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L'oncologia trasloca nella vecchia pediatria

20 ottobre 2015, 07:02

L'oncologia trasloca nella vecchia pediatria

Monica Tiezzi

Il reparto di oncologia dell'ospedale Maggiore si trasferirà in via provvisoria, nei primi mesi del 2016, dalla sede attuale (sulla destra, entrando da via Abbeveratoia, nel padiglione Poliambulatori) al primo piano del vecchio padiglione pediatrico, dove ora sono ospitati gli ambulatori pediatrici. Questi ultimi troveranno collocazione in parte nel nuovo ospedale dei bambini e in parte, di intesa con l'Ausl, nel polo territoriale pediatrico in costruzione in viale Fratti. In attesa che venga ultimata la nuova struttura di viale Fratti, alcuni ambulatori verranno collocati provvisoriamente nel padiglione Cattani.

La notizia è stata data ieri dal direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Massimo Fabi, che ha anche confermato il finanziamento di cinque milioni di euro da parte della Regione per la costruzione della nuova sede dell'oncologia. La notizia dello stanziamento dei fondi era stata data dalla giunta regionale precedente, ma è della scorsa settimana l'ufficializzazione anche da parte della nuova giunta. «Sono già stati fatti i passi per avviare l'iter amministrativo per l'erogazione dei finanziamenti» ha spiegato ieri Fabi.

Il nuovo reparto sorgerà dove si trova quello attuale, che sarà demolito, e avrà all'incirca la stessa superficie (circa 900 metri quadrati). «L'oncologia è nella lista delle nostre priorità perchè siamo ben consapevoli dell'inadeguatezza della sede attuale», ha aggiunto Fabi. «I locali al primo piano del vecchio padiglione pediatrico hanno una superficie analoga a quelli dell'attuale sede dell'oncologia ma spazi più qualificati, perchè ristrutturati di recente» ha aggiunto il direttore sanitario Antonio Balestrino.

La notizia arriva il giorno dopo la pubblicazione da parte della Gazzetta di una lettera, scritta da una paziente oncologica, che elogia la dedizione e la professionalità di medici e infermieri del reparto («si prodigano per poterci curare in condizioni a dir poco precarie»), ma fa anche presente la situazione dei locali: tantissimi pazienti (più di quattromila quelli in carico, ndr) e pochi e angusti ambulatori; stanze di degenza piccole, con tre letti, tanto che «quando le infermiere devono entrare con il carrello per le terapie bisogna spostare sedie, flebo e separè»; le attese per l'apertura mattutina delle 8 del day hospital, «con pazienti immunodepressi e sotto chemioterapia che si accalcano fuori con pioggia, neve e gelo». Una lettera civile nei toni ma accorata, quella della signora che frequenta da tre anni il day hospital dell'ospedale Maggiore.

«Ha ragione», è stato ieri il franco commento dei vertici dell'ospedale Maggiore. «Subito dopo aver letto la lettera, ho telefonato alla signora e ho ribadito che non ci siamo dimenticati dell'oncologia. Stiamo lavorando per una soluzione migliorativa per i pazienti, in attesa della nuova sede definitiva», dice Balestrino.

«Abbiamo ottimizzato tutti gli spazi possibili a favore dei pazienti. Le stanze a loro dedicate, per fare un esempio, hanno spesso le finestre, mentre molti spazi per il personale sono “ciechi”. Ma certo, si tratta di una struttura nata negli anni Settanta, con un impianto che fatica ad adeguarsi alle nuove tecniche e strumentazioni di cura e alla nuova organizzazione del lavoro» dice Francesco Leonardi, chiamato a dirigere il reparto (nel ruolo di «facente funzioni») dopo un turnover frenetico: l'addio, il settembre scorso, di Carmine Pinto (andato all'Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia) e precedentemente, nel 2014, di Andrea Ardizzoni, diventato primario di oncologia al Sant'Orsola di Bologna.

Ora, la notizia del trasloco del reparto in spazi che dovrebbero garantire una migliore assistenza per i pazienti e una migliore organizzazione del lavoro per gli operatori sanitari. Con una promessa che i vertici dell'ospedale ieri hanno già fatto: far sì che i pazienti possano attendere l'apertura del day hospital, e il proprio turno di cura, in spazi chiusi e confortevoli.

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