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Catania

Mazza, debutto-bis

19 ottobre 2015, 07:00

Lucia Brighenti

Dall’Italia al Brasile e ritorno: dopo il suo debutto come direttore d’orchestra al Teatro Municipal de São Paulo, che ha avuto luogo nell’aprile 2014, Michelangelo Mazza, già primo violino dell’ex Orchestra del Teatro Regio, domani esordisce per la prima volta su un podio italiano. Se la prima opera da lui diretta era stata «Falstaff» la sua carriera prosegue ancora nel segno di Giuseppe Verdi: «Rigoletto» è infatti il titolo che andrà in scena, per otto repliche, al Teatro Bellini di Catania.

«Dirigere in Italia è un sogno per tutti, - dichiara Mazza - a maggior ragione per me, perché è il mio Paese, quello che mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Lavorare a Parma è stata per me la migliore scuola direttoriale, perché qui ho suonato con i più grandi. Se non avessi suonato per tredici anni nel Teatro Regio non avrei potuto fare quello che sto facendo. Credo sia senz'altro giusto fare esperienza all’estero, dove ci sono meno pressioni, i giovani vengono maggiormente valorizzati e c’è molto rispetto per gli italiani, ma ora vorrei riavvicinarmi a casa, anche perché sono diventato papà da un mese e tornare è ancora più importante».

«Rigoletto» non è un titolo qualsiasi per iniziare la sua carriera di direttore d’orchestra in Italia: «è l’opera che conosco meglio, che ho studiato e suonato di più - racconta Mazza - e per me ottobre è geneticamente il mese di Verdi. Quindi, che tutto questo avvenga proprio ora, riveste un significato particolare. Il Teatro Bellini ha dei complessi artistici favolosi e nel cast ci sono Alberto Gazale e Daniela Bruera, con cui avevo già lavorato proprio in Rigoletto a Parma, perciò tutto è più semplice e si è creato un bellissimo feeling».

In Brasile, oltre a «Falstaff», Michelangelo Mazza ha diretto «Pagliacci», con Walter Fraccaro e Inva Mula - quest’ultima nella doppia veste di Nedda e di regista -, e più recentementeManon Lescaut («un grandissimo successo», osserva). Per il futuro si aprono diverse opportunità: «L’agenda è piena, anche se molte cose non si possono ancora annunciare. Di sicuro nel prossimo futuro ci sarà molto Verdi».