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Fidenza

Accoltellato: un fermato sotto sorveglianza in ospedale

01 novembre 2015, 06:01

Accoltellato: un fermato sotto sorveglianza in ospedale

FIDENZA

Silvana Loreni

Un gravissimo fatto di sangue si è verificato ieri pomeriggio, nel popoloso quartiere Luce: un fidentino di 66 anni, Roberto Frati, che abita in via Galvani al civico 7, versa in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione all’ospedale Maggiore, dopo essere stato accoltellato da un estraneo che ha incrociato nel cortile di casa. Sarebbe stato raggiunto da più colpi all'addome: un fendente, in particolare si sarebbe rivelato devastante. La prognosi è riservatissima. Le circostanze non sono ancora chiare, ma quel che è certo è che il padrone di casa, mentre usciva dal garage, dopo avere parcheggiato la macchina della figlia, avrebbe incrociato lo sconosciuto. Forse gli ha chiesto cosa cercasse e lui per tutta risposta ha preso un coltello e lo ha colpito all’addome. Non si sa se l’uomo avesse con sé il coltello o se lo avesse preso in garage. Il 66enne si è accasciato subito al suolo in una pozza di sangue. Nel frattempo l’aggressore si è dato alla fuga.

Alcuni vicini di casa hanno dato immediatamente l’allarme, mentre Roberto stava perdendo conoscenza.

Sul posto sono arrivati immediatamente l’automedica della Croce Rossa col medico rianimatore, che ha prestato le prime cure al ferito. Dopo averlo stabilizzato ne ha disposto l’immediato trasferimento in ambulanza al Maggiore.

Il medico lo ha accompagnato durante il trasferimento. Sul posto sono arrivati immediatamente i carabinieri di Fidenza, che hanno effettuato i rilievi col supporto dei colleghi del reparto scientifico.

Il cortile della palazzina al civico 7 di via Galvani è stato transennato e i militari sono rimasti sul luogo sino a tarda sera. Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Intanto ieri, dal tardo pomeriggio e per tutta la notte sono continuate le ricerche dell’accoltellatore. Stando ad alcune indiscrezioni sarebbe stato fermato un sospetto.

La notizia del gravissimo ferimento di Roberto Frati si è sparsa subito in tutto il quartiere Luce, dove la famiglia abita ed è molto conosciuta e stimata.

Roberto infatti è il padre di don Alessandro Frati, giovane sacerdote fidentino, che svolge il suo servizio pastorale a Busseto e sua moglie, Ivana Bianchi, è una nota pittrice.

In tutte le chiese della diocesi fidentina, ieri sera i sacerdoti hanno invitato i fedeli a pregare per il padre di don Alessandro.

Sgomenti i residenti di via Galvani.

«Ho sentito due persone che parlavano in cortile - ha raccontato un residente nella palazzina di fronte al civico 7, teatro dell'aggressione - e mi sono affacciato, ma ho appena fatto in tempo a vedere Roberto che giaceva in una pozza di sangue. Siamo tutti sconvolti, ma nessuno è riuscito a capire cosa sia realmente successo. Anche perché Roberto, che conosciamo da tempo, è una bravissima persona, cattolico praticante, buono e mite, che non ha mai attaccato briga con nessuno. A questo punto forse ha avuto solo la sfortuna di essere incappato in uno squilibrato. Speriamo solo riesca a salvarsi e noi tutti qui, in Luce, facciamo il tifo per lui».

I suoi familiari, la moglie Ivana, i figli don Alessandro e Chiara, ieri, sono corsi subito al Maggiore, per stare vicino al padre e restare costantemente aggiornati sulle sue condizioni.

Il vescovo monsignor Carlo Mazza, appreso del grave fatto, si è messo immediatamente in contatto con don Alessandro, per assicurargli vicinanza e preghiera.

Anche il sindaco Andrea Massari e l’assessore Davide Malvisi, appena appreso della tragedia, si sono subito messi in contatto con don Alessandro, per esprimere a lui e ai familiari la loro vicinanza e per essere continuamente informati sulle condizioni del padre. Massari e Malvisi si sono subito messi in contatto anche con i carabinieri per essere costantemente informati sull’evolvere delle indagini. Il sindaco in serata ha parlato anche col vescovo Mazza e col comandante provinciale dei carabinieri Massimo Zuccheri.

L'ANGOSCIA DELLA MOGLIE

Laura Frugoni

Ivana si riaffaccia nella sala d'aspetto della Rianimazione, dopo un lungo colloquio con i medici. Ha l'aria affranta e stordita, il trauma è ancora troppo fresco per cercare di trovargli un minimo di logica. Un senso che ancora non c'è e forse non si troverà mai: l'unica realtà da accettare adesso è che a pochi metri c'è suo marito che lotta per non morire. «Non so cosa sia successo. Ho trovato Roberto nel cortile del condominio in una pozza di sangue: non diceva niente, si lamentava... I vicini mi hanno detto che è stato un ladro, ma io non lo so. Non ho visto niente».

La tranquilla routine di una famiglia che frana in pochi istanti: di certo non c'è più niente. Neanche la vita, perché quegli uomini e quelle donne in camice verde dietro la porta le hanno appena detto che il suo Roberto è molto grave, le prossime ore saranno cruciali. «Adesso lo operano: sarà una cosa pesante, molto pesante. Mi hanno detto che ha diversi tagli: al basso ventre e anche al torace. C'è il pericolo delle infezioni». Ivana Bianchi ripensa a quell'immagine che non potrà dimenticare: suo marito a terra ferito e tutto quel sangue. «Era andato in garage a parcheggiare la macchina di mia figlia. Poi è uscito a piedi nel cortile ed è lì che è successo, è arrivato quell'uomo. Io ero appena uscita ma mi ero dimenticata una cosa e sono tornata indietro: ho visto la gente e sono corsa da mio marito. Mi hanno detto che hanno fermato un uomo vicino a un supermercato...». La violenza beluina di quei fendenti lascia senza parole. «Se fosse successo a Milano o a Torino probabilmente non farebbe nemmeno notizia - scuote la testa un cugino che sta al fianco di Ivana come un premuroso angelo custode - ma a Fidenza speravamo di non vederla mai». Roberto Frati ha 66 anni: è una bella stazza, ma chi lo conosce è sicuro che non farebbe male a una mosca. Alla domenica non è raro vederlo servire messa nella chiesa di San Paolo, ha un passato di lunga militanza nell'Assistenza Pubblica. E' un uomo buono, Roberto. «Se si fosse trovato davanti un ladro o uno squilibrato non avrebbe mai reagito - assicura il cugino - magari avrebbe cercato di parlargli, questo sì, può averlo fatto». Un'ipotesi si fa strada nella testa: che il pensionato abbia sorpreso un uomo (probabilmente mai visto prima) mentre s'aggirava losco nel cortile. O forse addirittura se l'è trovato alle spalle mentre usciva dal garage. Stava cercando di entrare? Gli ha chiesto dei soldi, ha tirato fuori il coltello per rapinarlo? Forse Roberto ha provato a dirgli qualcosa (chi sei? vattene via altrimenti chiamo i carabinieri) e s'è scatenata quella reazione abnorme, infernale.

Solo ipotesi, per adesso. Ovvio che ce n'è una che fa più paura di tutte e per ora nessuno vuole dare per scontata, men che meno i carabinieri che stanno silenziosamente mettendo insieme tutti i tasselli. Importantissime le testimonianze dei vicini, di chi ha visto o sentito qualcosa ed è accorso in quel cortile. Testimonianze che hanno portato gli uomini dell'Arma a fermare un uomo (pare fosse ubriachissimo) poco dopo e non molto lontano da via Galvani. Ma ancora ieri sera non c'era nessuna certezza che fosse lui il feroce aggressore di Roberto. E forse soltanto Roberto sa cos'è successo davvero in quel tremendo faccia a faccia giù nel cortile. «Anche se avesse sorpreso un ladro mio marito non avrebbe mai reagito con la violenza - mormora Ivana - me lo dice sempre quando parliamo di queste cose. “se ti capita davanti qualche malintenzionato, dagli la borsa, dagli tutto quello che hai. Certa gente fa presto a tirare fuori un coltello».

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