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Addio a Gandolfi, grande appassionato di sport

19 ottobre 2015, 07:00

Addio a Gandolfi, grande appassionato di sport

Il triste tam tam che nella tarda serata di sabato si è sparso fra colleghi e amici, ha poi purtroppo trovato conferma: Luigi Gandolfi, il ciclista di 58 anni, morto nel pomeriggio, nel Piacentino, era proprio quel noto e stimato sportivo fidentino, impiegato alla Bormioli Rocco.

Ieri, in città, non si parlava d'altro. Perché Luigi era molto conosciuto. Il cicloamatore è morto a Borla di Vernasca, al confine fra il parmense e il piacentino. Era solo e stava percorrendo con una bicicletta da corsa la salita che conduce alla località Comini, quando è stato trovato a terra privo di vita da tre ciclisti di passaggio. A stroncare la vita del ciclista è stato quasi sicuramente un infarto.

I tre ciclisti hanno allertato subito i soccorsi e sul posto è intervenuto anche l'elicottero del Soccorso alpino da Pavullo nel Frignano (Modena), ma ormai non c'era più nulla da fare. La salma è stata trasferita alla camera mortuaria dell'ospedale di Vaio, a disposizione dei familiari.

Date le cause naturali del decesso non si è resa nemmeno necessaria l'autopsia. Luigi Gandolfi aveva frequentato l'istituto Paciolo e dopo il diploma si era laureato in Sociologia. Lavorava alle dipendenze della Bormioli Rocco ed era addetto all'assistenza tecnica legata al vetro farmaceutico. «Aveva un'esperienza vastissima – hanno ricordato commossi i colleghi - un uomo di elevata professionalità, serio, discreto e raffinato».

Ma Gandolfi era conosciuto in città anche per essere stato un atleta ai tempi del mitico professor Pratizzoli. «Era proprio un bell'atleta – ha ricordato Vincenzo Pincolini – che aveva praticato salto con l'asta e salto in alto. Ma lui, Luigi, praticava tutti gli sport, andava in bici, in moto, a sciare, non c'era disciplina a cui non si fosse avvicinato. Abbiamo perso non solo un grande sportivo, ma soprattutto un amico, un uomo di poche parole, ma speciale in tutto quello che faceva».

Sgomenti anche gli amici dello Sci Club Avis, con i quali Luigi andava a sciare. «Partecipava alle nostre trasferte – ha ricordato il presidente del sodalizio Tiziano Guareschi – perché gli piaceva la montagna e lo sci. L'anno scorso ha partecipato a diversi week end sulla neve. Siamo tutti rattristati». Ma Luigi era anche un grande appassionato di viaggi in Paesi lontani, da Capo Nord alla Cina, come ha ricordato la compagna Betta. «Luigi stava bene, non aveva problemi, perché praticava tutti gli sport e nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico. Quando sabato sera mi hanno avvertito mi è crollato il mondo addosso».

Anche la sorella Elisa, si raccomandava sempre col «fratellino» Luigi di non correre in moto. «E poi invece la sua vita si è spezzata durante un giro in bicicletta. Il destino com'è crudele...», ha detto ieri. Intanto la data dei funerali non è ancora stata resa nota. Luigi ha lasciato il fratello Mario con Tiziana, la sorella Elisa con Adriano, la compagna Elisabetta e gli adorati nipoti Sami e Alessandro. S.L.

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