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L'APPELLO

Douglas: «Dov'è la mia scultura?»

28 ottobre 2015, 06:00

Paolo Emilio Pacciani

Scusi Ghirardi: che fine ha fatto la mia scultura?». In poche parole si può riassumere così la lettera che Douglas Abdell, scultore americano residente in Spagna ma di origine parmense ha scritto nelle scorse settimane all'ex presidente del Parma senza ottenere risposta. Ed ora lancia un appello: «Aiutatemi a ritrovarla perché voglio che vada alla nuova società».

Ma andiamo con ordine e ricostruiamo la storia di Douglas. Figlio di un libanese e di una americana figlia di emigrati da Cassio Parmense, lo scultore ha sempre tenuto ai suoi legami italiani ed ha sempre tifato calorosamente Parma, seguendone le gesta seppur da lontano. Nel 2008, finalmente, il Parma gioca a Huelva e Douglas porta suo figlio Annibal a vederlo dal vivo. Qui viene notato, grazie alla sciarpa gialloblù al collo, dall'inviato della Gazzetta di Parma che ne raccoglie la storia. Pochi mesi dopo Douglas e Annibal vengono a Parma e proprio nella sede della Gazzetta incontrano le cugine di Cassio, in una sorta di «carrambata».

Ma la visita parmigiana di Douglas ha un altro fine: vuole incontrare il patron del Parma e donare alla società una scultura da lui realizzata. Oltre, ovviamente, andare al Tardini per applaudire i suoi eroi.

Ora sono passati sette anni, il Parma Fc non esiste più ma Douglas continua a tifare Parma dalla Spagna ma con un rovello: che fine ha fatto la sua scultura? Ne chiede conto alla nuova dirigenza e ai curatori fallimentari ma nessuno ne sa niente. L'opera d'arte non risulta in nessun inventario. Che sia finita a Carpenedolo a casa Ghirardi? Così gli scrive: «Buongiorno. Sto vivendo un enorme frustrazione e tristezza per non essere in grado di individuare la scultura che ho fatto appositamente per Parma. Come già sa, ho scolpito quel marmo di Carrara per poter esprimere il mio sentimento di profondo amore per Parma Calcio. Questa incertezza di non sapere dove sia la scultura mi fa vivere un incubo. Le chiedo di fare uno sforzo per ricordare il momento del trasloco dal Tardini a Collecchio». Perché il dono era per la società, non per Ghirardi. E Douglas vuole che al Parma ritorni.

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