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SERIE D

Il Parma vuole allungare

01 novembre 2015, 06:00

Il Parma vuole allungare

Paolo Grossi

Oggi il Parma si rituffa in campionato e trova sulla sua strada il Romagna Centro, formazione che lo scorso anno s'è salvata ai play-out condannando all'Eccellenza il Fidenza. I romagnoli sono dodicesimi con 12 punti, e quindi attualmente tranquilli. Hanno un attacco vivace, con Spadaro e Tonelli piuttosto ispirati, e in porta un ottimo '96, Bissi. In panchina ci sarà anche Rizzitelli, figlio d'arte di un bomber che negli anni '90 ci ha spesso fatto gol. E' una squadra, quella guidata da Roberto Rossi, che ha un'età media bassa ma che è andata crescendo. Ha perso con Forlì e Altovicentino nelle ultime due giornate, però offrendo sempre prestazioni all'altezza. Mercoledì scorso poi in Coppa Italia ha buttato fuori proprio il Forlì con un secco 2-0, anche se l'impresa va ridimensionata alla luce del fatto che gli avversari avevano schierato quasi per intero la formazione juniores.

E' probabile che l'approccio avuto dal Lentigione domenica scorsa diventi una costante per le avversarie del Parma. Si parte forte, si tenta magari di andare in vantaggio, poi ci si può arroccare con gli avversari sotto pressione. Anche perché molte squadre, rispetto al Parma, nel finale di partita rischiano di calare fisicamente. In realtà anche i crociati sembrano attraversare una fase di appannamento fisica. Con il Forlì gli avversari in dieci per quasi un tempo hanno fatto meglio del Parma. A Brescello il Lentigione è andato più forte per mezz'ora, poi a Lucarelli e compagni è bastato sfruttare gli episodi e gestire la partita con il mestiere, ancora in superiorità numerica.

Oggi, Apolloni ha fatto bene a ricordarlo, serviranno umiltà e pazienza. Quelle che ad esempio avevano consentito di vincere contro il Villafranca nell'unica occasione in cui, in campionato, il Parma è finito sotto nel punteggio. Ma i crociati devono anche ritrovare idee concrete per l'attacco perché di recente le avversarie sembrano avergli preso un po' le misure. Per limitare Baraye ad esempio stanno stretti e corti, gli tolgono spazio, pensano ai raddoppi, e lui si perde, perché non è il suo pane il ruolo di trequartista in cui gli spazi bisogna andarseli a cercare in fazzoletti di campo. Lo stesso Ricci ha perso un po' dello strapotere fisico con cui ha messo in difficoltà quasi tutti i suoi dirimpettai nelle prime partite. Oggi saranno loro a dover rispondere presente, perché finora Longobardi non ha mai tradito le attese. Il suo limite era la poca presenza in zona gol, ma a Brescello lo ha colmato alla grande.

Apolloni ha ventilato l'ipotesi di qualche novità in formazione. L'auspicio è che siano funzionali non solo a far rifiatare chi è più stanco ma anche a dar corpo a modi alternativi di attaccare gli avversari, magari cercando di andare a conquistare palla un po' in alto per poi da lì ripartire e fare male. Il tempo sarà bello, vorremmo tanto vivere un'altra festa.

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