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4 NOVEMBRE

Celebrata l'Unità d'Italia

05 novembre 2015, 06:00

Monica Tiezzi

La Giornata delle forze armate e dell'Unità nazionale come occasione anche «per rievocare l'inverno '45- '46, quando gli italiani dimostrarono che pace e democrazia erano nelle mani del popolo. È un ricordo importante per spronare i giovani alla partecipazione alla vita civile e al diritto di sovranità».

Un passato duro ma esaltante della storia italiana, e un presente segnato dalla disaffezione verso la cosa pubblica, nelle parole con le quali il prefetto Giuseppe Forlani ha aperto ieri mattina in Prefettura la cerimonia di consegna di 22 medaglie della Liberazione conferite dal ministro della Difesa a partigiani, ex internati nei lager e combattenti inquadrati nelle forze armate in occasione del 70º anniversario della Guerra di liberazione. Nella stessa occasione sono stati consegnati i titoli di Cavaliere della Repubblica a cinque parmigiani che si sono distinti per l'impegno nel lavoro e nel sociale.

Ricordando i 130 eventi che finora si sono tenuti nel nostro territorio per commemorare la Guerra di liberazione, Forlani ha consegnato un riconoscimento all'Associazione nazionale alpini e al Cai, organizzatori di molte manifestazioni. Il prefetto ha poi fatto cenno ai nostri militari impegnati all'estero nelle missioni Nato e Onu, ma anche quelli «mobilitati per il soccorso alle popolazioni colpite da avversità atmosferiche».

Durante la cerimonia, lo studioso Tommaso Ferrari ha proposto un'interessante lettura dei «4 novembre» della storia di Parma dal 1936 al 1946 attraverso titoli ad articoli della «Gazzetta di Parma». Pino Agnetti, presidente di «Libertà parmigiana», ha ricordato il contributo dato da Parma alla Grande Guerra, di cui quest'anno ricorre il centenario: non solo i personaggi noti e gli eroi cittadini (come Filippo Corridoni, Gaspare Bolla, Padre Lino, uno dei 2.800 cappellani italiani al fronte, e Arturo Toscanini, che lasciò i fasti del Metropolitan per dirigere un'orchestra militare), ma tutto il tessuto cittadino: «Parma fu un'enorme retrovia sanitaria, dove furono curati 160 mila feriti». A fine guerra, il tributo pagato dal nostro territorio fu alto: 6.186 caduti, ma anche 223 decorazioni, il numero più alto in Regione dopo Bologna. «Una grande lezione che non dobbiamo dimenticare e che ci impone di restare uniti in un mondo sul quale incombono gravi ed inquietanti minacce» ha concluso Agnetti.

I PREMIATI

Questi gli insigniti della medaglia della Liberazione: Enzo Affanni; Gino Alessandrini; Aldo Berti; Marco Botti; Giovanni Brignoli; Giuseppe Calzolari; Enzo Casalini; Dino Cornali; Ilmo Dellapina; Afro Gaibazzi; Pietro Gnecchi; Nino Gotra; Mario Lagasi; Renzo Novara; Giovanni Orlandi; Luigi Pastori; Antonino Pezzani; Paride Reggiani; Giuseppe Roscelli; Edgardo Scovenna; Bruno Spadini; Umberto Varacca.

Questi i Cavalieri della Repubblica: Giuseppe Orazio Bonanno; Davide Grossi; Giovanni Palmieri; Francesco Ragusa; ufficiale Giuseppe Ficociello.

IL REDUCE BOTTI SOPRAVVISSUTO A CEFALONIA

Marco Botti è scampato alle mitragliate, a Cefalonia nel 1943, finendo sotto i commilitoni uccisi. «Il plotone di tedeschi iniziò a sparare e mi ritrovai a terra, con i morti sulle spalle. Mi sono salvato così».

Non era destino, per questo cittadino di Albareto oggi 98enne (e che è stato primo cittadino del suo paese per 37 anni), finire la sua avventura terrena in guerra. E dire che di guerra ne ha fatta tanta Marco Botti nella divisione Acqui, primo battaglione, 17º fanteria. «Ero sergente, ho avuto tanti compiti, da magazziniere a capo-plotone degli esploratori. Ho combattuto per sette anni: a Colle della Maddalena, in Francia, nel 1939; in Albania nel 1940. Poi è stata la volta delle isole Ionie: tre mesi a Corfù, dieci mesi a Zanta e infine a Cefalonia». Dove ha sfiorato la morte e dalla quale è fuggito anche con l'aiuto dei greci: «Se restate qui siete spacciati», ci dissero. Emozionato per questo riconoscimento? «Un po', ma ci sono abituato». E con un sorriso da ragazzino mostra le tre medaglie appuntate alla giacca. m. t.

GIOVANNI PAMIERI (ZAROTTI) NEO CAVALIERE

«Costanza e mai perdere di vista l'obiettivo della qualità». Sono questi per Giovanni Palmieri, amministratore unico della Zarotti spa, i capisaldi che hanno permesso all'industria di conserve alimentari di strada Nuova di Coloreto di affrontare la crisi senza neppure un licenziamento o una cassa integrazione. Ma anzi consolidando la propria posizione nel mercato. Palmieri, approdato 22 anni fa alla Zarotti dopo un'esperienza al Monte dei Paschi di Siena, è uno dei cinque parmigiani che ieri mattina hanno ricevuto il titolo di Cavaliere della Repubblica. I cambiamenti maggiori degli ultimi anni? «Abbiamo trasformato un'azienda artigianale in una media impresa con 30 milioni di fatturato annuo», dice. Filetti di alice, vongole, gamberetti e tonno i prodotti di punta di un'azienda che ha come slogan «Buono come il pesce». Oggi l'impresa, ricorda ancora Palmieri, ha 50 dipendenti fra gli stabilimenti di Parma e San Marco di Castellabate (Salerno), 300 nella sede in Marocco e altrettanti nello stabilimento in Albania. m. t.

IL PD: PERCHE' NON PREMIATI I PARTIGIANI ANPI?

I parlamentari Giuseppe Romanini, Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari intervengono sulle celebrazioni del IV novembre sottolineando i valori costituzionali «alla base di quell'Unità nazionale faticosamente costruita e ottenuta con le vite degli italiani che hanno combattuto la Grande Guerra, di cui quest'anno ricorre il primo centenario».

Dopo aver espresso un ringraziamento alle Forze Armate, i parlamentari Pd commentano la cerimonia che si è tenuta in Prefettura nell'ambito delle iniziative sul 70º della Liberazione.

«Quest'anno la ricorrenza del IV Novembre - spiegano - si è intrecciata con una delle iniziative promosse nell'ambito del 70º della Liberazione ed è così che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) in Prefettura sono state consegnate alcune medaglie alla Liberazione ad altrettanti partigiani».

«Una bella scelta - continua il comunicato - ma realizzata a metà, perché sono stati consegnati solo alcuni dei riconoscimenti stabiliti per i partigiani viventi. E' una smagliatura che speriamo possa in tempi molto rapidi essere recuperata perché  tutti i partigiani sono ugualmente protagonisti della nostra libertà e  interpreti di quell'Unità nazionale di cui oggi si celebra la ricorrenza. Per  questo auspichiamo che quanto prima anche i partigiani segnalati dall'Anpi possano ricevere la medaglia».

Sulla vicenda Romanini e Maestri alla Camera e Pagliari al Senato hanno presentato una interrogazione al Ministro della difesa per conoscere le ragioni di quanto accaduto e invitare a porre rimedio con sollecitudine. r. c.

FRITELLI PROPONE IL RITORNO ALLA LEVA OBBLIGATORIA

In occasione della Festa dell'Unità nazionale e Giornata delle forze armate, ieri mattina piazza Duomo si è riempita di gonfaloni e di donne e uomini in divisa. In piazza c'erano rappresentanze di tutti i corpi presenti in città e provincia: carabinieri, guardia di finanza, polizia, esercito, polizia penitenziaria, polizia provinciale, polizia municipale, guardie forestali e polizia stradale, ma anche volontari della Croce Rossa Italiana e vigili del fuoco.

Ad organizzare le celebrazioni sono stati Prefettura, Comune di Parma e il «Comitato per le celebrazioni del 97esimo anniversario della vittoria». La manifestazione ha preso il via alle 9,50 con lo schieramento delle rappresentanze delle forze armate e corpi armati dello Stato, seguito dall'afflusso delle bandiere e dei gonfaloni delle tante associazioni combattentistiche e d'arma presenti. Alle 10 l'alzabandiera, accompagnato dall'inno di Mameli.

Le celebrazioni di quest'anno hanno assunto una particolare importanza, per la ricorrenza del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia in occasione del primo conflitto mondiale.

«Questa è una delle ricorrenze più longeve e importanti, assieme alle celebrazioni del 2 giugno e del 25 aprile - ha detto il prefetto di Parma, Giuseppe Forlani -. La giornata di oggi, in particolare, è un simbolo per le forze armate e in questo momento rendiamo omaggio a tutti coloro che sono caduti in nome della patria e ai tanti soldati italiani in giro per il mondo».

La cerimonia è poi proseguita con gli interventi delle autorità. Sul palco Filippo Fritelli, sindaco di Salsomaggiore Terme e presidente della Provincia, ha lanciato una provocazione sull'abolizione del servizio di leva e del servizio civile: «Sarebbe ora di ripensare alla legislazione sull'abolizione del servizio di leva e del servizio civile, ripristinandoli per uomini e donne - ha affermato Fritelli -. È arrivato il momento di dare un segnale ai giovani, coinvolgerli dando loro dei riferimenti e tornando a diffondere quel senso di responsabilità che purtroppo col passare del tempo si è perso».

La cerimonia si è poi conclusa con gli onori finali ed il corteo per la deposizione delle corone ai monumenti ai Caduti, al Partigiano e alla Vittoria. Le celebrazioni della giornata di ieri rientrano nell'ambito del percorso celebrativo che ha preso il via lunedì 2 novembre con la commemorazione dei defunti e il corteo che ha reso omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti sepolti al cimitero della Villetta. Silvio Tiseno

LE COMMEMORAZIONI CHE SI SONO SVOLTE IN PROVINCIA

La giornata dell'Unità nazionale, a cento anni dall'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, è stata celebrata in diversi paesi della provincia. In altri, l'appuntamento è rinviato a domenica.

BERCETO

Si è trattato di una cerimonia semplice, ma molto festosa grazie alla partecipazione degli alunni delle scuole sia di Berceto sia di Ghiare: una presenza giovanile voluta dal sindaco Luigi Lucchi, «per trasmettere la testimonianza alle nuove generazioni». Erano presenti anche forze dell'ordine ed esponenti del mondo del volontariato.

BUSSETO

Significativa iniziativa del gruppo Alpini «Terre del Po» di Busseto, Polesine e Zibello che ha promosso il restauro di tutti i monumenti ai caduti dei tre Comuni. I primi due (San Rocco e Samboseto) sono stati presentati e benedetti ieri. La giornata è iniziata all'Istituto comprensivo con un incontro tra Amministrazione comunale, gruppo Alpini «Terre del Po» e studenti, con intervento del generale Cesare Di Dato, originario di Busseto. Quindi, a San Rocco, è stato mostrato il restauro del monumento, alla presenza del sindaco Maria Giovanna Gambazza, degli assessori Angelo Burla e Gianluca Catelli, del parroco don Corrado Canepari e dei comandanti delle stazioni dei carabinieri. A Samboseto il restauro è stato presentato dal presidente locale Ancr Luigi Cenci.

COMPIANO

Cittadini e scolari hanno visitato la mostra allestita in municipio dall'associazione Compiano Arte-Storia e dedicata ai 130 compianesi partiti per il fronte, dei quali 19 non hanno fatto ritorno. La mostra è stata illustrata dal curatore Ettore Rulli. Durante la messa, Alberto Faganello organista e storico di Compiano ha letto una commovente poesia. Al termine, corteo fino al monumento dove il sindaco ha tenuto una breve orazione.

CORNIGLIO

Al Tempietto nel piazzale del castello, ove sono poste le lapidi commemorative in ricordo dei caduti, si sono ritrovati i ragazzi della scuola primaria e secondaria, accompagnati dai propri insegnanti. Erano presenti il sindaco Giuseppe Delsante, il vicesindaco Matteo Cattani, l'assessore Tiziana Graiani ed i consiglieri Sergio Moretti e Paolo Magri, i carabinieri della locale caserma, il gruppo Alpini di Bosco e Corniglio, una rappresentanza degli ex aviatori ed il parroco del paese Don Pierozek Waldemar.

FELINO

Penne nere e amministratori comunali hanno ricordato i caduti della Grande Guerra. Era presente anche Priamo Dalcò, membro felinese dell'Associazione nazionale Granatieri di Sardegna. In piazza Miodini, è stato posato un mazzo di fiori dinnanzi al monumento ai caduti. Successivamente i presenti, guidati dal vicesindaco Elisa Leoni e da Flavio Spaggiari, capogruppo degli Alpini, si sono trasferiti in via Carducci per la commemorazione.

LESIGNANO

Il corteo si è formato in piazza Marconi per raggiungere la chiesa, dove don Giovanni Bocchi ha celebrato la messa. Quindi, in piazza IV novembre è stato onorato il monumento ai caduti: i ragazzi delle terze medie hanno recitato alcune poesie sul primo conflitto mondiale, e hanno letto i nomi di tutti i lesignanesi caduti. L'orazione è stata del vicesindaco Luigi Gandolfi.

MEZZANI

A Mezzani sono stati coinvolti per la prima volta gli studenti del consiglio comunale dei ragazzi presenti – con il loro sindaco Luca Gorni in prima fila - a fianco dei rappresentanti dell'amministrazione comunale e dell'Anpi. Nella prima parte della mattinata si è tenuta la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti di Mezzano Rondani, Mezzano Superiore, alle lapidi della sede municipale di Casale, al monumento ai caduti di Mezzano Inferiore e al monumento alla Resistenza di piazza Belli a Mezzano Inferiore. Poi, nella sala civica don Bernini a Mezzano Inferiore, su iniziativa della scuola media, è stato proiettato il film «La Grande Guerra» di Mario Monicelli con introduzione storica dei docenti Donatella Miglioli, Laura Magnani e Corrado Mallia alla presenza del sindaco Romeo Azzali e del vicesindaco Liana Lambertini.

NOCETO

Nella giornata che celebra l'Unità nazionale e le Forze Armate è stata inaugurata di prima mattina la mostra “Dal foglio alla trincea” che raccoglie al Piano Nobile del Castello documenti, immagini, cimeli e ricordi storie di campi di battaglia e lettere d'amore dal fronte a cui hanno collaborato tanti cittadini nocetani. A seguire, corteo fino a viale delle Rimembranze dove Don Daniele Franciosi ha officiato la messa. Successivamente è stata depositata la corona di fiori al monumento ai Caduti. Sono seguite la lettura del Bollettino della Vittoria e una selezione di brani sulla storia della Guerra e lettere dal fronte a cura dei ragazzi di terza media con le insegnanti Serafina Strangis e Valeria Iurlaro e dei bambini delle classi quinte della scuola primaria con le maestre Stefania Vitali, Maria Pia Ferrari e Rita Ranzieri. Al termine, l'orazione del sindaco Fabio Fecci.

SALA BAGANZA

Nella Sala dei convegni della Rocca Sanvitale in occasione del 4 novembre è stata inaugurata l'esposizione «Per non dimenticare 1915-2015», curata dall'associazione culturale Obiettivo Storia. La mostra è stata inaugurata dopo il corteo, la santa messa nell'oratorio dell'Assunta e la deposizione della corona al monumento dei Caduti, alla presenza, tra gli altri, dei ragazzi delle classi terze della scuola media. Gli studenti si sono esibiti con voce e chitarra in brani dell'epoca, guidati dalla professoressa Marina Gatti. Si sono susseguiti gli interventi del sindaco dei ragazzi Filippo Gozzi, di Roberto Ceresini, capogruppo degli alpini di Sala Baganza, del consigliere dell'associazione Obiettivo Storia Claudio Aimi e del sindaco Cristina Merusi.

SORAGNA

Il sindaco Salvatore Iaconi Farina e il cavalier Luigi Scaramuzza presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della Federazione provinciale di Parma e della sezione di Soragna hanno proceduto a posare corone di fiori alla Cappella dei Caduti nel cimitero, al cippo in memoria del giovane Bruno Scaramuzza, al monumento dedicato ai Marinai d'Italia, alla lapide in memoria dei Bersaglieri e al cippo dedicato ai caduti del 18 marzo 1945. Dopo il raduno davanti al municipio e la deposizione dei fiori accanto alla lapide in memoria dei caduti la mattina è proseguita con la Messa celebrata dal parroco don Sincero Mantelli nella chiesa parrocchiale. Il corteo con le autorità e in testa i ragazzi delle scuole elementari e medie di Soragna si è poi snodato lungo le vie del centro fino alla caserma dei carabinieri per ricordare i caduti di Nassiriya. Ultima tappa il parco delle Rimembranze con l'omaggio al monumento ai caduti, le orazioni ufficiali e i brani letti dagli alunni delle scuole in omaggio ai morti di tutte le guerre.

VARANO MARCHESI

In attesa delle commemorazioni a Medesano (in programma domenica mattina), a Varano Marchesi sono stati protagonisti gli scolari delle elementari del paese. Durante la messa celebrata, da don Romano Marani, i bambini di 4ª e 5ª hanno interpretato canzoni e poesie davanti ai rappresentati delle forze armate, dell'amministrazione e delle associazioni del territorio. Con i propri pensieri gli scolari hanno reso omaggio alle forze armate, agli alpini, al milite ignoto e a tutti i caduti che hanno reso la vita per l'unità nazionale. E' seguita la relazione del sindaco Riccardo Ghidini. Il vicesindaco Michele Giovanelli ha poi ringraziato gli studenti varanesi per le belle parole recitate e per l'ottimo lavoro svolto.

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