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SERIE D

Longobardi contro Miftah: la sfida

22 ottobre 2015, 07:00

Longobardi contro Miftah: la sfida

Marco Bernardini

Il derby di Brescello col Lentigione è la tipica partita da “gladiatori” e Cristian Longobardi, per esperienza e caratteristiche, si candida, fin da subito, ad esserne uno dei protagonisti indiscussi. Più del confronto diretto al cospetto del collega Miftah, sette centri a due in favore dell'attaccante marocchino, a lui interessa consolidare il primato del Parma in classifica e riservare una domenica speciale ai tifosi crociati che invaderanno in massa lo stadio Morelli. «Ci stiamo preparando con la giusta concentrazione, serenità, è una partita importante come ce ne aspettano altre nel proseguo del campionato».

Sarà anche una sfida nella sfida con Miftah?

«Credo che i singoli vengano valorizzati quando c'è dietro un lavoro di squadra. Miftah è un giocatore importante in categoria, i numeri parlano per lui però il Lentigione ha una rosa ben attrezzata per poter dare fastidio a chiunque».

Cosa si sente di dire ai tifosi che respirano aria di derby?

«Devono star tranquilli perché questa squadra è pronta a tutto, anche a soffrire».

Come è stato accolto il pari di domenica col Forlì?

«La squadra è serena, finora siamo andati oltre le più rosee aspettative e non dobbiamo dimenticarci che eravamo partiti tra mille incognite. Avere 23 punti dopo nove giornate penso sia un ottimo cammino, sappiamo che possiamo crescere ancora tanto».

Il rigore nel primo tempo su di lei era netto?

«Non vorrei che il rigore fischiato alla prima giornata avesse creato un po' l'effetto contrario. Ho sempre pensato che a fine campionato sulle situazioni arbitrali si raggiunga un certo equilibrio, in questo caso non siamo stati agevolati».

I ripiegamenti difensivi non rischiano di renderla meno lucido sotto porta?

«A me interessa poco il discorso, dobbiamo lavorare in entrambe le fasi con tutti i nostri effettivi».

Quanto le manca il gol?

«Segnare è importante, ho fiducia che arriveranno tanti gol da parte degli attaccanti. Se poi vogliamo guardare i numeri abbiamo già fatto una ventina di reti e si può sempre migliorare».

Come va l'intesa con Guazzo?

«L'intesa è buona, fin dall'inizio parlo di predisposizione mentale da parte dei giocatori: se non manca anche due che si pensa non possano giocare assieme poi in campo riescono a dare il loro apporto. E' chiaro che c'è bisogno di provare ma chi vuol far parte di questo progetto deve mettere, come sta già avvenendo, la squadra davanti a tutto».

Qual è il suo obiettivo personale?

«Spero di fare i gol che servono al Parma, a me piacciono quelli decisivi ai fini del risultato. Meglio se arriva la doppia cifra ma pure se ce li distribuiamo tra noi attaccanti perché l'obiettivo comune è più grande».

E la rivale più pericolosa in campionato?

«E' un tantino presto per tirare i bilanci, l'Altovicentino si sta mostrando essere l'antagonista più accreditata ma non escluderei affatto il Forlì visto domenica, il San Marino e l'Imolese».

Cosa darebbe per regalare il successo nel derby?

«E' più importante che si entri in campo col piglio giusto poi anche i singoli ne possono trarre vantaggio».

Alberto Dallatana

Dal campo parrocchiale di Taneto, sul quale ad inizio anni Novanta diede i primi calci «italiani» ad un pallone, allo stadio di Brescello, dove domenica affronterà il Parma da capocannoniere del girone D con sette reti. Ma tra i due estremi, così vicini, c'è un giro lunghissimo, che inizia quando il Parma lo preleva dall'Inter Club e, dopo un anno nelle giovanili con Cornelio Donati, lo gira ai Crociati (con sede a Collecchio). Diventa ben presto un girovago del gol, che gioca e segna con dodici maglie diverse, tra cui quella dei Crociati Noceto, che trascina dalla D alla C2, e del Brescello. Per Hicham Miftah, trentacinquenne marocchino di Sant'Ilario, soprannominato «il Falco» perché quando esulta mima con le braccia il volo del rapace, quella di domenica sembra proprio la partita del destino. E lui ha una voglia matta di giocarla.

Che effetto le fa, a questo punto della carriera, trovare il Parma sulla sua strada?

«Non me lo sarei mai aspettato, per me è una partita speciale perché sono tifoso del Parma, che ho sempre seguito dagli spalti del Tardini quando gli impegni personali me lo permettevano. Sarà bellissimo trovarmi quella maglia di fronte. Per giunta si gioca a Brescello, dove ho militato un anno in C2, trovandomi benissimo».

Con che spirito affronterete la squadra di Apolloni?

«Per noi è una sorta di derby al contrario, perché la maggior parte dei giocatori del Lentigione sono di Parma o hanno giocato nel Parma. Non vinciamo da tre partite, ma stiamo comunque crescendo. Vero, abbiamo frenato, ma così arriviamo più “arrabbiati” e concentrati per far punti».

Domenica contro il Mezzolara lei ha sbagliato un rigore ed è finita 0-0…

«Se lo avessi segnato ora saremmo a meno due dal Parma, ma pazienza. Se ce ne fischieranno uno anche domenica andrò sul dischetto tranquillo come sempre, non mi tremeranno le gambe».

Cosa temete del Parma?

«Non dobbiamo temere nulla della squadra. Piuttosto, per qualcuno di noi non abituato a certi palcoscenici, potrebbe non essere semplice giocare davanti a così tanti tifosi. Per altri, come il sottoscritto, sarà invece uno stimolo in più».

E il Parma cosa deve temere del Lentigione?

«La voglia che abbiamo di fare punti contro di loro. Lucarelli, Cacioli e Giorgino sono fortissimi in copertura, sarà una bella sfida. Ma noi possiamo fare il colpaccio, dovremo essere bravi a sfruttare loro eventuali errori».

Che tipo di attaccante è Hicham Miftah?

«Una punta moderna, che può svariare giocando a destra, sinistra o in mezzo. A Noceto, dove peraltro conservo ricordi splendidi, ho giocato un po' in tutte le posizioni. Non ho mai avuto un modello, ma nel Parma stravedevo per Crespo, segnava in tutti i modi».

Qual è la squadra favorita per la vittoria finale?

«Al 99 per cento il campionato lo vincerà il Parma. L'Altovicentino sarà l'avversaria principale, gioca davvero bene. Occhio anche a Forlì, Delta Rovigo e San Marino. Il Lentigione? Puntiamo alla salvezza, da raggiungere il prima possibile, poi si vedrà. Ora però pensiamo solo a domenica».

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