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Medioli, il costruttore di immagini

04 novembre 2015, 06:01

Questa sera alle 18 alla libreria Feltrinelli verrà presentato il libro «Il Costruttore di Immagini-Enrico Medioli sceneggiatore» a cura di Francesca Medioli e Roberto Mancini. Si tratta della lunga vita e delle opere di un parmigiano divenuto un maestro del cinema italiano, tutt’ora membro della grande giuria degli Oscar.

Enrico Medioli è nato a Parma il 17 marzo 1925 quartogenito in una famiglia della borghesia imprenditoriale. Ha vissuto a Roma dal 1950 al 1990 e da 25 anni vive a Orvieto. E’ uno degli sceneggiatori di alcuni dei più noti capolavori del cinema italiano. Ha firmato le sceneggiature di sette film di Luchino Visconti e ha collaborato anche con Vittorio Caprioli, Alberto Lattuada, Valerio Zurlini, Mauro Bolognini, Liliana Cavani, Pasquale Festa Campanile, Sergio Leone, Giuliano Montaldo. Nel 1961 ha vinto il Nastro d’Argento con «Rocco e i suoi fratelli» di Luchino Visconti, nel 1969 ha avuto una nomination all’Oscar per «La Caduta degli dei» sempre di Visconti. Nel 1984 ha partecipato, con Arcalli, Benvenuti, De Bernardi e Ferrini, alla difficilissima e laboriosissima stesura della sceneggiatura di «C’era una volta in America», il massimo capolavoro di Sergio Leone. Il 13 Gennaio 2006 il Comune di Parma lo ha premiato con il Premio Sant'Ilario. Nel 2008 è stato insignito del Premio Vittorio De Sica consegnatogli al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano.

Medioli è il protagonista del documentario «Ritratto di sceneggiatore in un interno» di Rocco Talucci prodotto dalla Fondazione Carla Fendi. Nel film racconta la sua vita e le sue sceneggiature, con ricordi intelligenti e ironici, dipingendosi a tutto tondo. Suo padre Luigi aveva un’impresa di costruzioni, come già il padre, il nonno e il bisnonno e, andando indietro, fino ai tempi di Maria Luigia. La madre Ester era una Cattivelli, proprietari terrieri, cugina prima di Cesare Zavattini.

Ha frequentato le elementari al San Marcellino, le medie e il liceo classico al Maria Luigia dove ha avuto la fortuna di avere Attilio Bertolucci come insegnante di italiano e storia dell’arte. Suoi compagni di scuola sono stati Maurizio Chiari futuro architetto e arredatore, amico di tutta la vita, Giulio Bollati di Saint Pierre futuro editore, Franco Bassi e Giuseppe Contino poi principi del foro di Parma. In quegli anni, grazie a Bertolucci, ha scoperto Proust e la sua «Ricerca del tempo perduto» alla cui lettura si è dedicato con grande passione.

Alla fine della guerra si è iscritto alla facoltà di Architettura a Milano, ma ben presto ha dovuto interrompere gli studi per una grave malattia polmonare che lo costringerà in cura prima a Bolzano, poi a Davos in Svizzera dove ha intessuto le prime grandi amicizie internazionali.

Nel 1950 si è trasferito a Roma dove ha incominciato a lavorare nel cinema, prima come traduttore per i doppiaggi poi come sceneggiatore. Nei primi anni romani ha conosciuto la pittrice Bice Brichetto, l’attrice Franca Valeri, Vittorio Caprioli, Peppino Patroni-Griffi, Alberto Arbasino, Luchino Visconti, Domietta del Drago, Suso Cecchi d’Amico, Filippo Sanjust. Ha frequentato Carlo Emilio Gadda.

Con Suso Cecchi d’Amico, nel 1955, ha collaborato alla stesura della sceneggiatura di Graziella di Giorgio Bianchi, il suo primo film. Ricorda «ho iniziato a lavorare con Suso Cecchi e da lei ho imparato tante cose».

Con Luchino Visconti ha messo in scena, come aiuto regista, tre opere, il «Don Carlo» a Londra, il «Falstaff» e Il «Duca d’Alba» a Spoleto.

Nel 1960, al Covent Garden di Londra ha affrontato la sua prima e unica regia teatrale, quella de «La Sonnambula» di Vincenzo Bellini.

Nel 1961, con Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Peppino Patroni-Griffi e Valerio Zurlini ha scritto la sceneggiatura de «La ragazza con la valigia» dello stesso Zurlini. Il film è stato girato a Parma, protagonista Claudia Cardinale. Molti parmigiani ricordano ancora la troupe in giro per la città.

Intanto era iniziata la lunga collaborazione con Visconti di cui Medioli ha partecipato alla stesura di tutti i film, con la sola eccezione di «Morte a Venezia» e de «Lo Straniero».

«Per Rocco e i suoi fratelli - ricorda Medioli - eravamo in cinque a scrivere la storia, Suso Cecchi d’Amico, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Visconti ed io. Avevo l’im pressione di partecipare a delle sedute psicoanalitiche. Sembrava di raccontare parte di noi stessi, in una sorta di liberazione dall’inconscio. Visconti chiedeva di insistere sulla psicologia dei personaggi perché essi dovevano influenzare il racconto, mai subirlo. Mi diceva: quando scegli un effetto narrativo devi spingere fino in fondo».

Nel 1971 si è trovato a scrivere contemporaneamente due sceneggiature, “Ludwig” per Visconti e “La prima notte di quiete” per Zurlini, «…due registi esigentissimi. Ho attraversato il periodo più angoscioso della mia carriera professionale. Quel passare continuamente dalle spiagge romagnole alle Alpi bavaresi, essere sbalestrato dalla sguaiataggine dei vitelloni nostrani alle eleganze della famiglia Wittelsbach, dalle puttanelle di provincia a Sissi imperatrice, il timore di non essere puntuale alle consegne, i dubbi, gli assilli mi toglievano il sonno».

Luchino Visconti è morto il 17 Marzo 1976. Ricondandolo con grande rammarico, Medioli dice «era anche capace di grandi malizie. E’ probabilmente per questo che ha deciso di morire il giorno del mio compleanno».

Segue un periodo di lavoro indefesso , la filmografia mediolesca parla chiaro, e di grandi viaggi con il perenne amico Maurizio Chiari, con Picci e Luisa Bormioli, con Luigi Malerba, con Barbara e Sosò Marchi e altri amici parmigiani. Della stesura della sceneggiatura di «C’era una volta in America» Medioli ricorda «Leone voleva qualcuno che lo contraddicesse . Io non avevo mai fatto un film di azione prima di allora….., nessuno di noi sceneggiatori era americano, nessuno era ebreo, nessuno era un gangster. Ma tutti noi avevamo incontrato tutto questo, filtrato dal cinema piuttosto che dalla letteratura, e il filo che tiene insieme tutta la storia è piuttosto europeo.….Il punto di partenza del nostro lavoro era francamente un grande amore per i film americani».

Poi sono venute soprattutto le sceneggiature per le grandi produzioni televisive tra cui «Coco Chanel» che ha avuto, nel 2009, due nomination ai Golden Globe e agli Emmy Awards.

Medioli, ormai in pensione, viene abbastanza spesso a Parma a trovare parenti e vecchi amici. «Io vado a Parma con piacere e ne vengo via con sollievo».

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