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REGIO, PARLA LA MEO

Festival Verdi 2016, ecco le opere

01 novembre 2015, 06:00

Festival Verdi 2016, ecco le opere

Lucia Brighenti

Mezzogiorno di note. Come annunciato nei giorni scorsi, ieri alle 12 il Teatro Regio di Parma ha pubblicato sul proprio sito un video con l’anticipazione dei titoli del Festival Verdi 2016, che saranno quattro: Don Carlo, Trovatore, Giovanna d’Arco e I masnadieri. Nel video di circa un minuto e mezzo, sullo sfondo di immagini del backstage, il direttore generale del Regio Anna Maria Meo illustra la scelta del programma, che sarà presentato più nel dettaglio in conferenza stampa, il 16 gennaio 2016.

«Tre opere su quattro sono ispirate alla tematica del rapporto tra Verdi e Schiller – osserva il direttore – e un punto di grande forza del Festival sarà il fatto che, fatta eccezione per I masnadieri, si tratta di nuovi allestimenti: uno sforzo importante. Inoltre riacquisiremo il Teatro Farnese alla messa in scena di un’opera, Giovanna d’Arco, mentre I masnadieri andranno in scena nel Teatro Verdi di Busseto. Quindi il Festival proporrà anche un itinerario fisico».

Come risolverete i problemi di sicurezza del Teatro Farnese?

«Abbiamo siglato un accordo con la Sovrintendenza che ci dà la titolarità dello spazio per i prossimi tre anni. Giovanna d’Arco è infatti solo la prima puntata di un progetto che vedrà coinvolti grandi maestri. Certo, non è pensabile tornare ad aprire al pubblico la gradinata, sarebbe una forzatura».

Perché un video per annunciare i titoli del Festival Verdi?

«Puntiamo su nuovi mezzi che però non si sostituiscono a quelli tradizionali: un video può essere condiviso sui social. Il nostro obiettivo è allargare la fascia del pubblico senza escludere in alcun modo quello tradizionale».

A proposito di Festival Verdi, si è appena conclusa l’edizione 2015: che bilancio ne fate?

«Abbiamo vissuto il Festival 2015 come una rincorsa, visto che ci siamo insediate a febbraio e lo abbiamo presentato due mesi dopo. Di sicuro è stato caratterizzato da una serie di infortuni, malattie e problematiche superiori alla norma. Il mio rammarico più grande è Il corsaro, perché aveva tutti gli elementi per poter offrire al pubblico un bello spettacolo, con una produzione già testata e un buon cast, che però è stato letteralmente falcidiato da eventi fortuiti. Su di Otello si è detto di tutto di più, ma in fondo non ho nulla di cui lamentarmi: ha avuto un riscontro di pubblico straordinario e sono grata a Rudy Park e a Carlo Ventre. Nel complesso il bilancio è positivo, se consideriamo tutto quello cui abbiamo dovuto far fronte».

Cosa risponde a chi lamenta un costo dei biglietti più alto che in altri teatri?

«Abbiamo biglietti che vanno dai 10 ai 150 euro, mentre altri teatri si assestano su una fascia intermedia. Se mediamente è vero che i nostri prezzi sono più alti, c’è anche da dire che siamo un teatro completamente autoportante, con una struttura molto diversa da quelle cui spesso siamo paragonati. Per noi i ricavi di biglietteria sono una voce di entrata fondamentale, cui non possiamo rinunciare. La direzione che vogliamo prendere è quella di un abbassamento dei prezzi, come dimostra la riduzione del 10% effettuata sui biglietti della prossima Stagione Lirica. Continueremo ad andare in questa direzione, ma un improvviso ribasso del 50% significherebbe mandare il Teatro verso una nuova débâcle finanziaria, e non è certo il nostro scopo».