Archivio bozze

Fai Marathon

Fracasso: «Il rilancio di Parma parte dalla cultura»

19 ottobre 2015, 07:02

Fracasso: «Il rilancio di Parma parte dalla cultura»

Katia Golini

Quando il Fai chiama il pubblico risponde. E non c'è pioggia che tenga. Così è successo anche ieri,

in occasione della Fai Marathon, iniziativa nazionale che la delegazione parmigiana ha «celebrato» con il consueto entusiasmo e un ingente spiegamento di forze. Oltre sessanta volontari - di cui circa trenta studenti delle scuole superiori e altrettanti giovani professionisti freschi di laurea - in campo per accogliere e accompagnare i visitatori alla scoperta di monumenti storici di pregio della nostra bella Parma. Con un unico filo conduttore: i Farnese a Parma. Sotto i riflettori quest'anno Cittadella, palazzo Pallavicino, in piazzale Santa Fiora, e chiesa di Santa Maria degli Angeli in via Farini.

A bocca aperta in Cittadella

I primi visitatori davanti alla Cittadella arrivano di buon'ora. La squadra dei volontari ha già provveduto a sgomberare da bottiglie e rifiuti vari l'ingresso principale. Di corsa transitano i podisti, mentre gli appassionati d'arte e storia aspettano l'inizio del primo tour guidato. Arrivano gruppi di amici, famiglie e singoli cittadini. Ci sono i parmigiani, ma anche moltissimi ospiti da fuori porta. Reggiani, modenesi e piacentini la fanno da padrona. Ci sono anche famiglie da Genova e Milano.

A fare da ciceroni (non apprendisti, ma provetti) gli studenti dell'istituto d'arte Toschi, dell'istituto tecnico economico Melloni, del liceo scientifico Marconi, del liceo classico Romagnosi e del liceo delle scienze umane Sanvitale. Si parte dall'imponente ingresso principale affacciato su viale delle Rimembranze, quindi si va verso i bastioni alla scoperta dei segreti di uno dei monumenti tardo-cinquecenteschi meglio conservati e più importanti del nord-Italia.

Seconda tappa: via Farini

Che maratona sarebbe se l'appuntamento fosse riservato a un solo luogo. La schiera dei visitatori viene quindi indirizzata verso via Farini. Pronte le guide «under 20» anche in Santa Maria degli Angeli. Un po' di racconto storico, di descrizione della bella facciata a tre fornici con archi a tutto sesto e poi tutti all'interno ad ammirare gli affreschi della cupola, dove è rappresentata l'Assunzione della Vergine, e dei pennacchi, con Ezechiele, Gedeone, Iesse e Mosè realizzati da Giovanni Battista Tinti verso la fine del Cinquecento.

Dentro palazzo Pallavicino

Ultima tappa del percorso in piazzale Santa Fiora. Il copione è lo stesso. Descrizione della sontuosa facciata di palazzo Pallavicino, esempio di architettura tardo quattrocentesca. Quindi sosta nel cortile interno, dall'eleganza sobria, camminata sull'imponente scalone ad ammirare le sculture e lo Zeus che punisce i superbi dipinto da Sebastiano Galeotti. Anche qui sono gli «under 20» a fare da ciceroni. Tocca infine a un giovane medico illustrare gli sfarzi del salone oggi adibito a sede del Tar.

Flusso continuo e inarrestabile

Il flusso è continuo e senza sosta fino al pomeriggio. La stima è di circa 800 visitatori in marcia dalla Cittadella a via Farini in uno solo giorno. «Non è facile dare una cifra esatta - spiegano i volontari - perché non c'è un biglietto d'ingresso».

Cultura, motore dell'economia

«Il successo di questa giornata è la prova tangibile di quello che sosteniamo da tempo: la cultura piace e muove l'economia - spiega Giovanni Fracasso, capo delegazione del Fai di Parma -. Il 2016 deve essere l'anno del rilancio della cultura. Non amo gli anniversari, ma l'anno prossimo festeggeremo i 200 anni dell'arrivo a Parma di Maria Luigia. Dobbiamo convogliare tutte le risorse della città per suonare la carica. La nostra idea che andrebbe istituita una cabina di regia tra tutte le forze di Parma, istituzioni, Fondazioni bancarie, Università, associazioni culturali, per riempire la città di iniziative. La dimensione economica si intreccia saldamente a quella culturale. E' ormai dimostrato che, come aveva ben compreso anche Du Tillot, quello che si investe in cultura ha un ritorno in termini anche economici moltiplicato all'ennesima potenza».

Attivissimo capo delegazione da un anno circa, Fracasso ha impresso al Fai parmigiano una svolta all'insegno del rinnovamento e del coinvolgimento di nuovi soci: «Non c'è bisogno di affidarsi a società esterne. Abbiamo qui a Parma e nella sua provincia ambasciatori culturali degni e capaci. Facciamo rete e andiamo avanti con le nostre gambe. Il 2015 è stato un anno pesante a partire dal declassamento che il ministro Franceschini ha imposto a Biblioteca Palatina e Galleria Nazionale. Dobbiamo ripartire e dimostrare che Parma è una piccola capitale. Parma ha il patrimonio culturale e il capitale culturale fatto dalle persone. Partiamo da qui per imporre un cambio di passo».

Una battuta anche sullo stato di salute dei beni storico artistici della città: «Ci sono cantieri da ripensare, come per esempio il complesso del San Paolo e l'ospedale vecchio. E luoghi da rilanciare completamente, come il Parco Ducale e piazza della Pace, che non può essere ridotta a luogo di spaccio».