Archivio bozze

New York

Mosex: il sesso è in mostra, senza tabù

05 novembre 2015, 06:00

Mosex: il sesso è in mostra, senza tabù

Si occupa di proteggere e preservare oggetti della sessualità che altrimenti sarebbero andati persi o distrutti. A New York c’è un museo un po' sopra le righe, il Museo del sesso, (Mosex) che dalla sua sede sulla Quinta Strada a pochi passi dal Flatiron District, cerca di offrire prospettive diverse su argomenti che in America in fondo sono ancora tabù: la sessualità e il sesso. Il museo ha aperto i battenti nell’ottobre del 2002, è stato il primo negli Stati Uniti e da allora, nonostante lo scetticismo iniziale, registra ogni anno migliaia di visitatori, sia americani che stranieri. «All’inizio - ha spiegato Mark Snyder, direttore mostre del museo - la gente considerava strano l’accoppiamento sesso e museo, poi ha capito che il nostro scopo è meramente educativo nonché di preservazione». Il museo del sesso ha infatti una collezione di oltre 15 mila pezzi alla quale fanno da corredo delle mostre non permanenti che offrono appunto spunti di riflessione su sesso e sessualita». «L’America - continua Snyder - ha ancora difficoltà a parlare di sesso, a volte non si usa la parola esplicitamente ma i riferimenti sono ovunque. Nonostante ciò preferiamo che non sia un cosiddetto public discorse». E’ il pubblico femminile quello piu» interessato al museo, mentre sul totale dei visitatori il 40% sono turisti il resto proviene principalmente dalla Tri-State Area, ossia New York, New Jersey e Connecticut.

Al museo si ha accede passando attraverso lo store dove oltre a gadget e sex toys si trova anche materiale letterario. «Qui i clienti chiedono di tutto - continua Snyder - non è un posto dove vergognarsi di niente. Vogliono sapere soprattuto di più sulle posizioni». Il viaggio nel museo inizia con la mostra «Hardcore: un secolo e mezzo di immagini oscene» in cui si cerca di sottolineare come anche se il termine hardcore sia un’invenzione contemporanea, il desiderio di travalicare i confini a livello sessuale ha una lunga storia. «Anche se soggetti a censura - spiega Snyder - i nostri antenati non erano affatto asessuati come la visione della storia dell’epoca voleva farci credere. E anche se molto materiale è andato distrutto o perso, molte collezioni venivano tenute nascoste e smerciate segretamente». Punti forti della mostra sono una guida ai bordelli di una New York del 1855, un manuale sessuale illustrato a mano del 19esimo secolo, diverse foto di sesso di gruppo e sex toys. Le altre mostre in calendario sono Splendor in the Grass: Kinesthetic Camping Ground, e Sex Lives of Animals, con l’obiettivo di dimostrare che anche il mondo animale ha una propria sessualità e non è finalizzata solo alla riproduzione ma anche al piacere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA