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Quelle 16mila multe in un mese

28 ottobre 2015, 06:03

Quelle 16mila multe in un mese

Luca Molinari

Sedicimila multe in un mese. Le telecamere attivate per controllare l’accesso alle corsie preferenziali dei bus hanno fatto una strage tra gli automobilisti parmigiani. Il 22 settembre sono stati accesi tre nuovi varchi elettronici all’ingresso delle corsie riservate ai bus in via Zarotto, via Montebello e viale Falcone (in stazione).

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Fin dai primi giorni, nonostante le segnalazioni del Comune, il numero di passaggi non consentiti è stato altissimo. «Al 18 ottobre – spiega Giovanni Bacotelli, amministratore unico di Infomobility – i tre nuovi varchi elettronici hanno registrato circa cinquantatremila transiti; oltre sedicimila di questi sono sospetti (ossia a rischio di multa ndr)». Proprio in questi giorni dovrebbero essere recapitate a casa dei parmigiani le prime multe per il passaggio sotto i tre nuovi varchi. «Solitamente serve un mese di tempo prima che si riceva a casa la sanzione – sottolinea Bacotelli – I transiti sospetti infatti vengono trasferiti alla Polizia Municipale che effettua una ulteriore verifica prima di spedire le multe a casa tramite Parma gestione entrate». Il rischio è che nel frattempo qualche automobilista possa essere transitato più volte sotto i varchi. «Non c’è nessuna volontà persecutoria verso i parmigiani – precisa Bacotelli – tengo inoltre a precisare che Infomobility si occupa soltanto della gestione dei varchi, ma non incassa nulla dalle multe». «Purtroppo diverse persone – rimarca Bacotelli – nonostante i controlli della Municipale, erano abituate a utilizzare questi tratti di strada come se non esistessero divieti. In alcuni casi, abbiamo verificato che lo stesso mezzo è passato sotto i nuovi varchi più volte anche lo stesso giorno». Nei giorni successivi all’attivazione dei nuovi varchi, il Comune con una nota aveva comunicato che soltanto nelle prime 24 ore «il varco di Via Montebello ha registrato 502 passaggi totali, quello di via Zarotto 319 e quello della stazione 84 con stime sugli accessi non autorizzati che vanno dal 60% al 90% del totale degli accessi registrati a seconda del varco». Un trend che sembra essere proseguito con gli stessi ritmi per tutto questo mese. In quell’occasione l’Amministrazione comunale aveva inoltre sottolineato che «le corsie preferenziali dei bus sono lo strumento più economico ed efficace a disposizione delle amministrazioni per favorire gli utenti del trasporto pubblico e quindi rendere più appetibile il servizio in termini di puntualità e velocità di esercizio. Il transito per queste vie preferenziali, oltre che essere vietato dal codice della strada ai veicoli privati, causa intralcio del traffico del servizio pubblico e dunque disservizi al sistema di mobilità sostenibile cittadino».

Da qui l’idea di controllare elettronicamente gli accessi, anche per destinare ad altri servizi gli agenti della Municipale impegnati in questo tipo di verifiche. «Con l’implementazione di questi strumenti tecnologici di controllo – conclude la nota - è possibile mantenere costantemente monitorato l’accesso dei mezzi abilitati al passaggio nelle corsie riservate permettendo così di destinare ad altri servizi le forze di polizia municipale che a rotazione venivano destinate per sanzionare i veicoli privati a cui non è consentito l’accesso».