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Monumento

Verdi in panchina? Bocciato

24 ottobre 2015, 07:00

Verdi in panchina? Bocciato

Luca Molinari

Bocciato. Il nuovo monumento a Giuseppe Verdi non piace agli appassionati verdiani. C'è chi contesta la posizione in cui sarà collocata la panchina con la statua in bronzo del Maestro (su via Garibaldi, a fianco del Teatro Regio), chi non la vorrebbe proprio e chi invece chiede a gran voce che si valorizzi il monumento esistente, nella vicina piazza della Pace, senza realizzarne di nuovi. Enzo Petrolini, presidente del Club dei 27, è chiaro: «Sono assolutamente contrario a questo nuovo monumento, lo trovo inutile e di pessimo gusto. Non vedo l'utilità di una panchina in quella posizione, non mi sembra proprio un monumento per celebrare il Maestro ma una statua che potrebbe diventare ridicola». Rincara la dose Luigi «Gigèt» Mistrali, storico loggionista: «Sono d'accordo con quello che ha detto Luca Sommi (ex assessore comunale alla Cultura, ndr). Il bozzetto è una cosa penosa». «Cos'è una panchina a lato di una strada a confronto dell'universalità di Verdi?» domanda polemicamente Mistrali, che aggiunge: «Il rischio è che accada quello che sta succedendo alla statua di Toscanini, posizionata all'ingresso di una galleria commerciale sulla via Emilia: è sempre seminascosta dai rami delle piante e oggetto di atti vandalici».

Importante anche valorizzare il monumento a Verdi esistente. «E' da una vita che se ne parla – prosegue Mistrali – Bisognerebbe spostarlo nella giusta posizione e fare in modo che non venisse utilizzato come una latrina». Tiepida anche l'accoglienza di Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi, alla «panchina». «L'idea potrebbe essere buona, ma a poca distanza c'è già un monumento a Verdi e ritengo che andrebbe sistemato una volta per tutte. Tanti ci hanno provato ma non ci è riuscito nessuno, questo poteva essere il momento giusto. Prima di realizzare la nuova panchina bisognerebbe sforzarsi di presidiare il vecchio monumento, trasformato in un indecoroso bivacco». Dello stesso avviso anche Enrico Ghidini, ex presidente del gruppo appassionati verdiani Grotta Mafalda. «Da quello che si è visto sulla “Gazzetta” – osserva – la statua è molto brutta, ma si tratta di una opinione personale. Un monumento si poteva anche fare, ma non in questo modo. E poi sarebbe molto meglio valorizzare quello che c'è già, spostandolo in un altro spazio. Se ne parla da decine di anni senza trovare soluzioni».

Secondo il maestro Sebastiano Rolli, Verdi non ha bisogno di statue ma di un progetto culturale all'altezza. «A Verdi sono già state dedicate tante statue, targhe, vie e piazze. Sarebbe il momento di un progetto culturale serio, per dare una luce nuova all'opera del compositore. Non penso che questa statua potrà aumentare l'affetto del pubblico verso Verdi». Le uniche voci fuori dal coro sono quelle di Ettore Paini, di Parma Lirica, a cui l'idea piace, «anche se la panchina rischia di diventare un dormitorio e andrebbe posizionata altrove», e dello Dsevod Maurizio Trapelli, presidente della Famija Pramzana: «E' giusto ricordare Verdi anche in questo modo. Alla statua bisognerebbe abbinare anche la musica del Maestro».

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