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Strognano

Cane da pastore sbranato dai lupi

28 ottobre 2015, 06:00

Cane da pastore sbranato dai lupi

LANGHIRANO

Alex Botti

Titta è stata attaccata nel cortile di casa, trascinata nel bosco e sbranata. Mangiata subito dopo essere stata uccisa mentre cercava di difendere la vita delle pecore del suo gregge.

Titta era un Border Collie di sette anni, addestrata dal suo padrone Giuseppe Chierici dopo averla ricevuta in regalo. Fin dalla giovane età aveva dimostrato uno spiccato istinto per la pastorizia, pagato con la vita.

Il sopralluogo dei veterinari dell’USL su quel che resta del suo corpo ha confermato quello che si pensava: è stato un attacco di lupi.

Il punto dove è successo il tutto è una casa tra Strognano e Mattaleto, in località Vallata. Una casa indipendente non troppo distante dalle altre abitazioni. Qui Giuseppe vive da 20 anni, e fin da quando vi si è trasferito ha sempre avuto le pecore. Sono 40 esemplari quelli che compongono il suo gregge, che fino a pochi giorni fa era protetto appunto da Titta, di giorno e di notte. Ma l’ultima in cui ha fatto la guardia le è stata fatale.

«Era circa una settimana che sia Titta che gli altri cani abbaiavano insistentemente per tutta la notte -racconta Chierici - Per questo motivo ho capito che ci fosse qualcosa che non quadrava e l’ho lasciata libera per proteggere gli altri animali. Alla mattina l’ho cercata ma non riuscivo a trovarla. Ho fatto i miei lavori e nel primo pomeriggio l’ho trovata nel bosco vicino a casa, sbranata».

Un dolore immenso per chi aveva instaurato con lei un legame forte «eravamo sempre insieme e le avevo insegnato a controllare il gregge, tanto che ormai faceva tutto da sola».

Ma oltre il danno c'è anche la beffa: «La sera dopo mi ha chiamato un mio amico per avvisarmi di aver visto due lupi che si avvicinavano a casa mia, infatti poco dopo i miei cani hanno iniziato ad abbaiare, segno che erano nelle vicinanze, insomma probabilmente questi lupi non erano contenti di quello che avevano già fatto, non ne avevano avuto abbastanza. Ora non sono più tranquillo e non so come fare. Un tempo per cento pecore bastava un cane, ora per proteggere una pecora ci voglio cento cani».

L’argomento tanto discusso negli ultimi anni torna alla ribalta, nel trasporto dello sconforto e della rabbia di chi subisce una cosa del genere: «Permettere che questo accada è una mancanza di rispetto nei nostri confronti. Bisognerebbe difendere il nostro lavoro, non crearci questi ostacoli spesso molto pesanti. L’agricoltore è già di per sé in difficoltà per un’infinità di motivi, ed andrebbero aiutati non abbandonati anche a questo».

Chierici parla anche per il ricordo di due episodi simili che risalgono al 2013, in cui gli sbranarono una pecora ed cagnolino, ma non perde lo spirito di questa gente forte che comunque non molla nonostante tutte le difficoltà: «L'ideale sarebbe che i lupi mangiassero le cose brutte. Invece si accaniscono sulle pecore e i cani di uno come me che pensa solo a lavorare».