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LA STORIA

«Come uccideresti un israeliano?». Choc in Tv a Gaza

19 ottobre 2015, 07:00

«Come uccideresti un israeliano?». Choc in Tv a Gaza

Sami al-Ajrami

Aldo Baquis

La «candid camera» può essere talvolta un’arma a doppio taglio. Lo ha scoperto a proprie spese il giornalista televisivo Momen Shwaikh, generalmente apprezzato per la sua sagacia e il suo umorismo. Ma già in partenza la domanda da lui lanciata a sorpresa ai passanti di Gaza di fronte alle telecamere non poteva ottenere risposte esilaranti. «Se ti trovassi di fronte un soldato israeliano - ha chiesto - come lo uccideresti?». Alcuni passanti, dopo averlo riconosciuto, hanno vinto l’iniziale imbarazzo e hanno offerto risposte automatiche. «Lo strangolerei», dice uno, che poi allunga anche le mani verso l’intervistatore per meglio chiarire la tecnica. «Io invece lo schiaccerei con le scarpe, come uno scarafaggio», incalza un altro. Un altro ancora balbetta: «Mille idee mi frullano in testa». Allora Shwaikh lo incalza: «Lo faresti a polpette?». «No, lo morderei al collo». «Ah, lo vorresti mangiare?». «Sì, anche senza sale». Per sottolineare il carattere ameno della conversazione, in studio il giornalista ha poi applicato allegri effetti sonori. A Gaza Shwaikh ha ottenuto una certa popolarità per i suoi programmi di tono satirico prodotti per la televisione «al Katiba»: un’emittente lanciata dall’Università islamica ed indipendente da Hamas. Non pago dell’inchiesta, il giornalista ha poi fissato la propria telecamera anche su un ragazzino di circa 14 anni. «Tu - chiede - ti immoleresti per Gerusalemme?» «Io sì. Perché no?». Ma la sua sortita si è rivelata disastrosa e adesso su Facebook il giornalista è oggetto di critiche feroci. Molti scrivono di aver trovato di pessimo gusto il suo programma. Altri scrivono di trovare indegno che si offra al pubblico l’immagine di abitanti di Gaza in apparenza assetati di sangue. Altri ancora si domandano preoccupati quale effetto potranno avere filmati del genere sui più giovani. E queste lamentele si sovrappongono ad altre già diffuse nei giorni scorsi per la partecipazione di ragazzi in età scolare a dimostrazioni violente contro i reticolati di confine con Israele, conclusesi anche con morti e feriti. Era dovere di Hamas, viene affermato, impedire che ragazzini si trovassero coinvolti in quegli scontri. «Questa volta - conclude qualcuno sul web - Shwaikh non ci ha fatto ridere per niente».