Archivio bozze

Universitari

«A Parma tasse troppo alte»

31 ottobre 2015, 06:00

Chiara Pozzati

«Gli universitari di Parma, che fanno parte della fascia di reddito media, spendono circa 11mila euro l'anno. Questo tra retta, affitto, bollette, mensa e materiale didattico. Come comprarsi una Fiat Punto nuova fiammante ogni volta che arriva gennaio». Ma in questo caso chi si accontenta non gode, tantomeno guida. Ecco la denuncia del collettivo Tsunami che ieri, con striscioni e volantini, si è presentato di fronte alla sede dell'Er.go, l'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell'Emilia Romagna, in vicolo Grossardi. Tutto per un presidio pacifico di denuncia. Un grappolo di giovani ha riacceso i riflettori «su una condizione ormai insostenibile. Non si può pensare di continuare a scaricare i costi dell'istruzione sugli studenti e sulle loro famiglie. Il nostro obiettivo? Sensibilizzare in primis gli altri universitari su un tema che riguarda tutti, quindi confrontarci con l'Università ed Ergo per trovare soluzioni». Sono tanti gli argomenti all'ordine del giorno su cui i ragazzi non intendono cedere di una passo: «Tanto per cominciare l'Unipr ha le tasse più alte d'Italia, che oscillano tra 794 euro e rotti per le fasce più basse a poco meno di 2000 euro per quelle più alte. Come attestato da Federconsumatori - chiarisce Federico, 23 anni, iscritto a una facoltà umanistica -. C'è poi lo scandalo della casa per tutti…i ricchi. E qui si apre un vero e proprio capitolo: le uniche opzioni abitative “sponsorizzate” dall'Ateneo parmigiano sono residenze private - citate direttamente sul sito e chiediamo l'immediata eliminazione - dove un monolocale costa “solo” 510 euro al mese, mentre “bastano” 240 euro mensili per camere singole. La mensa arriva a superare i sette euro a pasto ed è stato “ritoccato” l'Isee con valori di riferimento più alti: vengono calcolati tutti i redditi non imponibili. Addirittura fa fede la pensione (striminzita) del nonno». Già, un dato che, come più volte rilevato anche a livello nazionale, rischia di ostacolare l'accesso alle borse di studio e migliaia di studenti potrebbero restare esclusi dalle agevolazioni. «Ultima ciliegina sulla torta: chi è residente a Parma ha diritto a un 30% di sconto sulle utenze domestiche, ma per i fuori sede non c'è nemmeno questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA