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Test di Medicina, troppi «insufficienti»

25 settembre 2015, 07:03

Test di Medicina, troppi «insufficienti»

Enrico Gotti

Più della metà degli studenti sono «insufficienti» per Medicina. È il verdetto dei test di ingresso. A Parma il 51% dei partecipanti alla prova per Medicina e Odontoiatria non ha ottenuto il punteggio minimo – 20 punti - per essere giudicato idoneo. A livello nazionale i bocciati sono il 52%, mai così tanti negli ultimi tre anni. Va meglio a Bologna, dove sono stati respinti meno della metà: 42% e a Reggio Emilia, dove sono il 39%. A Parma su 721 candidati, gli idonei sono risultati 351. Non tutti entreranno: i posti a disposizione sono 246. Tra l'altro, nella nostra università c'è stato il secondo miglior risultato nazionale, con uno studente che ha totalizzato 80,50 punti su 90. Ma ci sono stati anche risultati sotto lo zero (-8 punti il record locale) e parecchie bocciature. Colpa degli studenti (e delle scuole superiori) o dei quiz? «Secondo me non è questione di preparazione in sé, la spiegazione più probabile è che il test sia stato più difficile rispetto agli altri anni. - dice Gian Paolo Ceda, preside della facoltà di Medicina e presidente del corso di laurea - La preparazione delle superiori è adeguata, noi per prima volta quest'anno, come università, abbiamo organizzato corsi gratuiti nella prima metà di agosto e a settembre, per chi voleva tentare il test. Tutti gli sforzi sono stati fatti. I corsi erano assolutamente gratuiti, anche per i docenti che non avevano nessun ritorno economico». Negli ultimi anni è cambiata la preparazione degli allievi: «I giovani futuri medici dal punto di vista delle nozioni sono molto preparati, forse più di un tempo, ma hanno spesso scarsa autonomia nell'organizzazione dello studio - dice il dottore Antonio Nouvenne, professore a contratto in alcune scuole di specializzazione e dirigente medico dell'ospedale – studiano come fossero ancora al liceo, hanno poca indipendenza e poca tolleranza alla fatica, un esame con un tomo di 1000 pagine li disorienta, anche se in genere sono molto motivati». «Prima di valutare se la scuola è insufficiente, che è una delle ipotesi, bisogna valutare se le domande del test erano congrue, se erano troppe impegnative o difficili – osserva il professore Luigi Roncoroni, direttore di clinica chirurgica - Gli studenti che arrivano dal liceo hanno ridotta capacità ragionativa rispetto a quelli che venivano dal liceo anni fa. Adesso sono sicuramente più preparati nelle materie scientifiche, ma hanno lacune nel correlare le cose fra di loro. Un tempo facevano medicina gli studenti che provenivano dai licei classici, dove lo studio di latino e greco dava poco o nulla dal punto di vista tecnico, ma dava molto sul piano del ragionamento». Da bocciare, per gli studenti, era invece il test: troppo difficile e con tanti «trabocchetti», anche per chi lo provava per la seconda volta. «C'erano domande impossibili di chimica e biologia, ma il problema è che non c'era tempo», dice Ilaria Reale, che si è cimentata con le 60 domande in 100 minuti: «I quiz non erano da un minuto e mezzo, dovevi applicare formule. C'erano molte trappole». «Il test aveva delle domande troppo specifiche che non erano a livello di preparazione di studenti diplomati. E lo dico perché ho studiato gli argomenti per un anno circa», commenta Chiara Ricchetti. «Non era un test per una persona che esce dal liceo – le fa eco Alessia Bandini - era fattibile per chi aveva già fatto un anno di università. Io ho studiato sei mesi, mi sono preparata con due amici che fanno medicina. Ma c'erano domande senza risposta, come quella sul nodo senoatriale, che non sai cos'è a meno che tu non sia cardiologo».

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