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Fecci e Fiazza

«Aiuti per il ponte sul Taro o lo chiuderemo»

28 ottobre 2015, 06:00

«Aiuti per il ponte sul Taro o lo chiuderemo»

Mariagrazia Manghi

Il Ponte sul Taro è malato, la struttura mostra i segni del tempo, il rivestimento perde i pezzi e così gli elementi decorativi di pregio artistico. La competenza sullo storico monumento, nonché arteria importantissima della viabilità è divisa tra i tre Comuni di Parma, Noceto e Fontevivo. A seguito dei recenti distacchi di mattoni e grossi blocchi di pietra il Sindaco di Noceto Fabio Fecci ha chiamato a un incontro urgente i colleghi Federico Pizzarotti e Tommaso Fiazza, per sviluppare una strategia comune di intervento. Alla riunione, che si è svolta in una sala dell'Hotel San Marco erano presenti anche Andrea Censi, in rappresentanza dell'ente Provincia, l'assessore all'Urbanistica e lavori pubblici del Comune di Parma Michele Alinovi e i tecnici delle tre amministrazioni.

All'ordine del giorno l'ipotesi di conferire un incarico congiunto a un professionista che verifichi le condizioni della stabilità statica del Ponte. «Il Ponte sul Taro è un'opera strategica – ha detto il sindaco Fecci – sulla quale abbiamo più volte richiamato l'interesse di Stato e Regione, oltre che della Soprintendenza, ma senza risposte. Il problema sicurezza è serio. Il tema è di assoluta priorità ed è nostra intenzione attivare un monitoraggio e cercare le risorse per attuare gli interventi. La proposta di chiudere è estrema, ma forse necessaria perché ciascuno si prenda le proprie responsabilità».

È stato l'assessore Alinovi a riassumere l'iter degli atti e la documentazione presentata alle diverse istituzioni per ottenere i finanziamenti necessari per i lavori strutturali. «Molte sollecitazioni e nessun risultato – ha concluso –. Oggi potremmo pensare di chiedere di poter utilizzare 1.600.000 euro di residui di finanziamenti europei che dal 2010 sono fermi in Regione. Il Comune di Fontevivo potrebbe sollecitarne l'impiego su un intervento di restauro del Ponte anziché per la realizzazione della stazione della metropolitana leggera».

L'urgenza e le ristrettezze economiche non agevolano decisioni e provvedimenti. «Di fatto non sappiamo come è stato costruito il ponte e facciamo supposizioni sulle cause della sofferenza – ha precisato l'ingegner Albino Campi del Comune di Parma –. Impermeabilizzazione, infiltrazioni, tenuta dei muretti laterali sono da verificare, non abbiamo certezze. È necessaria una commissione di studio che dia tranquillità e in seguito ipotizzare un progetto preliminare da realizzare per stralci successivi. Oggi sarà difficile reperire il 10 milioni di euro di cui parlava la previsione. La Provincia dovrebbe dare il là all'iniziativa».

La base di partenza, giudicata «buona» dai presenti per consistenza e fattibilità resta il «tesoretto» di 1600.000 euro fermo in Regione. Con questa soluzione il Comune di Fontevivo dovrebbe rinunciare oggi alla stazione. Gli altri versanti in cui andare a pescare con le istituzioni e con le realtà produttive, sono l'8 per mille e l'Art Bonus, il provvedimento che consente alle imprese che finanziano opere culturali di avere consistenti sgravi fiscali.

In attesa delle prime verifiche all'interno di ciascun ente il tavolo è stato riconvocato la prossima settimana in Piazzale della Pace alla presenza del presidente Fritelli.

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