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Il caso

Sara Loreni canta sul balcone: arrivano i vigili

02 novembre 2015, 06:02

Sara Loreni canta sul balcone: arrivano i vigili

Laura Frugoni

«A.A.A. cercasi balcone sufficientemente periferico circondato da vicini che amano la musica o, alla peggio, un po' duri d'orecchio».

Chiariamo: l'annuncio è una fantasia. Ma è più o meno questo il senso dell'appello sorridente e scanzonato di Sara Loreni, la cantante fidentina diventata famosa soprattutto per aver detto addio a X Factor («quel mondo non fa per me»). Ora è lanciatissima: è appena uscito il suo nuovo album Mentha, tra poco parte il tour. Solo una cosa non va: pare proprio che le performance canore di Sara affacciata a un balcone di via Garibaldi siano già destinate a diventare un ricordo. Qualche giorno fa c'era stata la prima: musica, applausi e curiosità, tutto era filato liscio. Ieri pomeriggio ha concesso il bis, ma sono arrivati i vigili a chiudere il sipario. A Sara, accompagnata dal fido tastierista Lorenzo Buso, non è rimasto che ritirarsi dietro le tende e rinunciare al mio canto libero. Sulla pagina Facebook la cantante ha documentato tutta la scena (arrivo della municipale compreso) e com'era prevedibile si sono scatenati i commenti.

«Avevamo in programma tre set da una ventina di minuti ciascuno - racconta Sara qualche ora dopo - avevamo appena terminato il primo quando è arrivata l'auto dei vigili sotto casa. Hanno suonato il campanello e sono saliti. “E' vostro il balcone con i fiori gialli? State facendo una pubblicità audiofonica?”. “No guardi, siamo musicisti e visto che c'è il sole abbiamo pensato di suonare sul balcone”. A quel punto ci hanno detto che non potevamo continuare, visto che non si può diffondere musica all'esterno degli edifici».

Proprio riguardo le motivazioni dello stop imposto, abbiamo sentito gli agenti municipali: la questione sarebbe ancora una volta legata agli amplificatori, e comunque la pattuglia è arrivata in via Garibaldi «dopo varie sollecitazioni di persone disturbate».

Ma quanto era alto il volume della jam session? «Abbiamo usato la loopstation e la tastiera elettronica - spiega la cantante - un minimo di amplificazione c'era». In piazza Garibaldi non hanno sentito niente. «Noooo. Magari avessi una strumentazione così potente. Erano le tre e mezza, ci era sembrato un orario accettabile...».

Com'era venuta l'idea del palco-davanzale? «E' stata spontanea, giocosa. Io e Lorenzo ci troviamo spesso a provare in quella stanza. “Sarebbe bello fare un live sul balcone”. L'altra volta era andato tutto bene, il giorno dopo sono andata al bar e ho ricevuto tanti complimenti, tutti a chiedermi “quando lo rifai”. Non pensavamo di disturbare. La sensazione è che anche ieri fossero tutti “presi bene”. Ma in queste cose si sa come succede: basta anche un solo bastian contrario». Nessun rancore per chi vi ha messo il silenziatore? «Ma no. I vigili sono stati anche carini. Garbati. A noi è semplicemente dispiaciuto non poter più fare questa cosa. Ma sinceramente in questo periodo le occasioni per suonare non mi mancano». Lo facciamo l'appello? «Ma sì dai. Cercasi balcone defilato. Con un vicinato meno antipatico».