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Buona scuola

In arrivo a Parma 379 insegnanti

26 ottobre 2015, 06:03

Enrico Gotti

Sono in arrivo 379 insegnanti in più per Parma e provincia. Arriveranno nelle scuole a fine novembre, ad anno scolastico già iniziato. Dopo anni di tagli, ora c'è un segno più: in Emilia-Romagna arriveranno in tutto 3.800 docenti. Gestiranno progetti che sono stati presentati dalle scuole, con interventi mirati al miglioramento dell'offerta formativa. Ad esempio, per sdoppiare le classi e rendere più personalizzato l'insegnamento durante i laboratori o determinate materie, o per organizzare corsi di lingua e iniziative sportive.

Entra così nel vivo il piano di assunzione straordinaria del governo, con la cosidetta “fase C”, quella che prevede un “organico del potenziamento”, cioè un contingente aggiuntivo di docenti per gli istituti, che va dai 3 agli 8 nuovi insegnanti per scuola, in base al numero di alunni.

A Parma saranno così suddivisi. Nelle scuole elementari della nostra provincia arriveranno 136 insegnanti in più per i posti comuni e 18 in più per il sostegno agli alunni disabili. Nelle scuole medie sono in arrivo 6 prof di educazione artistica e 11 di educazione fisica, 17 di educazione musicale e 5 di italiano e storia; poi saranno assunti in corso d'anno scolastico 4 professori di lingua francese e 13 di inglese, 5 di pianoforte, 1 di violino, e 11 docenti di sostegno.

Alle scuole superiori saranno arruolati 4 nuovi docenti di costruzioni, 7 di economia, 2 di discipline geometriche e architettura, 27 di diritto, 1 professore di pittura, 1 di discipline plastiche, 4 di disegno e storia dell'arte, 8 di educazione fisica.

La lunga lista continua con 8 professori aggiuntivi di educazione musicale, 1 prof di elettrotecnica, 2 di psicologia, 7 di filosofia, 4 di fisica, 12 di matematica, 5 di matematica applicata, 11 di matematica e fisica, 1 di lettere, 3 di latino, 10 di scienze, 6 di storia dell'arte, 1 di topografia, 1 di trattamento testi, 4 di francese, 13 di inglese, 2 di tedesco e 1 di arte tipografica e grafica pubblicitaria.

Questo potenziamento fa parte della legge «La buona scuola». La ripartizione è avvenuta sulla base di richieste presentate da ogni istituto, ma anche sulla base delle classi di concorso in cui si trovano più insegnanti precari. L'unico dubbio che serpeggia nei corridoi delle scuole è che non tutti i docenti in arrivo avranno le competenze per svolgere i progetti presentati. Ad esempio, visto che i progetti di potenziamento della matematica sono tanti e i prof pochi (28 in tutto nella nostra provincia), potrebbe arrivare in una scuola, al posto di un matematico, un professore di diritto (sono 27) o di musica (sono 17). In quel caso la scuola deve cambiare progetto.

I presidi preoccupati: «C'è ancora scarsa chiarezza»

Cosa faranno le scuole con i nuovi insegnanti in arrivo? Ogni istituto ha messo in campo progetti per utilizzare il cosiddetto “organico potenziato” della Buona scuola. L'idea del liceo Ulivi, per esempio, è di sdoppiare le classi durante l'insegnamento della matematica e della fisica, creando due gruppi per lezioni personalizzate. Con due insegnanti della materia a disposizione in aula, uno si occuperà dei più bravi, l'altro di quelli che hanno più difficoltà, per affrontare gli ostacoli e fare in modo che ci sia un “riallineamento” di tutta la classe, recuperando quelli che sono rimasti indietro. L'iniziativa verrà avviata in alcune classi, a patto che arrivino docenti di materie scientifiche. Gli altri progetti dell'Ulivi, per utilizzare “l'organico potenziato”, riguardano le attività sportive al pomeriggio e i corsi di lingua italiana.

Anche l'istituto Giordani ha intenzione di usare la pattuglia aggiuntiva di professori per sdoppiare le classi, in particolare quelle più numerose, per migliorare la didattica in aula e le sperimentazioni nei laboratori. Ogni scuola avrà dai 3 agli 8 docenti in più.

«Al Bodoni abbiamo individuato come priorità i progetti anti-dispersione - spiega la preside Luciana Donelli -. Il primo impiego sarà di rinforzare al biennio le attività per gli studenti a rischio abbandono scolastico, dividendo le classi in gruppi di livello diverso. L'altro impiego è di aumentare l'alternanza scuola-lavoro, l'integrazione linguistica. I professori in più non verranno usati per le supplenze».

Questi sono i progetti, ma ancora non si sa se saranno avviati tutti. «Tutto è ancora nebuloso - afferma il preside del Romagnosi, Guido Campanini -. Ogni scuola ha dovuto indicare semplicemente un ordine di priorità in aree tematiche; non sappiamo a quali professionalità specifiche esse corrispondano (ad esempio l'area umanistica può riguardare tanto la filosofia quanto il greco, tanto la storia quanto l'inglese o il russo). Attendiamo pertanto che il Miur ci assegni i docenti, sperando che abbiano professionalità compatibili con la nostra scuola (siamo fiduciosi, ma per ora aspettiamo)».

«Quando avremo i docenti “in carne ed ossa” (non sappiamo nemmeno quanti, pare che al Romagnosi ne tocchino 6), verificheremo i loro titoli, professionalità, desideri e le esperienze già svolte - continua Campanini -. I docenti dell'organico potenziato saranno sicuramente usati: per progetti di potenziamento/ampliamento dell'offerta formativa, compresi corsi di recuperi, di sostegno, di approfondimento, per eventuali supplenze sino a 10 giorni; in parte potranno forse essere mandati anche in classe per le loro discipline, con l'aiuto di un docente esperto come tutor, sia per “utilizzare” le professionalità/capacità del docente, sia perché - essendo in anno di prova - al termine dell'anno andrà giudicato anche per le sue capacità concrete di insegnamento in classe. Vedremo... ogni risorsa in più è sempre bene accetta, se poi (per noi del classico) i nuovi docenti insegnassero latino o greco, matematica o filosofia... è meglio».E.G.

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