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La denuncia

«Ho pagato la multa, ma il fermo è rimasto»

Parma Gestione Entrate: "La cancellazione del fermo spetta alla proprietaria"

05 novembre 2015, 06:01

«Ho pagato la multa, ma il fermo è rimasto»

Dimenticò quella multa, e i 78 euro iniziali raddoppiarono. «Andai il giorno stesso a versare quei 156 euro, anche perché l'ingiunzione di pagamento mi era stata notificata con un fermo amministrativo della mia Audi». Meglio chiudere la questione senza ulteriori indugi. Era luglio. Pagò, l'automobilista distratta, e cercò di lasciarsi alle spalle l'incidente di percorso. Peccato che a dimenticare ci sia stato qualcuno più bravo di lei, che ora rischia di pagare per una presunta leggerezza d'altri. Incassati i 156 euro, quel qualcuno avrebbe dovuto cancellare il fermo, ma così pare proprio che non sia stato. A scoprirlo, la stessa automobilista, nel corso di una serata trasformata in una sorta di incubo, per lei e la figlioletta, trattenute per oltre un'ora e mezza in strada, in mezzo a una selva di lampeggianti azzurri, prima di essere lasciate andare con un'altra pesante sanzione. Protagonista-vittima di questa vicenda una trentenne di origini straniere molto conosciuta in città. La donna si è rivolta al Movimento nuovi consumatori, per far causa a Parma gestione entrate. «Era una sera di tre settimane fa - ricorda la signora, che racconta la propria chiedendo di mantenere l'anonimato -. Con un'amica parmigiana e la mia bimba eravamo andate a Cella, nel Reggiano, a casa di un'altra amica». Finita la cena, verso le 23, venne l'ora di rientrare a Parma. In teoria, perché nei fatti la serata stava prendendo una piega tutta diversa. «Scese in strada, notammo una pattuglia della Polizia stradale di Reggio ferma in mezzo alla laterale della via Emilia lungo la quale avevo parcheggiato poco prima. I tre poliziotti analizzavano la mia Audi con una lucetta e intanto costringevano le auto di passaggio a fare il giro, per proseguire. Nel frattempo, le finestre delle case lungo la via si aprivano, le persiane si spalancavano: la gente cercava di capire che cosa stesse accadendo». L'avrebbe voluto sapere anche la proprietaria dell'auto, alla quale gli agenti avevano comunicato che l'Audi risultava sottoposta a fermo amministrativo. «”Be', devo pagare una multa per eccesso di velocità, ma non mi è stato notificato alcun fermo amministrativo” ho risposto, per sentirmi dire che quella contravvenzione non c'entrava nulla. Intanto, alla prima pattuglia se n'è aggiunta un'altra, poi una terza e infine una quarta». Tutta la via a quel punto si era affacciata. «Lascio immaginare l'imbarazzo, anche per l'amica che abita lì. Ho provato a chiedere ai poliziotti che mi lasciassero andare, soprattutto per tutelare la mia bimba, impaurita e stanca, che ancora oggi è agitata per quanto è avvenuto quella sera. Ma nemmeno lasciando a loro tutti i documenti e le chiavi della macchina ho avuto il permesso di rientrare a Parma». Così è passata la mezzanotte e mezza. «Era l'una meno venti, quando siamo risalite in auto, con verbale che mi sono rifiutata di firmare e una multa di 546 euro che mi rifiuto di pagare». In realtà, sarebbe stata quella cifra, se la multa fosse stata saldata entro cinque giorni. «Ora sono già 800 - sottolinea Filippo Greci, presidente del Movimento nuovi consumatori -. Saranno pagati, ma altri alla fine pagheranno, perché ci prepariamo a una causa civile contro Parma gestione entrate, per il danno patrimoniale e i danni biologici e morali procurati alla nostra assistita e alla sua bambina, provate da questa vicenda. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo depositato una denuncia penale per abuso di ufficio, usurpazione di funzioni pubbliche e violazione della legge sulla privacy contro Parma gestione entrate che, non essendo iscritta all'Albo degli enti riscossori, non può trascrivere fermi amministrativi». r. c. 

PARMA GESTIONE ENTRATE: "LA CANCELLAZIONE DEL FERMO DIPENDE DALLA PROPRIETARIA. VICENDA DURATA 3 ANNI NON PER COLPA NOSTRA". Attraverso un comunicato, Parma Gestione Entrate puntualizza che "la cancellazione del fermo amministrativo era ed è a carico della proprietaria del veicolo oggetto del provvedimento, non di PGE.
Infatti, dopo ben sei atti, fra verbali, ingiunzioni e solleciti, la signora in questione ha sì saldato il suo debito, ma - a quanto risulta dagli atti in nostro possesso - non ha avanzato la richiesta dei documenti necessari alla revoca del fermo amministrativo del veicolo, e di conseguenza non si è evidentemente recata per tempo al PRA per provvedere in merito, regolarizzando la sua posizione.
Purtroppo per lei, come specificato nella comunicazione preventiva di fermo amministrativo notificata al debitore, "ai sensi dell'art. 6 del decreto ministeriale n. 503 del 7 settembre 1998, la cancellazione dell'iscrizione del fermo dei veicoli a motore viene effettuata a cura del contribuente presso il P.R.A", previa esibizione del provvedimento di revoca che Parma Gestione Entrate S.p.A. rilascerà, su espressa richiesta del contribuente, all'atto del saldo degli importi a debito, unitamente alla quietanza di pagamento, al certificato di possesso o foglio complementare del veicolo interessato, nonché dietro versamento alle casse dell'ACI delle ulteriori spese alla stessa spettanti secondo le tariffe provinciali dell'ACI stesso (circa 50 euro). 
Si tratta certamente di un disagio, ma è semplicemente l'effetto di una vicenda trascinata per tre anni e non certo per colpa di PGE".