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Crollo

Il ponte sul Taro perde i pezzi

22 ottobre 2015, 07:03

Il ponte sul Taro perde i pezzi

Mariagrazia Manghi

Il Ponte sul Taro, lo storico asse che dal 1821 collega le due sponde del fiume sul tracciato della via Emilia, perde i pezzi. L'ultimo distacco, un grosso blocco di pietra del cordolo esterno, sul lato che compete al Comune di Noceto. La segnalazione è giunta al comando provinciale dei vigili del fuoco alle 9.51 e sul posto è intervenuta la squadra di Fidenza, guidata da Pietro Curati, con due automezzi e 7 vigili, oltre a Moreno Trentini, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Noceto e un funzionario di Fontevivo.

«Abbiamo rimosso tutte le parti pericolanti e provveduto alla chiusura del transito sotto l'arcata del ponte ai mezzi - ha spiegato Umberto Fiasché, funzionario di servizio del comando provinciale -. Abbiamo rilevato che tutte le arcate sono interessate da distacchi di mattoni ma, a vista, sembra non pregiudichino la stabilità del ponte. Saranno i tecnici specializzati dei comuni di competenza a fare le opportune verifiche e progettare lavori di ristrutturazione finalizzati alla pubblica e privata incolumità. Abbiamo pertanto inviato un verbale via fax agli enti preposti, i Comuni di Noceto, Fontevivo e Parma, la Sovrintendenza e per conoscenza la Prefettura».

Un degrado, quello del Ponte sul Taro, che negli ultimi anni ha conosciuto una pericolosa accelerazione. Il tempo, gli agenti atmosferici e la vegetazione che cresce sui bordi e sotto le arcate hanno causato distacchi significativi della pietra e dei blocchi di arenaria.

Una situazione che ha suscitato l'allarmata preoccupazione dei sindaci di Noceto, Fontevivo e Parma che, a luglio del 2014, dopo l'ennesimo crollo, avevano lanciato un grido d'allarme chiamando a raccolta anche i parlamentari del territorio e scrivendo una lettera a firma congiunta al presidente Renzi.

«Faremo il nostro lavoro per difendere l'interesse di Parma e del suo territorio: la ristrutturazione del Ponte sul Taro è un obiettivo comune e una battaglia sacrosanta che ci vedrà schierati in prima linea» aveva allora affermato il senatore Giorgio Pagliari.

L'appello e la lettera non hanno avuto risposta. I sindaci, che con il declassamento della via Emilia si sono assunti l'incarico della manutenzione dell'asse viario, sono legati da un accordo che prevede la ripartizione dei lavori sul manto stradale, sulla segnaletica e sulla pulizia dei bordi.

Ma il ponte necessita di importanti interventi manutentivi e verifiche che possano accertarne la staticità e conservarne l'importante valore storico e per salvarlo serve l'intervento dello Stato e fondi stimati intorno agli 8 milioni di euro.

«Se non avrò indicazioni precise e garanzie di sicurezza nell'arco di 7 giorni provvederò ad emettere un'ordinanza di chiusura del ponte per il tratto di competenza - ha dichiarato con determinazione il sindaco Fecci -. Su questo tema lavoriamo da molti anni e abbiamo fatto molti incontri e organizzato iniziative, ma niente si è mosso. L'opera di consolidamento che ha interessato il ponte anni fa penso lo preservi ancora dal punto di vista strutturale, ma questi ripetuti crolli richiedono ulteriori interventi rapidi per assicurarne la stabilità».

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