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Fontanellato

Schianto, muore un giovane papà

23 ottobre 2015, 07:03

Schianto, muore un giovane papà

FONTANELLATO

Chiara De Carli

Un altro schianto mortale sulle strade del parmense si aggiunge ad un bilancio con numeri da bollettino di guerra.

Teatro dell’ennesimo incidente è stata questa volta strada delle Berettine a Fontanellato e a perdere la vita è stato Venanzio Marinola, 28enne di origini napoletane, residente a Fontevivo. La chiamata al 118 è scattata pochi minuti prima delle 9 e, dall’ospedale Maggiore di Parma, si è alzato in volo l’Elisoccorso, affiancato dall’ambulanza della Croce Rossa di Pontetaro e dai Vigli del Fuoco di Fidenza.

La scena dell’incidente era di quelle che lasciano poche speranze: della parte anteriore del furgone Dacia Dokker guidato da Marinola era rimasto poco e niente: la spessa lamiera del guard rail di protezione della rampa di salita del cavalcavia che passa sulla ferrovia, si è conficcata nella carrozzeria spingendosi fino ad entrare nell’abitacolo dal lato di guida. Estratto dalle lamiere e stabilizzato sul posto, Marinola è stato trasportato in ambulanza e ricoverato direttamente nel reparto rianimazione del Maggiore. Qui però, dopo meno di un’ora, nonostante i disperati tentativi dei medici di strappare il giovane alla morte, il suo cuore ha cessato di battere.

Un incidente a cui saranno gli agenti della polizia municipale del Distretto di Fontanellato e Fontevivo a dare un perchè ma, al momento, non è escluso che sia stato provocato da un malore improvviso. Il furgone era stato acquistato solo da pochi mesi, le gomme non risultavano danneggiate e, sull’asfalto, nessuna traccia di frenata prima dell’impatto. Da escludere anche la distrazione dovuta ad una telefonata improvvisa o ad un messaggio: il telefonino è infatti stato ritrovato nella tasca dei pantaloni. Un salto improvviso di carreggiata, in una giornata in cui la visibilità era buona, e l’impatto fatale. «Sono arrivato là e ho visto subito che la situazione era gravissima – ha commentato visibilmente scosso il suo datore di lavoro, il primo a soccorrerlo -. Il guard rail aveva trapassato il motore ed era arrivato all’altezza del cambio: una scena che non riesco a togliermi dalla mente. Venanzio aveva perso coscienza e quindi l’ho tenuto tra le braccia e ho continuato a chiamarlo fino a quando sono arrivati i soccorsi. Poi sono andato in ospedale con i famigliari ma la buona notizia non è purtroppo mai arrivata». Marinola lascia la moglie Claudia, la figlia Gioia e i genitori che vivono a Bianconese.

AVEVA APPENA FESTEGGIATO IL PRIMO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

Aveva 28 anni, aveva appena festeggiato il primo anniversario di matrimonio con la sua Claudia e fra pochi giorni avrebbero aiutato insieme la loro bambina, Gioia, a spegnere la sua prima candelina nella loro casa di Fontevivo, ma il destino ha deciso diversamente.

La vita di Venanzio Marinola, arrivato a Parma a 20 anni da Torre Annunziata (Napoli), si è spezzata ieri mattina nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma.

Una vita iniziata in salita la sua, ma che stava ripartendo con lo slancio giusto grazie all’amore della sua famiglia e ad un lavoro che gli piaceva, anche se spesso lo portava lontano da casa.

«Era un bravo ragazzo, sempre disponibile e si impegnava molto sul lavoro – dice Giovanni Mavilio, il titolare della ditta e il primo ad arrivare sul luogo dello schianto -. Siamo usciti insieme dall’azienda e ci saremmo divisi sulla via Emilia: lui doveva andare a Parma, ad allestire un negozio, io sarei andato a Fidenza. Ero dietro di lui con il furgone e, fatta la curva, mi sono trovato davanti la scena dell’incidente. Sono corso là e ho capito subito che la situazione era disperata. Ancora non mi capacito della dinamica dell’incidente: sembra che quel guard rail lo stesse aspettando».

Venanzio lavorava con lui da un anno: due mesi di prova e poi, a gennaio scorso, la conferma con un contratto a tempo indeterminato. Amico del figlio, con cui usciva spesso, e lavoratore serissimo così lo descrive. «Faceva tutto per sua moglie e sua figlia e di lui ci fidavamo tutti, tanto che la settimana scorsa lo abbiamo mandato in trasferta a Caserta da uno dei nostri migliori clienti. So che in quei giorni ha approfittato per andare a trovare i nonni: almeno lo hanno visto un’ultima volta».