Archivio bozze

Ospedale

Doppio taglio del nastro al Maggiore

01 novembre 2015, 06:02

Doppio taglio del nastro al Maggiore

Nel giorno del centesimo anniversario della posa della prima pietra dell'ospedale Maggiore di Parma, avvenuta il 31 ottobre 1915, altre due inaugurazioni ieri hanno riempito di sostanza una cerimonia che è stata tutt'altro che puramente commemorativa, ma anzi concretamente orientata al futuro: quella della nuova l'Ala sud del nosocomio e quella delle rinnovate aule centrali della facoltà di Medicina.

L'Ala sud è di fatto il completamento della parte nuova dell'ospedale, quella che si trova di fronte alla pista dell'elisoccorso. Nella struttura di quattro piani e oltre 9mila metri quadrati trovano collocazione le attività nefrologiche (sia di emodialisi che di gestione delle acuzie dei pazienti con insufficienza renale), le attività dell'endoscopia toracica e l'unità di terapia intensiva respiratoria. «Abbiamo completato – ha detto il direttore generale dell'Azienda ospedaliera Massimo Fabi – la parte che restava incompiuta del nuovo ospedale di Parma, sviluppatosi attorno al monoblocco. Quello che abbiamo ultimato oggi è un processo di adeguamento logistico e tecnologico. Ma oggi lanciamo anche la prospettiva dell'apertura alla città dell'area dell'ospedale». Ad accompagnare gli invitati nella nuova struttura – già operativa a tutti gli effetti – c'era anche il direttore sanitario Antonio Balestrino.

Mezz'ora più tardi c'è stato un secondo taglio del nastro: quello delle aule centrali della facoltà di Medicina, sempre all'interno dell'area ospedaliera. La struttura, già esistente da molti anni, è stata oggetto di un vasto intervento di riqualificazione, di cui il rettore dell'Ateneo Loris Borghi ha ricordato la necessità, vista la vetustà dell'edificio. Borghi ha poi ricordato il filo rosso che in ambito sanitario lega assistenza, formazione e ricerca: «Non c'è cura adeguata – ha detto – se non ci sono coloro che formano le nuove leve di medici». L'attenzione agli spazi didattici va proprio in questa direzione. Carlo Quintelli, pro rettore dell'Ateneo all'edilizia, ha spiegato le caratteristiche dell'intervento, «che ha trasformato in modo radicale tutta la parte della didattica, di cui abbiamo innalzato la qualità». f.ban.

© RIPRODUZIONE RISERVATA