viaggio della speranza” ha fatto la solita tappa intermedia a Bologna, sede del maxi centro di accoglienza territoriale che poi smista in tutta la regione gli immigrati, prima di terminare momentaneamente a pochi chilometri da Parma dopo le rituali visite mediche. Il centro di Baganzola, gestito da Croce Rossa e Coordinamento provinciale del volontariato di Protezione civile, rappresenta infatti un punto di passaggio per chi scappa da guerre e persecuzioni, coi profughi che qui restano in attesa due o al massimo tre settimane prima di ottenere i documenti necessari per il permesso di soggiorno temporaneo ed essere assegnati alle varie associazioni del territorio che hanno dato la disponibilità ad occuparsi di loro. L’arrivo di 21 nuove storie inimmaginabili per chi è nato in una parte di pianeta decisamente più fortunata coincide, pertanto, con la partenza di dieci profughi che invece, coi documenti necessari, hanno fatto le valigie per raggiungere Torrile, Parma e Tabiano per essere accolti, divisi per religione o etnia, da tre realtà di volontariato pronte a regalare sorrisi e l’opportunità di nuova vita.

A conti fatti, quindi, a Baganzola ci sono attualmente 47 profughi (capienza massima: 58 posti, di cui otto riservati a due nuclei famigliari) e turn-over di questo genere dovrebbe diventare una vera e propria prassi per un centro come quello di Castelnuovo, un “hub”, simile a tanti altri nel Paese, destinato all’accoglienza temporanea prima di vedere i propri ospiti partire per destinazioni più a lungo termine.

Riuscire a conoscere già da ora il calendario dei nuovi arrivi resta comunque difficile, sebbene gli uffici di Prefettura e Questura stiano lavorando con tempi serratissimi per garantire velocemente tutti i documenti utili a snellire e velocizzare le pratiche necessarie a non ingolfare il sistema. L’approdo alle nostre latitudini dei nuovi 21 profughi (quasi tutti di sesso maschile e di età media compresa tra i 20 ed i 30 anni) non rappresenta una buona notizia per i membri del comitato Golese Sicura. «Arrivi con questa frequenza e quasi di nascosto sconfessano quanto ci era stato detto dal prefetto» tuona il portavoce Davide Portaro.

«Qui ormai si vive con almeno un occhio sempre puntato sul centro di accoglienza -prosegue-: lì c’è gente che non fa nulla tutto il giorno e la popolazione è sempre attenta a ciò che potrebbe succedere. Ci sono già stati casi di persone che si sono introdotte in campi e giardini privati. E che inoltre si mette anche in situazioni di pericolo camminando sulla strada provinciale. Volevamo organizzare una manifestazione, ma la Prefettura ce lo ha impedito -conclude Portaro-, mentre i centri sociali sono riusciti a farla abusivamente. Ma non ci fermeremo: in futuro organizzeremo di sicuro qualcosa, continuando nel frattempo a monitorare la situazione».