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IL CASO

La Prefettura: «No alle ronde»

04 novembre 2015, 06:00

La Prefettura: «No alle ronde»

«Vietate e rischiose»: così la Prefettura di Parma definisce le ronde, in una nota stampa diffusa ieri. «Cittadini che, anche utilizzando lo strumento del web, si aggregano per effettuare forme di pattugliamento di alcune aree urbane – spiega la Prefettura - in città ed in provincia, con il dichiarato obiettivo di contrastare reati quali furti e spaccio di stupefacenti. Si tratta di iniziative censurabili per motivi giuridici e tecnici, e pericolose sia per chi le pone in essere sia per il comune cittadino». Nessuno spiraglio, dunque, la Prrefettura sottolinea che si tratta di iniziative «illegali».

«Le uniche attività consentite sono quelle degli Osservatori volontari della sicurezza – proseguono da Palazzo Rangoni - ogni tipologia di organizzazione diversa da quel modello rende fuori norma tali attività. Inoltre possono esporre gli stessi cittadini, che volenterosi partecipano ai pattugliamenti, a concreti rischi». «Non sono inoltre da sottovalutare i potenziali danni fisici e materiali – prosegue la nota stampa - nonché i profili penali e civili cui i partecipanti possono incorrere per gli incidenti, subiti o causati, anche a terzi estranei, che, in quanto conseguenza di condotta illecita, non sono coperti da assicurazione. Per le modalità con cui vengono svolte, inoltre, tali attività possono anche ostacolare e, in taluni casi, vanificare, il lavoro delle forze di polizia, interferendo con le operazioni cui le stesse sono istituzionalmente preposte e che esse svolgono con costante impegno e continui risultati. Tali attività contribuiscono involontariamente ad alimentare la paura e l'insicurezza. La prevenzione e il contrasto della criminalità sono compito precipuo delle forze di polizia».

La Prefettura dà il via libera a un'altra forma di sicurezza partecipata: il controllo di vicinato. «Tale programma prevede che i cittadini si facciano parte attiva unicamente attraverso l'osservazione e la segnalazione alle forze di polizia di qualunque situazione anomala secondo uno schema organizzativo facente capo al Comune. L'efficacia di misure quali la tempestiva chiamata alle centrali di Polizia, l'accensione di luci ed altre azioni di disturbo svolte dalla propria abitazione è stata verificata in più di una occasione».

Tale programma di controllo di vicinato è stato esaminato nel corso dell'incontro di ieri mattina fra il prefetto e il sindaco di Montechiarugolo, che ha predisposto un opuscolo informativo il cui contenuto è stato preventivamente concordato con la prefettura e le forze dell'ordine. Nell'occasione è stata data notizia della definitiva approvazione del progetto di potenziamento della videosorveglianza predisposto dall'Unione pedemontana relativo anche al territorio di quel comune.

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