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Langhirano

Segugio azzannato da un lupo

27 ottobre 2015, 06:00

Segugio azzannato da un lupo

«Con le zampe davanti il cane cercava di correre verso di me ma il lupo lo teneva fermo, non lo lasciava andare. Io urlavo ma il lupo non mollava la preda. Una cosa del genere non si è mai vista - sottolinea Maurizio Anghinetti, 66 anni -, in vita mia non ho mai visto così tanti lupi come adesso». Residente e Riano, sopra le colline di Langhirano, l'uomo è stato protagonista di un incontro ravvicinato con un lupo mentre andava a caccia. Il suo cane, un segugio da lepre, Morgana, una femmina di una ventina di chilogrammi di peso, è stato assalito in un batter d’occhio: «Prima lo ha azzannato alle zampe e poi alle anche. E' accaduto una domenica, tra Langhirano e Ozzano».

Il cane ha cinque anni, è un segugio e non era solo: c’erano altri tre animali e tre persone in giro (non tutti cacciatori, solo uno aveva il fucile). «All’improvviso sento abbaiare e credevo che i cani avessero trovato un cinghiale, invece la mia Morgana era stata presa da un lupo, dentro il bosco. Ho urlato e siamo andati in tre verso di lei ma il lupo non la lasciava, solo quando siamo arrivati accanto a lei l’ha mollata, ha fatto un salto e se ne è andato via».

Il segugio si è salvato: gli sono stati dati quattro punti. È stato curato dal veterinario Angelo Gresia, della clinica veterinaria San Francesco, a Langhirano, in via Molino Fabiola. «Aveva una ferita, era tutto lacerato nella zona lombo sacrale e addominale, con le ferite tipiche provocate dal morso di un carnivoro, lacero contuse - spiega il veterinario -. Abbiamo fatto le cure del caso e il cane è stato ricoverato». L'episodio è avvenuto una domenica, 15 giorni fa, ora sono già stati tolti i punti. «Ne avevo quattro di cani, ha preso il più grosso, per fortuna, perché se prendeva quello piccolo, di 7 chilogrammi, in un attimo lo uccideva - racconta ancora Maurizio Anghinetti -. Ormai ce ne sono troppi di lupi, mai avrei pensato che succedesse tutto questo, così vicino alla gente. Quella settimana ne ho visti tre: uno a Bazzano, uno a Ozzano e un altro sempre nei dintorni».

I «lov», come si dice in dialetto qui in Appennino, popolano sempre di più di discorsi degli abitanti. E la gente si divide fra chi «grida al lupo» e chi, invece, li difende e vuole siano tutelati. A Castrignano, recentemente, alcuni abitanti hanno segnalato ululati e carcasse di caprioli vicino alle case e sono molto preoccupati per pecore e cani che sono in giardino.

I lupi sono in aumento: formano nuove colonie, nell'Appennino, in una montagna che si spopola, dove c’è una grande presenza di selvaggina. E. G.