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Fidenza

L'accoltellatore era in fuga

03 novembre 2015, 06:01

Laura Frugoni

Perché un pericolo pubblico come lui è stato lasciato libero di fare altro male? Non resta che scavare ancora per cercare risposte, mentre la polemica lievita. E intanto emergono altri particolari su Maurizio Mascia, il 43enne che sabato pomeriggio aveva teso un agguato al pensionato fidentino Roberto Frati nel cortile del suo garage - voleva rapinarlo e alla fine gli ha sferrato tre micidiali coltellate nella pancia - e la sera stessa è stato arrestato per tentato omicidio.

C'è un nuovo, sconcertante tassello: anche venerdì, ossia il giorno prima della feroce rapina, Mascia era stato arrestato. A Castelvetro Piacentino - il Comune dove ha sede la comunità in cui Mascia aveva l'obbligo di dimora - aveva cercato di rubare una macchina ma era stato acciuffato e ammanettato dai carabinieri, per poi essere rilasciato a stretto giro di posta.

Un altro passo indietro, per capire. Come avevamo ricordato nei giorni scorsi, Mascia - che è di origini sarde ma risiede dalle nostre parti da tanto tempo - era finito dentro nel novembre 2014 dopo una rapina (brutta, violenta anche quella) in viale Fratti. Condannato a tre anni, lo scorso marzo era approdato nella Casa di Lodesana, storica comunità terapeutica di Fidenza, agli arresti domiciliari. Da lì era stato trasferito in una struttura di media protezione (della stessa comunità) a San Giuliano, nel territorio di Castelvetro. Non più ai domiciliari, ma soltanto con obbligo di dimora e restrizioni decisamente più lievi. Dalle dieci di sera alle sette del mattino non poteva muoversi, mentre di giorno era libero di uscire, restando entro il perimetro comunale.

Che ritratto traccia di Mascia chi l'aveva in cura? Una persona senza dubbio borderline, con seri disturbi di personalità. Impulsivo, il vizio della bottiglia sempre in agguato, in passato aveva anche tentato di farla finita. In questi mesi non si era mai abbandonato a comportamenti violenti, anche se nell'ultima settimana gli operatori avevano notato che qualcosa non andava: le crisi depressive andavano a braccetto con il bisogno di bere.

Arriviamo a venerdì: cos'è successo? La notizia la puoi trovare sulle cronache piacentine, taglio basso: verso mezzogiorno un tizio che si aggira nella piazza del municipio vede un'auto ferma con le chiavi inserite (il proprietario era sceso un momento per fare un saluto a un conoscente) e non ci pensa due volte. Sale in macchina e mette in moto. Il ladro è proprio Mascia, che tuttavia fa poca strada: l'automobilista e l'amico hanno la prontezza di tuffarsi verso la macchina, il ladro scende in fretta e furia e scappa a piedi. Pochi minuti dopo viene bloccato dai carabinieri: arrestato in flagranza di reato per tentato furto. Visto lo stato di profonda alterazione, lo dirottano al Diagnosi e cura dell'ospedale di Piacenza, ma poche ore dopo il pm della procura piacentina ne dispone l'immediata scarcerazione: il reato di per sé non è così grave, Mascia è già in cura in un centro di recupero e quindi lì deve tornare.

Passa la notte in ospedale, da uomo libero. La mattina dopo verso le dieci un operatore lo va a prendere per riportarlo a San Giuliano. Pare tranquillo, ma durante una sosta apre la portiera e si allontana alla chetichella. La «scomparsa» viene segnalata ai carabinieri e fino alle 5 del pomeriggio non succede niente. Finché Mascia ricompare in quel cortile a Fidenza e combina quello che sappiamo.

Unica buona notizia: Roberto Frati sta meglio, ieri è stato trasferito dalla rianimazione alla chirurgia. I medici sono cauti, ma ottimisti.

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