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Annunziata

La giornata senza sosta di un frate della carità

22 ottobre 2015, 07:00

Luca Molinari

La giornata di padre Andrea Grossi inizia alle 6,30 e non finisce prima delle 23. Sedici ore vissute tutte d'un fiato tra preghiere, servizi, incontri e imprevisti. Lo stesso vale per gli altri cinque Frati Minori (francescani) - padre Valentino Menegatti, padre Giovanni Mascarucci, padre Adriano Della Valle, padre Guido Artioli e fra Angelo Vignali - che compongono il convento dell'Annunziata.

A scandire la quotidianità della fraternità sono i momenti di preghiera e i molteplici servizi portati avanti dai religiosi dentro e fuori le mura della “Cattedrale” dell'Oltretorrente. Si parte alle 7 con la preghiera comune che anticipa la celebrazione della messa. Segue la colazione, rigorosamente accompagnata dalla lettura della “Gazzetta”. «E' un rito immancabile - dichiara Andrea Grossi, il padre guardiano (superiore) del convento - che accompagna la colazione».

«Quando si parla di noi - aggiunge scherzosamente - non abbiamo nemmeno bisogno di fare la rassegna stampa perché il nostro collaboratore Antonio ci fa trovare il giornale aperto nella pagina che ci riguarda».

Verso le 8,30 iniziano le attività della giornata. Padre Mascarucci presta servizio al fianco dei detenuti del carcere di via Burla, il parroco Menegatti si dedica alle attività parrocchiali mentre padre Adriano Della Valle e padre Guido Artioli si occupano del servizio in chiesa, tra confessioni e celebrazioni. Fra Angelo Vignali, l'economo, è invece impegnato nella gestione della casa e padre Andrea Grossi affianca i volontari della mensa di Padre Lino nella preparazione e distribuzione dei pasti ai poveri.

«Mi piace cucinare - afferma padre Grossi mentre mescola il contenuto di un grande pentolone fumante - ma non potremmo di certo garantire questo servizio noi frati senza l'aiuto dei trenta volontari che prestano servizio quotidianamente».

Basti pensare che la mensa di Padre Lino offre il pranzo a una media di circa 140 persone al giorno. Non solo. «La preparazione del menù inizia poco dopo le 9 - sottolinea il padre guardiano - la distribuzione del pranzo avviene a mezzogiorno e dopo la chiusura della mensa bisogna riordinare e lavare tutto. Se tutto va per il meglio finiamo tutto verso le 14,30. Può anche capitare che qualcuno doni della carne scongelata da cucinare subito. In quei casi capita di finire anche dopo le 16». Tutti i frati si riunisco a pranzo in refettorio alle 12,30.

«Cerchiamo di preservare i momenti dei pasti e della preghiera - spiega padre Grossi - perché sono gli unici in cui siamo presenti tutti. Senza di essi non avremmo mai pause e momenti comunitari». Dopo il pranzo infatti solo i più anziani, solitamente, riescono a concedersi il lusso di un riposino. «Si corre di continuo - sottolinea padre Grossi tornando in mensa -. Noi frati non abbiamo contratti di lavoro e tantomeno cartellini da timbrare, ma il nostro servizio va avanti da mattino a sera».

Il pomeriggio prosegue tra confessioni, momenti di dialogo personale e lavori manuali. La messa alle 18,30 e la recita dei vespri anticipano la cena alle 19,45. Difficile concedersi un momento di relax la sera.

«Sono più di otto anni che non accendo la tv - dichiara padre Grossi - quando ho un po' di tempo preferisco leggere o utilizzare il pc». Il dopo cena solitamente è dedicato a incontri con giovani, gruppi parrocchiali e momenti di preghiera. In mezzo a questo turbinio di impegni l'unico momento in cui i frati chiudono le porte del convento e lo riservano interamente alla preghiera e al riposo è il lunedì.

«Abbiamo scelto di riservare questo giorno per noi - rimarca padre Grossi - per pregare, rilassarsi e confrontarci sulla vita del convento. Le nostre giornate sono molto ricche e la stanchezza spesso si fa sentire. Un giorno di riposo e preghiera è fondamentale».

Padre Grossi è a Parma da due anni. «In questo periodo - conclude - siamo riusciti a fare tante cose belle perché tra noi frati c'è una sintonia positiva contagiosa, che ci aiuta a portare avanti al meglio i nostri servizi e che la gente comprende».

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