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La storia

Le spagnole «innamorate» di Verdi

21 ottobre 2015, 07:00

Le spagnole «innamorate» di Verdi

Ilaria Notari

Quasi duemila chilometri. Tanto separa Segovia da Parma e Busseto. Una distanza che per nulla spaventa spaventa due donne spagnole, madre e figlia, che mosse da profonda passione verdiana, colgono ogni occasione per raggiungere la terra natale del Maestro e assistere agli spettacoli del Festival Verdi o semplicemente per respirare la sua aria, viverne l'atmosfera, mangiare e bere ciò che il Maestro amava dal lambrusco ai salumi, camminare sotto ai portici di Busseto per quelle strade che lo stesso Verdi percorse. Viste le frequenti trasferte, le due, hanno addirittura deciso di affittare una casa a Busseto tutto per tutto l'anno. Potenza della lirica. Incuriositi da tale storia incontriamo la signora MaribelRodriguez e sua figlia Cristina Corral al Teatro Regio poco prima di una replica di Otello. Chi immaginava di trovarsi di fronte a due facoltose nobildonne spagnole con tempo da occupare e soldi da buttare deve ricredersi. Abbiamo davanti due donne ricche d'animo, mosse da una tale passione per la figura di Giuseppe Verdi da affrontare un lungo e scomodo viaggio per spostarsi dal cuore della Spagna a Busseto, muovendosi quasi sempre in treno e corriera per gli spostamenti tra la Bassa e Parma. Troppo costoso noleggiare un'auto ogni volta. Corriera fino a Fidenza e treno per arrivare a Parma. Una fatica ampiamente ripagata dall'ascolto della musica verdiana eseguita al Regio o a Busseto.

«Era il 1983 quando abbiamo visto lo sceneggiato di Castellani su Verdi-racconta Cristina- Avevo dodici anni e da allora è nata una passione incredibile. La curiosità ci ha spinte circa sette anni fa a venire in Italia. Un viaggio tra Venezia, Milano, Parma e Busseto. Alla Scala ascoltammo I due Foscari. Seguì la visita a Villa Sant'Agata. Adoro l'odore di legno antico di quelle stanze, gli arredi, gli oggetti. Sembra che Verdi si sia assentato solo per un attimo e che possa tornare da un momento all'altro! Magari! Sa che una volta sentendomi parlare così appassionatamente un autista di corriera sulla quale stavo viaggiando, mi disse scherzando “Lo sa vero che Verdi è morto?”. Poi siamo scoppiati a ridere».

Entrambe sono associate agli “Amici di Verdi” e Cristina in estate, durante le vacanze che trascorrono per un mese a Busseto, fa la guida volontaria al Museo Barezzi. «Verdi era un genio e credo che amasse molto la voce baritonale visto che alcuni dei ruoli più belli li ha scritti per il baritono - dice Maribel - L'atmosfera a Busseto è stupenda, la gente accogliente è come stare in famiglia» aggiunge prima che le squilli il cellulare. Ed è già un biglietto da visita. L'attacco della suoneria è quello inconfondibile del Dies Irae della Messa da Requiem. Sorrido. «La mia suoneria è il Gloria all'Egitto di Aida» aggiunge orgogliosamente Cristina. Lei è un'insegnante di spagnolo in una scuola di perfezionamento musicale a Madrid. Vicino all'istituto, dove ha insegnato anche Alfredo Kraus e al Teatro Real vi è lo stabile dove Verdi soggiornò quando diresse la Forza del destino. Al lavoro seguì poi una nota trasferta di piacere in Andalusia con la Strepponi. In quel viaggio che lo stesso Verdi descrive come «incomodo, lungo e faticoso» visitò l'Alhambra, le cattedrali di Toledo, Cordova, Siviglia e Xeres. Un rapporto intenso quello tra Verdi e la Spagna. Là sono ambientate quattro delle sue opere, Forza, Ernani, Don Carlo e Trovatore. Dopo aver visto tutte le opere del Festival e il concerto Fuoco di Gioia per Maribel e Cristina è tempo di tornare a casa ma il filo con la nostra città non si spezza. «Siamo abbonate alla Gazzetta di Parma on line e con Internet guardiamo Tv Parma tutti i giorni così siamo informate su quello che accade e impariamo l'italiano».

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